Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13062 del 28/05/2010

Cassazione civile sez. lav., 28/05/2010, (ud. 22/03/2010, dep. 28/05/2010), n.13062

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio – rel. Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 30016-2008 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso L’AVVOCATURA

CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli Avvocati RICCIO

ALESSANDRO, VALENTE NICOLA, GIANNICO GIUSEPPINA, giusta procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

G.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 858/2008 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA del

3/11/05, depositata il 20/12/2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/03/2010 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO LAMORGESE;

è presente il P.G. in persona del Dott. CARLO DESTRO.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Nella controversia promossa da G.M. nei confronti dell’INPS per il ricalcolo della pensione secondo le previsioni della L. 29 maggio 1982, n. 297, art. 3 con rivalutazione delle retribuzioni determinate con il criterio tabellare per gli anni anteriori al 1968, la Corte di appello di Bologna, con sentenza depositata il 20 dicembre 2007, ha confermato, così rigettando l’impugnazione dell’Istituto, che le variazioni dell’indice ISTAT da considerare ai fini della rivalutazione erano quelle verificatesi tra l’anno di percezione delle retribuzioni e quello del collocamento in pensione, concorrendo i due sistemi, della individuazione della retribuzione percepita allorchè la pensione era calcolata con il metodo contributivo (anteriormente al 1968), e della rivalutazione della retribuzione media settimanale di ciascun anno.

Di questa pronuncia l’ente previdenziale soccombente ha chiesto la cassazione con ricorso basato su un motivo.

L’intimato non ha svolto attività difensiva.

Essendosi ravvisate le condizioni per la decisione del ricorso in camera di consiglio, è stata redatta relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., poi ritualmente notificata all’unica parte costituita e comunicata al Procuratore Generale.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo, per il quale è formulato il rituale quesito di diritto, è denunciata la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488, art. 5, comma 6, e allegata tabella C, nonchè della L. 29 maggio 1982, n. 297, art. 3, commi 8 e 11.

L’Istituto ricorrente addebita alla sentenza impugnata di aver utilizzato nel procedere alla rivalutazione delle retribuzioni che concorrono alla formazione della retribuzione pensionabile, secondo la regola posta dalla L. n. 297 del 1982, art. 3, comma 11, per gli anni anteriori al 1968 della tabella C allegata al D.P.R. n. 488 del 1968, senza esclusione però dell’applicazione per detti periodi dell’ulteriore sistema di rivalutazione di cui alla citata L. n. 297 del 1992. Il ricorso solo alla suddetta tabella C comporterebbe, ad avviso dell’Istituto, la determinazione della retribuzione pensionabile per il periodo precedente il 1968 in misura corrispondente non a quella percepita all’epoca e assoggettata a contribuzione, ma a compensi già rapportati ai valori retributivi dell’anno 1968, con la conseguenza dell’assoggettamento di dette retribuzioni ad una doppia rivalutazione.

Il ricorso è fondato.

Sulla questione posta dall’INPS, sono intervenute le Sezioni Unite di questa Corte che, a composizione del contrasto di giurisprudenza registrato in proposito, con la sentenza 8 febbraio 2006 n. 2631, hanno affermato il seguente principio di diritto: “Ai fini del calcolo della pensione, la tabella C allegata al D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488 (integrata dalla tabella E che la ha sostituita ai sensi del D.L. 29 luglio 1981, n. 402, convertito con la L. 26 settembre 1981, n. 537) indica il valore monetario aggiornato al 1968 della retribuzione settimanale per gli anni precedenti corrispondenti alle marche applicate sulle tessere assicurative allora in uso. Ne consegue che, nell’applicazione, ai sensi della L. 29 maggio 1982, n. 297, art. 3, comma 11, della rivalutazione della retribuzione media settimanale per gli anni precedenti al 1968 deve farsi riferimento all’indice ISTAT del 1968 e non a quello dell’anno di percezione della retribuzione”.

Dovendo farsi applicazione di questo principio, da cui invece si è discostata la Corte territoriale, la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio ad altro giudice di appello, designato come in dispositivo, il quale nel procedere alla rivalutazione della retribuzione media settimanale per gli anni anteriori al 1968, si atterrà al criterio di cui innanzi, indicato con la citata pronuncia delle Sezioni Unite.

Il giudice di rinvio provvederà al regolamento delle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Corte di appello di Firenze.

Così deciso in Roma, il 22 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 28 maggio 2010

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA