Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1291 del 19/01/2017


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Cassazione civile, sez. III, 19/01/2017, (ud. 22/11/2016, dep.19/01/2017),  n. 1291

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi A. – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 10601-2013 proposto da:

B.A., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ILDEBRANDO GOIRAN 23, presso lo studio dell’avvocato ADRIANA ROMOLI,

che la rappresenta e difende giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

INA ASSITALIA ASSICURAZIONI SPA, e per essa quale mandataria S.C.P.A.

GENERALI BUSINESS SOLUTIONS, in persona dei suoi procuratori

speciali dott. N.G. e dott. M.M., elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA SALLUSTIO BANDINI 7, presso lo studio

dell’avvocato SALVATORE CICCOPIEDI, che la rappresenta e difende

giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

G.C., R.G.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1140/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 29/02/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

22/11/2016 dal Consigliere Dott. CHIARA GRAZIOSI;

udito l’Avvocato ADRIANA ROMOLI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SOLDI Anna Maria, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. G.C., R.G. e Ina Assitalia S.p.A., quali conducente, proprietario e assicuratore della vettura coinvolta, furono citati da B.E. (nelle more del processo deceduto e sostituito dalla erede B.A.) davanti al Tribunale di Roma per ottenerne la condanna al risarcimento dei danni derivati da sinistro stradale del 9 dicembre 2001. Il Tribunale, all’esito di un processo in cui erano venuti a intrecciarsi vari rapporti processuali, con sentenza n. 4011/2008 attribuì – per quanto qui interessa – l’esclusiva responsabilità del sinistro ai suddetti convenuti, condannandoli solidalmente a risarcire Euro 40.000 per danno patrimoniale da perdita dell’automobile ad B.A., Euro 16.911,09 per danno biologico a T.R. (trasportato dal B. e intervenuto ex art. 105 c.p.c.) e Euro 12.038,43 per danno biologico a C.E. (altra trasportata, che aveva avviato un giudizio risarcitorio poi riunito a quello instaurato dal B.); inoltre separò il giudizio per l’accertamento del quantum del danno biologico patito dal B., in relazione al quale, con la successiva sentenza n. 5841/2008, rigettò poi la domanda.

B.A. propose appello principale avverso entrambe le sentenze notificandolo a G.C., R.G. e Ina Assitalia S.p.A.; propose appello incidentale Ina Assitalia S.p.A. Con sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. del 29 febbraio 2012 la Corte d’appello di Roma ha dichiarato inammissibili l’appello principale e l’appello incidentale.

2. Ha presentato ricorso B.A. sulla base di un unico motivo, da cui si difende con controricorso Ina Assitalia S.p.A.

B.A. ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

3. Il ricorso è fondato.

3.1 Va premesso che, come eccepito nella memoria ex articolo 378 c.p.c. dalla B., il controricorso è inammissibile, in quanto vi si afferma che è depositato per Ina Assitalia S.p.A. “e per essa quale sua mandataria e rappresentante per atto del Notaio S.M.P.F.M. di Civitavecchia del (OMISSIS) rep. (OMISSIS) la s.e.p.a. Generali Business Solutions”, ma tale procura non si è dichiarato di produrre nè è mai stata prodotta (neppure dopo la memoria della B.), il che impedisce la verifica del potere che Ina Assitalia avrebbe conferito a Generali Business Solutions; e va premesso altresì che comunque il ricorso non è tardivo (come nel controricorso, si osserva ormai ad abundantiam, veniva eccepito) essendo nella fattispecie applicabile il termine ex art. 327 c.p.c. nella misura di un anno in quanto trattasi di giudizio avviato prima del 4 luglio 2009, nè è inammissibile per omessa notifica a soggetti ulteriori rispetto a G., R. e Ina Assitalia, essendo questi ultimi gli unici controinteressati all’accoglimento del ricorso per quel che si verrà ora a rilevare.

3.2 L’unico motivo del ricorso denuncia errata, insufficiente e contraddittoria motivazione sul fatto controverso e decisivo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, e violazione dell’art. 350 c.p.c., comma 2, e art. 332 c.p.c., ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Si devono prendere le mosse da una vicenda processuale che si è verificata durante il giudizio di appello. All’udienza di prima comparizione dinanzi alla corte territoriale, il 16 settembre 2009, la corte, a fronte di comparsa di risposta con appello incidentale di Ina Assitalia, la quale chiedeva autorizzazione a notificare l’appello incidentale ad altre tre parti – Fondiaria Sai S.p.A. (assicuratrice della B.) T. e C. -, autorizzava Ina Assitalia a tale notifica e “invitava” l’appellante principale B. a notificare anch’ella il suo appello ai suddetti. Alla seguente udienza del 3 marzo 2010 la B. adduceva di non avere loro notificato l’appello principale “per un disguido”, e chiedeva un nuovo termine, che la corte negava, rinviando per la precisazione delle conclusioni.

Nella sua sentenza, la Corte d’appello afferma che il Tribunale ritenne che le cause instaurate da B.E., dal G. (questa nei confronti di B. e Fondiaria Sai S.p.A.) dalla C. e dal T. avessero dato luogo a una interdipendenza di cause, rilevante ai fini dell’art. 331 c.p.c., per cui l’accertamento delle responsabilità dei vari soggetti nel sinistro e dei danni subiti per il sinistro dai vari soggetti doveva essere svolto, per l’unicità del rapporto sostanziale dedotto, nel contraddittorio di tutte le parti, e ciò, secondo la corte, anche in fase di impugnazione, per evitare giudicati contrastanti. Dunque, alla luce dell’episodio processuale sopra descritto, il giudice d’appello ha reputato che quel che pure era stato definito “invito” di notifica all’udienza del 16 settembre 2009 altro non era che un ordine ex art. 331 c.p.c., e che, non avendolo la B. eseguito nel termine, il suo appello doveva definirsi inammissibile.

Nell’unico motivo, la ricorrente contesta che la fattispecie fosse riconducibile all’art. 331 c.p.c., in quanto la sentenza resa in assenza delle parti non citate dalla ricorrente stessa non avrebbe inciso sul passaggio in giudicato della sentenza di primo grado che aveva concesso il risarcimento dei danni ai trasportati, e ciò neppure se questa sentenza fosse stata riformata con declaratoria di responsabilità di B.E., perchè in tal caso, come chiesto dall’appellante incidentale, il giudice d’appello avrebbe potuto condannare la B. alla rifusione di quanto già loro versato da Ina Assitalia; e d’altronde il soggetto terzo trasportato non può – nè comunque nel caso in esame gli era stato attribuito – avere responsabilità del sinistro, onde sui trasportati non avrebbe inciso una nuova ripartizione della responsabilità.

Non avrebbe avuto interesse alla notifica neppure Fondiaria Sai, quale assicuratrice della B..

3.3 In effetti, l’appello della B. riguardava esclusivamente il quantum del risarcimento del suo danno patrimoniale determinato dalla prima delle due sentenze del Tribunale e l’an e il quantum del risarcimento del danno biologico nei suoi confronti di cui alla seconda sentenza.

L’art. 331 c.p.c. regola l’integrazione del contraddittorio in sede di impugnazione nel caso in cui la sentenza impugnata è stata “pronunciata tra più parti in causa inscindibile o in cause tra loro dipendenti”; il capoverso di tale norma fa discendere l’inammissibilità dell’impugnazione dall’omessa integrazione del contraddittorio nel termine fissato. Il parametro interpretativo, tanto della inscindibilità quanto della interdipendenza, è identificabile nella sussistenza di un concreto interesse dei soggetti nei cui confronti il contraddittorio deve pertanto essere integrato, così da evitare, inoltre, l’insorgenza di giudicati contrastanti (ex multis cfr. da ultimo Cass. sez. 5, 13 luglio 2016 n. 14253 – per cui in forza dell’art. 331 integrazione del contraddittorio è obbligatoria “non solo in ipotesi di litisconsorzio necessario sostanziale (cd. cause inscindibili), ma altresì nell’ipotesi di cause che, pur scindibili, riguardano rapporti logicamente interdipendenti tra loro o dipendenti da un presupposto di fatto comune (cd. cause dipendenti), quando siano state decise nel precedente grado di giudizio in un unico processo, al fine di evitare che le successive vicende processuali conducano a pronunce definitive di contenuto diverso” -, Cass. sez. 1, 19 aprile 2016 n. 7732 per cui “l’integrazione del contraddittorio, in fase di gravame, deve essere disposta non solo quando il giudizio di primo grado si sia svolto nei confronti di litisconsorti necessari di diritto sostanziale, e l’appello non sia stato proposto nei confronti di alcuni di essi, ma anche nel caso di cd. litisconsorzio necessario processuale, quando l’impugnazione non sia stata proposta nei confronti di tutte le parti, non legate da litisconsorzio necessario, purchè si tratti di cause inscindibili o tra loro dipendenti” -, Cass. sez. 3, 21 gennaio 2016 n. 1049 e il suo conforme precedente Cass. sez. 3, 30 settembre 2009 n. 20965 – che puntualizzano come il litisconsorzio di diritto processuale non richiede nel giudizio di impugnazione l’integrazione del contraddittorio ex art. 331 nei confronti della parte sulla cui posizione è stato pronunciato un capo di decisione non impugnato che ne ha fatto venir ogni interesso da tutelare in giudizio, per cui non ricorre in tal caso l’esigenza di evitare possibili contrasti di giudicato che è posta alla base dell’art. 331 -; e cfr. altresì Cass. sez. 3, 19 ottobre 2015 n. 21070 e Cass. sez. 3, 26 gennaio 2010 n. 1535). Non si vede, dunque, quale interesse giustificativo del loro inserimento nel contraddittorio ai sensi dell’art. 331 c.p.c. sarebbe stato in capo ai due trasportati e alla compagnia assicuratrice della B., avendo quest’ultima impugnato soltanto il decisum relativo non alla responsabilità per il sinistro, bensì, come già detto, il quantum del suo danno patrimoniale e l’an e il quantum del danno biologico da lei chiesti nei confronti di G., R. e Ina Assitalia. E anche qualora la corte territoriale all’udienza del 16 settembre 2009 avesse impartito un ordine ex articolo 331 c.p.c., ciò non verrebbe a immutare la natura effettiva dei rapporti processuali tra l’appellante e i soggetti da lei non citati in secondo grado, poichè quel che rileva, appunto, non è la qualificazione di per sè che il giudice attribuisce al suo provvedimento, bensì la reale sussistenza dei presupposti di quest’ultimo, poichè, se questi non ricorrono, il provvedimento rappresenta una falsa applicazione della norma invocata quale suo fondamento. Nel caso in esame, poi, palesemente forzata è, per di più, la stessa qualificazione come ordine ex art. 331 che nella sentenza il giudice d’appello conferisce a quello che pure al contempo dà atto essere stato un “invito”. Nè, d’altronde, può a sua volta mutare l’effettiva sostanza dei rapporti processuali quanto avrebbe al riguardo ritenuto il giudice di prime cure: invero, non può che ribadirsi che l’appello presentato dalla B. non solo non pregiudicava alcun interesse nè dei trasportati nè della propria compagnia assicuratrice, ma altresì non incideva sulla responsabilità del sinistro, limitandosi all’identificazione e alla quantificazione di danni mai chiesti da lei ai soggetti non citati in appello. Nè, infine, può rilevare su quanto qui si esamina la integrazione del contraddittorio sull’appello incidentale disposta dalla corte territoriale, rilievo che, infatti, la suddetta corte non ha sostenuto, limitandosi ad osservare che la notifica di Ina Assitalia del suo appello incidentale non ha avuto effetto anche per il contraddittorio relativo all’appello principale, dato questo ovvio quanto irrilevante.

In conclusione, non essendo discutibile l’interesse in punto di merito che sorregge il ricorso di rito proposto dalla B. – ovvero fruire del secondo grado di accertamento di merito sui danni di cui sopra si è detto -, questo merita accoglimento, per cui la sentenza deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della corte territoriale.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Roma.

Così deciso in Roma, il 22 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 gennaio 2017

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