Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12845 del 13/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 13/05/2021, (ud. 03/02/2021, dep. 13/05/2021), n.12845

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. PEPE Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 16824/2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F.: (OMISSIS)), in persona del Direttore

pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato (C.F.: (OMISSIS)), presso i cui uffici in Roma, Via dei

Portoghesi 12, è domiciliata;

– ricorrente –

Contro

F.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Giuseppe Gitto

ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Roma, Via Di

Novella n. 22;

– controricorrente –

nonchè:

RISCOSSIONE SICILIA SPA, AGENTE DELLA RISCOSSIONE PER LA PROVINCIA DI

CATANIA, già SERIT SICILIA SPA, in persona del Direttore Generale,

rappresentata e difesa dagli Avv. Santo Finocchiaro e Gerardo

Russillo ed elettivamente domiciliata presso lo studio di

quest’ultimo in Roma, Via Cipro n. 77.

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2327/34/15 della Commissione tributaria

Regionale Siciliana, sezione distaccata di Catania, depositata il

3/6/2015;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 03/02/2021

dal Consigliere Dott. Stefano Pepe.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

1. La Commissione tributaria regionale Sicilia, sezione distaccata di Catania, con sentenza n. 2327/34/15, depositata il 3/6/2015 rigettava l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate e, per l’effetto, confermava la sentenza di primo grado che, in accoglimento del ricorso proposto dal contribuente F.A. aveva annullato l’iscrizione ipotecaria conseguente al mancato pagamento della cartella n. (OMISSIS) notificata il 23.1.2007 e relativa a imposte dovute per l’anno 1991. In particolare, la cartella era stata emessa per il recupero delle somme dovute in conseguenza della mancata regolarizzazione, ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 138 e della L. n. 289 del 2002, art. 9, della posizione dei soggetti colpiti dal sisma del 1990 e residenti nella Sicilia orientale.

In particolare, la CTR rilevava che la notifica della cartella era avvenuta oltre il termine decadenziale previsto dalla L. n. 156 del 2005, art. 1, comma 5 bis.

2. Avverso tale sentenza l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo.

3. F.A. e la RISCOSSIONE SICILIA SPA, AGENTE DELLA RISCOSSIONE PER LA PROVINCIA DI CATANIA hanno depositato controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. L’Agenzia delle entrate deduce, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione della L. n. 388 del 2000, art. 138, nonchè della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, del D.L. n. 106 del 2005, art. 1, comma 5-ter, conv. in L. n. 156 del 2005, del D.P.R. n. 601 del 1973, art. 25.

La ricorrente rileva, in via preliminare, che il termine di decadenza entro il quale, ai sensi dell’art. 138, comma 3, cit. devono essere recuperate le somme dovute e non versate dai contribuenti di cui al comma 1 (cioè quelli colpiti dal sisma che ha colpito la Sicilia nel 1990), è quello del 31 dicembre 2009; termine che non deve essere riferito alla data di esecutività del ruolo, così come affermato dalla CTR, ma alla data di notifica della cartella.

L’Agenzia delle entrate ritiene, poi, errata anche l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui l’Amministrazione sarebbe decaduta dalla potestà impositiva, non applicandosi nel caso di specie l’art. 138 cit., – per non aver provveduto il contribuente ad alcuna regolarizzazione della propria posizione con il fisco (ex art. 138, comma 1) ma il D.L. n. 106 del 2005, art. 1, comma 5 ter, conv. con modif. in L. n. 156 del 2005, norma quest’ultima che imponeva la notifica della cartella nel termine del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Diversamente da quanto affermato dalla CTR, la ricorrente rileva che nel caso di specie trova applicazione l’art. 138 cit. il quale ha come destinatari tutti i contribuenti colpiti dal sisma del 1990, indipendentemente se essi si sono avvalsi della facoltà di proroga o sospensione dei pagamenti tributari relativi alle annualità 1990, 1991 e 1992 previsti dalla norma in esame. In ragione di ciò e della sospensione dell’attività di riscossione prevista dal comma 7-bis, la notifica della cartella relativa a tributi afferenti all’annualità 1991 correlati al sisma del 1990, doveva ritenersi tempestiva.

2. Il ricorso non è fondato.

Va premesso che la Commissione regionale ha accertato che il contribuente non aveva provveduto a regolarizzare e/o definire la propria posizione contributiva ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 138 e della L. n. 289 del 2002, art. 9. L’art. 138 cit., al comma 1, prevede che “I soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, individuati ai sensi dell’ordinanza 21 dicembre 1990, n. 2057, art. 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 24 dicembre 1990, destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi e contributi, possono regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1990, 1991 e 1992, versando l’ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interessi, entro il 15 dicembre 2002” sancendo il successivo comma 3, che “Le somme dovute dai contribuenti di cui al comma 1, e non versate, sono recuperate mediante iscrizioni in ruoli da rendere esecutivi entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza dell’ultima rata”.

Ciò posto, questa Corte ha già avuto modo di precisare con numerose sentenze (ex plurimis e da ultimo Cass. nn. 4150 del 2020) alle quali il Collegio intende dare continuità che, in tema di accertamento e riscossione dei tributi, l’art. 138 cit., nel consentire ai contribuenti coinvolti nel sisma del 1990 un’ampia rateazione per il versamento dei tributi dovuti, non ha, per ciò solo, prorogato il termine entro cui deve essere emesso, dall’Ufficio, l’atto impositivo.

In proposito, la disposizione di cui all’art. 138, comma 3, cit. prevede infatti un termine di decadenza (riferito, peraltro, alla data di esecutività del ruolo, non alla data di notifica la cartella) per l’azione di riscossione delle somme insolute dovute dal contribuente a seguito della regolarizzazione prevista dallo stesso articolo, comma 1, da effettuare entro il 15.12.2002.

Tale disposizione, dunque, non può in alcun modo valere per far rivivere obbligazioni tributarie per le quali alla menzionata data del 15.12.2002 l’amministrazione finanziaria fosse decaduta dall’azione di riscossione; come appunto è avvenuto nella presente fattispecie, secondo l’accertamento operato dal giudice di merito in base ad un’applicazione retroattiva del D.L. n. 106 del 2005, art. 1, comma 5-ter.

Tale ultima norma ha stabilito, sostituendo il D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 36, comma 2, che per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni, la cartella di pagamento debba essere notificata, a pena di decadenza, per le dichiarazioni presentate entro il 31 dicembre 2001, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

L’Amministrazione ricorrente censura invero l’applicabilità di quest’ultima norma alla fattispecie in esame, ma tale contestazione contrasta con l’univoca giurisprudenza di questa Corte che ha ripetutamente affermato l’efficacia retroattiva del D.L. n. 106 del 2005, art. 5 ter (Cass. n. 24048 del 2011; Cass. n. 16990 del 2012; Cass. n. 15661 del 2014) affermando che tale norma, di chiaro ed inequivoco valore transitorio, trova applicazione, come tale, non solo alle situazioni tributarie, anteriori alla sua entrata in vigore, pendenti presso l’ente impositore, ma anche a quelle ancora sub iudice (Cass. n. 4745 e n. 1435 del 2006; Cass. n. 8321 del 2018).

La CTR ha fatto corretta applicazione di tali principi individuando, con riferimento alle imposte dovute dal contribuente per l’anno 1991, il termine di scadenza della notifica della relativa cartella nel 31.12.1997 e, dunque, in epoca antecedente a quella in cui essa è di fatto avvenuta, il 23.1.2007.

3. Il ricorso va pertanto rigettato, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore del contribuente, che si liquidano come dal dispositivo, compensa le spese relative al rapporto processuale tra quest’ultimo e Riscossione Sicilia s.p.a. in ragione delle rispettive posizioni processuali delle parti.

Rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13, comma 1-quater.

PQM

La Corte:

– Rigetta il ricorso.

– Condanna la ricorrente al pagamento a favore di F.A. delle spese processuali, che si liquidano in complessivi Euro 4.100,00 oltre al rimborso forfettario spese generali ed agli accessori di legge, compensa le spese processuali nel rapporto processuale con Riscossione Sicilia.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio mediante collegamento da remoto, ai sensi del D.L. 2 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 9, conv. con modif. dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176, il 3 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2021

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