Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12923 del 22/06/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. VI, 22/06/2016, (ud. 25/05/2016, dep. 22/06/2016), n.12923

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 358/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

SOCIETA’ ITALIANA PER CONDOTTE D’ACQUA SPA, in persona del

Presidente del Consiglio di Gestione, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA ARCHIMEDE 97, presso lo studio dell’avvocato LEOPOLDO

DE’ MEDICI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale a

margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 929/5/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di FIRENZE del 7/04/2014, depositata il 05/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MARIO CIGNA;

udito l’Avvocato Leopoldo Dè Medici difensore della

controricorrente che si riporta agli scritti.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

L’Agenzia ricorre, affidandosi a tre motivi, per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale, nel rigettare l’appello, ha confermato la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso provvedimento di diniego alla definizione dei carichi pendenti L. n. 289 del 2002, ex art. 12; la CTR ha evidenziato che, rispetto alla decisione di primo grado, l’Ufficio si era limitato a reiterare quanto in precedenza prospettato Il contribuente resiste con controricorso.

Il primo motivo, denunciante nullità della sentenza per mancanza di motivazione, è fondato, con assorbimento degli altri.

Costituisce consolidato principio di questa Corte che la mancanza di motivazione, quale causa di nullità per assenza di un requisito indispensabile della sentenza, si configura “nei casi di radicale carenza di essa, ovvero del suo estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la “ratio decidendi” (cosiddetta motivazione apparente), o fra di loro logicamente inconciliabili, o comunque perplesse od obiettivamente incomprensibili (Cass. 20112/2009; Cass. sez. unite 8053/2014); questa Corte ha, inoltre, più volte precisato che deve reputarsi legittima la motivazione “per relationem” della sentenza pronunciata in sede di gravame, purchè il giudice d’appello, facendo proprie le argomentazioni del primo giudice, esprima, sia pure in modo sintetico, le ragioni della conferma della pronuncia in relazione ai motivi di impugnazione proposti, in modo che il percorso argomentativo desumibile attraverso la parte motiva delle due sentenze risulti appagante e corretto. Per converso, non può che essere cassata la sentenza d’appello allorquando la laconicità della motivazione adottata, formulata in termini di mera adesione, non consenta in alcun modo di ritenere che all’affermazione di condivisione del giudizio di primo grado il giudice di appello sia pervenuto attraverso l’esame e la valutazione di infondatezza dei motivi di gravame (cfr. Cass. 2268/06; 15483/08; 7347/12; 8850/2014);

nella specie, come appare evidente dalla su riportata sintesi della statuizione impugnata, le argomentazioni addotte dalla CTR, appaiono inidonee a rilevare la “ratio decidendi”, non essendo a tal sufficiente il generico richiamo (utilizzabile in ogni lite) all’infondatezza delle doglianze ed alla mancata deduzioni di ulteriori argomentazioni rispetto a quanto in precedenza prospettato.

In conclusione, pertanto, in accoglimento del ricorso, va cassata l’impugnata sentenza, con rinvio per nuova valutazione alla CTR Toscana, diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso; cassa l’impugnata sentenza, con rinvio alla CTR Toscana, diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA