Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13087 del 24/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 24/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.24/05/2017),  n. 13087

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9211/2016 proposto da:

AMBIENTAE SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DI VILLA MASSIMO 39, presso

lo studio dell’avvocato ADRIANO SCREPONI, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato FEDERICA BIZZONI;

– ricorrente –

contro

COMUNE FORMELLO, EQUITALIA SUD SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 25267/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata

il 17/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 06/04/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI.

Dato atto che il Collegio ha disposto la motivazione semplificata.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

la società Ambientae s.r.l. ha impugnato per cassazione la sentenza del Tribunale di Roma che ha confermato quella di primo grado, con cui era stata rigettata l’opposizione dall’odierna ricorrente avverso un sollecito di pagamento intimatole da Equitalia Sud s.p.a per il pagamento di sanzioni relative a violazioni del C.d.S.;

il Tribunale ha ritenuto infondata la contestazione relativa alla mancata notificazione del verbale di accertamento, rilevando che la notifica era stata effettuata al legale rappresentante della società, a mani della moglie; in relazione alle doglianze relative alla notifica della cartella di pagamento e all’indebita applicazione di maggiorazioni, il Tribunale ha ritenuto inammissibile la relativa domanda in quanto non proposta “ex art. 617 c.p.c. nei 20 gg dal ricevimento della cartella”;

la ricorrente ha articolato due motivi, denunciando “violazione e falsa applicazione della L. n. 890 del 1982, art. 7 e art. 145 c.p.c.; nullità della notifica del VAV; decadenza della P.A. ed assenza del diritto di agire esecutivamente” (primo motivo), nonchè “violazione e falsa applicazione degli artt. 615 e 617 c.p.c.; contraddittorietà assoluta tra decisione e motivazione” (secondo motivo).

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

il primo motivo è inammissibile ex art. 366 c.p.c., n. 6, in quanto è incentrato sul contenuto della relata di notifica, ma non ottempera all’onere di trascrivere tale atto (nella misura necessaria per accertare l’effettivo iter della notificazione e la sua conformità alle previsioni dell’art. 145 c.p.c.) e di fornire indicazioni per il reperimento dello stesso nell’ambito dei fascicoli processuali;

il secondo motivo è parimenti inammissibile in quanto le censure sono eccentriche, e comunque carenti di specificità, rispetto alla ratio della decisione, non essendo deducibile sotto il profilo della violazione di norme di diritto (e tantomeno della “contraddittorietà assoluta”) l’errore in cui sarebbe incorso il Tribunale per avere ritenuto notificata una cartella che (secondo l’assunto della ricorrente) non era mai stata notificata;

in difetto di attività difensiva da parte degli intimati, non deve provvedersi sulle spese di lite.

trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, sussistono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

PQM

 

la Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 maggio 2017

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