Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1288 del 19/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1288 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: SCODITTI ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 19201 – 2016 proposto da:
MORGANTI GIOVANNI, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentato e difeso dall ‘ avvocato CARMELO NIOSCHELLA;

– ricorrente contro
RISCOSSIONE SICILIA SPA, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in RON1A, VIA COLA DI
RIENZO 180, presso lo studio dell’ avvocato CARMELA SALVO,
rappresentata e difesa dall ‘ avvocato GIUSEPPE PAVONE;

– controricorrente contro
MINISTERO DELL’INTERNO UFFICIO TERRITORIALE
GOVERNO MESSINA;

Data pubblicazione: 19/01/2018

- intimatO avverso la sentenza n. 1467/2016 del TRIBUNALE di MESSINA,
depositata il 19/05/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 04/12/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO

SCODITTI.

Ric. 2016 n. 19201 sez. M3 – ud. 04-12-2017
-2-

Rilevato che:
Giovanni Morganti propose opposizione innanzi al Giudice di Pace
di Taormina avverso cartella esattoriale dell’importo di Euro 411,11,
deducendo la mancanza della previa notifica del processo verbale,
Uti-a_ 41R/) o ‘1/1 42-nonché la mancanza della data di notifica e del nominativoijcUi la

notificatore. Il giudice adito accolse la domanda, ritenendo che «la
mancata notifica del titolo incide sull’efficacia della cartella». Avverso
detta sentenza propose appello Serit Sicilia s.p.a.. Con sentenza 7 e ,\A
data 19 maggio 2016 il Tribunale di Messina accolse l’appello,
dichiarando inammissibile l’opposizione avverso la cartella di
pagamento.
Osservò il Tribunale, per quanto qui rileva, che «laddove si
contesti – come accaduto nel caso di specie – l’omessa notifica della
cartella di pagamento opposta e degli atti ad essa presupposti
(verbale di accertamento della contestazione di illecito amministrativo
senza tuttavia entrare nel merito della fondatezza o meno del verbale
contestato) la domanda dell’opponente è da qualificarsi come
opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c….L’opposizione
spiegata da Morganti Giovanni, effettuata con atto di citazione
notificato in data 19 marzo 2011, a fronte della notifica della cartella
di pagamento avvenuta in data 22.09.2010, è dunque tardiva e
inammissibile. In ogni caso, l’opposizione sarebbe stata infondata
atteso che sono stati prodotti in giudizio sia la cartella di pagamento
n. 2925010026151120 regolarmente notificata, sia il verbale di
accertamento con annessa relata di notifica andata a buon fine nei
confronti del Morganti».
Ha proposto ricorso per cassazione Giovanni Morganti sulla base
di due motivi e resiste con controricorso Riscossione Sicilia s.p.a.. Il
relatore ha ravvisato un’ipotesi di manifesta infondatezza del primo
motivo del ricorso, con assorbimento del secondo motivo. Il

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cartella era stata consegnata e della sottoscrizione dell’agente

Presidente ha fissato l’adunanza della Corte e sono seguite le
comunicazioni di rito.
Considerato che:
con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione
degli artt. 615 e 617 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 360, comma 1,

la sopravvenuta estinzione del titolo, l’opposizione proposta ha natura
di opposizione ai sensi dell’art. 615 e che non risulta sollevato alcun
vizio attinente alla mancata notifica della cartella, ma esclusivamente
il diritto a procedere all’esecuzione.
Il motivo è manifestamente infondato. La sentenza impugnata è
erroneamente motivata in diritto, ma il dispositivo è conforme a
diritto, sicché deve essere corretta la motivazione ai sensi dell’art.
384, comma 4, cod. proc. civ.
Qualora la parte deduca l’omessa notifica del processo verbale
presupposto alla cartella di pagamento l’opposizione non è
qualificabile come opposizione agli atti esecutivi, né come opposizione
all’esecuzione. L’opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini
della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria
comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi
dell’art. 7 del decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150 e non nelle
forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ.,
qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale
è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità
o dell’omissione della notificazione del processo verbale di
accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la
proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta
giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di
pagamento (Cass. Sez. U. 22 settembre 2017, n. 22080). Nel caso di
specie, come accertato dal giudice di merito, a fronte della notifica
della cartella di pagamento avvenuta in data 22 settembre 2010,

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n. 3, cod. proc. civ.. Osserva il ricorrente che, venendo in questione

l’opposizione è stata proposta in data 19 marzo 2011 e dunque
tardivamente.
Con il secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione
degli artt. 112 e 345 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 360, comma 1,
n. 3, cod. proc. civ.. Osserva il ricorrente che non è mai stato

del verbale di contravvenzione, sicché il giudice di appello non poteva
pronunciare sulla detta questione, e che non sarebbe stato comunque
possibile prendere in considerazione il documento prodotto dal
Ministero dell’Interno in appello in quanto, essendo il Ministero
rimasto contumace in primo grado, la produzione era in contrasto con
l’art. 345.
Il mancato accoglimento del precedente motivo determina
l’assorbimento del motivo.
Il recente intervento delle Sezioni unite sulla questione dirimente,
che ha visto divisa anche la giurisprudenza di questa Corte,
costituisce presupposto per la compensazione delle spese.
Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio
2013 e viene disatteso, sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi
dell’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che ha
aggiunto il comma 1 – quater all’art. 13 del testo unico di cui al d.P.R.
30 maggio 2002, n. 115, della sussistenza dell’obbligo di versamento,
da parte della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di
contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
P. Q. M.

Rigetta il primo motivo del ricorso, con assorbimento del secondo
motivo. Compensa integralmente le spese processuali. Ai sensi
dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito
dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello

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proposto in appello il motivo dell’esistenza della prova della notifica

dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo
13.

Così deciso in Roma il giorno 4 dicembre 2017

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