Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13002 del 24/05/2017


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Cassazione civile, sez. I, 24/05/2017, (ud. 24/03/2017, dep.24/05/2017),  n. 13002

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L. (P.I. (OMISSIS)), in persona del curatore

avv. N.P., rappresentato e difeso, per procura speciale in

calce al ricorso, dall’avv. Giovan Candido Di Gioia e dall’avv.

Mauro Mocchegiani, con domicilio eletto presso lo studio del primo

in Roma, Piazza Mazzini n. 27;

– ricorrente –

contro

BANCA DELLE MARCHE S.P.A.;

– intimata –

e sul ricorso proposto da:

BANCA DELLE MARCHE S.P.A. (P.I. (OMISSIS)), in persona del Presidente

del consiglio di amministrazione prof. avv. A.M. G.,

rappresentata e difesa, per procura speciale a margine del

controricorso, dall’avv. Mauro Mosca e dall’avv. Goffredo Gobbi, con

domicilio eletto presso lo studio del secondo in Roma, Via Maria

Cristina n. 8

– controricorrente e ricorrente incidentale –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L.;

– intimato –

avverso il decreto del Tribunale di Ancona n. 1362 cron. depositato

il 26 febbraio 2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 24

marzo 2017 dal Consigliere Dott. Carlo DE CHIARA;

udito per il ricorrente l’avv. Giovan Candido DI GIOIA;

udito per la controricorrente e ricorrente incidentale l’avv.

Goffredo GOBBI;

udito il P.M., in persona dell’Avvocato Generale Dott. IACOVIELLO

Francesco Mauro, che ha concluso per la inammissibilità del

ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Il Tribunale di Ancona, accogliendo l’opposizione allo stato passivo del fallimento (OMISSIS) s.r.l. proposta dalla Banca delle Marche, ha ammesso il credito chirografario della opponente di Euro 83.309,06 per saldo negativo di un conto anticipi export e insoluti da ricevute bancarie.

Ha disatteso infatti l’eccezione della curatela, basata sulla revocabilità di pagamenti per complessivi Euro 235.719,75 effettuati grazie a un’operazione di sale and lease back eseguita dalla società fallita con la Medioleasing s.p.a. (ed altre società), osservando che questa, benchè partecipata al 100 % dalla Banca delle Marche, era soggetto diverso da essa, e che la revocabilità era esclusa dalla circostanza che, non essendo ravvisabile l’anormalità del pagamento, risultava superato il termine semestrale di cui alla L. Fall., art. 67, comma 2.

2. Il curatore del fallimento ha proposto ricorso per cassazione, cui la banca intimata ha resistito con controricorso contenente anche ricorso incidentale condizionato. Entrambe le parti hanno anche presentato memorie.

Il Collegio ha deliberato che la motivazione della presente sentenza sia redatta in forma semplificata, non ponendosi questioni rilevanti agli effetti della funzione nomofilattica di questa Corte.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso principale è inammissibile perchè il ricorrente, pur insistendo nella tesi della revocabilità dei pagamenti di cui sopra (senza peraltro spiegare in che modo da essa deriverebbe l’esclusione del diverso credito, non soddisfatto, di cui la opponente ha chiesto l’ammissione al passivo), omette di censurare l’autonoma ratio della decisione impugnata consistente nella diversità soggettiva delle controparti della società fallita nel rapporto di credito insinuato al passivo e nell’operazione di sale and lease back.

2. Il ricorso incidentale condizionato è assorbito.

3. Le spese processuali, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.000,00 per compensi, oltre alle spese forfetarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 24 maggio 2017

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