Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12907 del 22/06/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2016, (ud. 05/04/2016, dep. 22/06/2016), n.12907

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – rel. Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 23008/2010 proposto da:

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA n. 29 presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

avvocati ALESSANDRO RICCIO, MAURO RICCI e SERGIO PREDEN, giusta

delega in atti;

– ricorrente –

e contro

R.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 520/2010 della CORTE D’APPELLO i L’AQUILA,

depositata il 23/04/2010, R.G.N. 794/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

05/04/2016 dal Consigliere Dott. ROBERTO RIVERSO;

udito l’Avvocato SERGIO PREDEN;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SANLORENZO Rita, che ha concluso per l’inammissibilità o rinvio a

nuovo ruolo e nel merito rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con la sentenza n. 520/2010, depositata il 23.4.2010, la Corte d’Appello di L’Aquila accoglieva l’appello proposto contro la sentenza del Tribunale di Teramo con cui era stata respinta la domanda di R.G. volta ad ottenere il riconoscimento del diritto a percepire la pensione di anzianità ricalcolata ed aumentata con decorrenza anteriore, anche alla stregua della contribuzione previdenziale versata dall’assicurato alla Cassa di Previdenza Svizzera e da tale Cassa trasferita all’INPS. La Corte, in riforma della sentenza di primo grado, sosteneva che il diritto al ricalcolo ed alla prestazione sorgesse dal momento della maturazione del trattamento e non dal momento del trasferimento dei relativi contributi o da quello della domanda; ciò in applicazione del D.P.R. n. 488 del 1968, art. 5, u.c., che in tal senso regola l’imputazione dei contributi figurativi.

Avverso detta sentenza l’INPS ha proposto ricorso articolato su un unico motivo con il quali chiede la cassazione della sentenza.

L’intimato non ha svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- Con l’unico motivo di ricorso l’INPS censura la sentenza impugnata per falsa applicazione del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488, art. 5, nonchè insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso per il giudizio (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) per avere la Corte deciso senza considerare le peculiarità della situazione di fatto costituita dalla liquidazione, con decorrenza 1.1.1999, su domanda dell’interessato, di una nuova e diversa pensione VO COM presso la gestione commercianti a seguito del trasferimento della pensione svizzera.

2.- Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di notifica, mancando la prova della sua avvenuta notifica a mezzo posta al lavoratore intimato; come risulta dall’avviso di ricevimento del plico non notificato per irreperibilità del destinatario depositato all’udienza del 5.4.2016 da parte del procuratore dell’INPS. 3.- In tema di ricorso per cassazione, la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica dell’atto introduttivo, ai fini della sua ammissibilità, deve essere data tramite la produzione dell’avviso di ricevimento, entro l’udienza di discussione.

Costituisce ius receptum il principio di diritto secondo cui, ai fini del rispetto del termine per la proposizione del gravame, è sufficiente che l’impugnante depositi la prova della consegna dell’atto all’agente notificatore, mentre la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica può essere data anche in un momento successivo, fino all’udienza di discussione (Sez. U, Sentenza n. 11429 del 12/05/2010, in tema di ricorso per cassazione).

4.- Ne consegue, nel diritto vivente, l’affermazione che, in caso di mancata produzione dell’avviso di ricevimento ed in assenza di attività da parte dell’intimato, l’impugnazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.. Pertanto, nell’ipotesi di omessa produzione dell’avviso di ricevimento idoneo a comprovare il perfezionamento della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale, si determina in modo istantaneo ed irretrattabile l’effetto dell’inammissibilità dell’impugnazione, nonchè il consolidamento del diritto della controparte a tale declaratoria (Cass. sentenza 19623/2015, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 9453 del 28/04/2011, 617526).

5. Non occorre provvedere per le spese essendo il lavoratore rimasto intimato.

PQM

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 5 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA