Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12958 del 22/06/2016

Cassazione civile sez. I, 22/06/2016, (ud. 20/05/2016, dep. 22/06/2016), n.12958

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMO CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 20352-2015 proposto da:

3G IMMOBILIARE S.R.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE 96,

presso l’avvocato FLORA DE CARO, rappresentata e difesa

dall’avvocato LORENZO DI GAETANO, giusta procura in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO DELLA IMMOBILIARE E.B.I. S.R.L., FALLIMENTO 3G

IMMOBILIARE S.R.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 3352/2015 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 31/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/05/2016 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato DE CARO FLORA, con delega, che

ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che ha concluso per l’inammissibilità o in

subordine rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte d’appello di Milano, con sentenza depositata il 31/7/2015, ha respinto il reclamo di 3G Immobiliare s.r.l. avverso la sentenza di fallimento della società, emessa dal Tribunale di Busto Arsizio n. 50 del 2015, condannando la reclamante alle spese.

Nello specifico, la Corte del merito ha respinto il motivo, pur dando atto che la lagnanza nemmeno assurgeva “a dignità di motivo di reclamo”, col quale la reclamante assumeva di non avere avuto conoscenza effettiva della convocazione per l’udienza L. Fall., ex art. 15 per non avere controllato periodicamente l’indirizzo di pec e per essere presenti nel registro delle imprese molti indirizzi pec non funzionanti o errati, rilevando che il mancato controllo della casella di posta poteva essere imputato solo alla parte e che dalla documentazione prodotta dalla società non poteva trarsi alcuna prova della mancata operatività dell’indirizzo pec indicato al momento della notifica, risultante conforme a legge, e quindi valida.

La Corte ha respinto altresì il motivo relativo all’insolvenza.

Ricorre sulla base di due motivi la 3G Immobiliare s.r.l. Gli intimati non hanno svolto difese.

La ricorrente ha depositato la memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.1.- Col primo motivo, la ricorrente deduce di non avere avuto alcuna notifica L. Fall., ex art. 15 dell’udienza fissata e dell’udienza di rinvio; che la casella (OMISSIS) indicata nel registro imprese non esisteva come risulta dalla mail del 22/4/2015 del provider (OMISSIS) (prod. 8 del ricorso); che presso il registro delle imprese presso la CCIA di Perugia risultava iscritta altra società con ragione sociale e casella identica (doc. 9 del ricorso); sostiene che la cancelleria avrebbe dovuto avvisare il creditore istante dell’esito negativo della notifica telematica, affinchè potesse attivarsi per eseguire la notifica nelle altre forme previste dalla L. Fall., art. 15 novellato.

1.2.- Col secondo motivo, la ricorrente si duole del vizio di motivazione su un punto decisivo, per non avere la Corte del merito considerato che la casella risultava inattiva, come indicato dal provider (OMISSIS), e che vi una era società omonima con identica casella; deduce che al cancelliere risultava una notifica per “ritiro in cancelleria”, mentre di tale ritiro non vi è traccia.

2.1.- I due motivi, che possono essere valutati unitariamente in quanto strettamente collegati, sono inammissibili.

La Corte d’appello ha dato atto delle doglianze della reclamante, intese a far valere il mancato controllo periodico dell’indirizzo di posta elettronica certificata e del tutto genericamente che nel “registro imprese molti indirizzi PEC sono non funzionanti o risultano errati”. Dette censure sono state motivatamente respinte dalla Corte territoriale.

In questo grado di giudizio, il ricorrente vorrebbe introdurre fatti specifici, documentati con atti prodotti in questo grado (la mail del provider (OMISSIS) del 22/4/2015, prod. 8, e la visura 3G Immobiliare srl e Visura 3 G Immobiliare di Gabrielli Sante sas+prod. 9), fatti e documenti nuovi, come reso palese dalla produzione col ricorso ex art. 360 c.p.c., come tali inammissibili nel giudizio di legittimità, ove non possono essere fatti valere fatti diversi ed ulteriori rispetto a quelli prospettati nel giudizio di merito, nè prodotti documenti nuovi ex art. 372 c.p.c., salvo che gli stessi si riferiscano alla nullità della sentenza impugnata ed all’ammissibilità del ricorso e controricorso.

Nuova è anche la doglianza sulla notifica per l’udienza di rinvio, per la quale risultava il ritiro in cancelleria, che non risulta fatta valere nel giudizio di merito, nè la ricorrente ha indicato quando e con quale atto l’avesse sollevata, limitandosi a produrre in questo grado il doc. 7, come tale inammissibile.

Non si dà pronuncia sulle spese, non essendosi costituiti gli intimati.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 20 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2016

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