Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13077 del 23/06/2016


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Cassazione civile sez. VI, 23/06/2016, (ud. 11/04/2016, dep. 23/06/2016), n.13077

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 27148-2014 proposto da:

M.E., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DEL

POPOLO 18, presso lo studio dell’avvocato PIETRO FRISANI, che lo

rappresenta e difende, giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO ECONOMIA FINANZE, (OMISSIS), in persona del Ministro

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto n. 925/2014 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA del

05/05/2014, depositato il 26/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza

dell’11/04/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ELISA PICARONI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che, con ricorso in opposizione L. n. 89 del 2001, ex art. 5-

ter M.E. chiedeva alla Corte d’appello di Perugia di riformare il decreto con il quale il Consigliere delegato aveva rigettato la domanda di condanna del Ministero dell’economia e delle finanze per la durata irragionevole del giudizio amministrativo, svolto dinanzi al Tar del Lazio dal 15 settembre 2000 al 22 gennaio 2013, avente ad oggetto il riconoscimento del compenso per il servizio speciale prestato dal ricorrente, elicotterista dei Vigili del Fuoco, a favore della Protezione civile;

che la Corte d’appello, con decreto del 26 giugno 2014, ha rigettato l’opposizione, confermando il decreto opposto, sul rilievo che il Tar del Lazio aveva escluso che vi fosse stato impiego di veivoli dei Vigili del Fuoco nel periodo 1990-1997, a supporto della protezione civile, e ritenuto che l’attività svolta dal ricorrente nel 1998 non rivestisse il necessario carattere di continuità;

che per la cassazione del decreto D.L.D. ha proposto ricorso sulla base di un motivo;

che l’intimato Ministero resiste con controricorso.

Considerato che il Collegio ha deliberato l’adozione di una motivazione in forma semplificata;

che con l’unico motivo di ricorso è dedotta violazione della L. n. 89 del 2001, art. 2, commi 1 e 2-quinquies, lett. a) ed f), in relazione all’art. 6, par. 1, della Convenzione EDU, e si contestano le ragioni in base alle quali la Corte d’appello ha ritenuto insussistente il danno non patrimoniale da irragionevole durata del giudizio presupposto;

che, in particolare, l’elencazione tassativa contenuta nella L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2-quinquies non prevede, tra le ipotesi in cui non deve essere riconosciuto l’indennizzo, la palese infondatezza della domanda, come invece ritenuto dalla Corte d’appello di Perugia, e le scarse probabilità di accoglimento della domanda non sono sufficienti ad escludere il patema d’animo connesso all’attesa della definizione della lite;

che, peraltro, non ricorrerebbero nella specie i presupposti della lite temeraria, nè dell’abuso del processo, posto che il ricorrente aveva depositato due istanze di fissazione d’udienza e una istanza di prelievo e che il Tar aveva compensato le spese di lite, evidenziando la peculiarità del giudizio e la non strumentalità dell’azione;

che la doglianza è fondata;

che questa Corte ha già affermato che non è prevista, tra le cause di esclusione dell’indennizzo di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2-quinquies, la manifesta infondatezza della domanda proposta nel giudizio presupposto in quanto tale, e cioè senza che ricorra il requisito ulteriore della temerarietà o dell’abuso del processo (ex plurimis, Cass., sez. 6-2, sentenza n. 2388 del 2016), da escludersi peraltro nel caso concreto, attesa la compensazione delle spese di lite disposta all’esito del giudizio presupposto;

che il rilievo è sufficiente a cassare il decreto, con rinvio alla stessa Corte d’appello, in diversa composizione, che riesaminerà la domanda di equa riparazione e provvederà anche a regolare le spese del presente giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Corte d’appello di Perugia, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta civile – 2 della Corte suprema di Cassazione, il 11 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 giugno 2016

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