Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12839 del 26/06/2020

Cassazione civile sez. lav., 26/06/2020, (ud. 06/02/2020, dep. 26/06/2020), n.12839

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. GHINOY Paola – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26176/2014 proposto da:

MINISTERO DELLA SALUTE, in persona del Ministro pro tempore,

rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i

cui Uffici domicilia ex lege in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI 12;

– ricorrente –

contro

C.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUNIGIANA N.

6, presso lo studio dell’avvocato GREGORIO D’AGOSTINO, rappresentato

e difeso dall’avvocato MARIO INTILISANO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1706/2013 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,

depositata il 06/11/2013 R.G.N. 1706/2013.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte d’appello di Messina, in riforma della sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e in accoglimento dell’appello proposto da C.S., dichiarava che questi aveva contratto HCV in conseguenza della trasfusione di sangue praticatagli in occasione di un ricovero ospedaliero del (OMISSIS); per l’effetto, condannava il Ministero della Salute al pagamento dell’indennizzo di cui alla L. n. 210 del 1992, art. 1, con decorrenza dalla data della domanda amministrativa, con interessi e rivalutazione dalle singole scadenze al saldo.

2. La Corte territoriale argomentava che il consulente tecnico aveva ritenuto la sussistenza del nesso di causalità tra la trasfusione e la malattia, considerato anche che prima del 1994 il sangue destinato ad emotrasfusione e produzione di emoderivati era privo di controlli adeguati a prevenire il rischio da infezioni da HCV e che nella nota 11/4/2007 del Ministero della Salute non vi era alcuna indicazione della certificazione relativa ad accertamenti cui sarebbe stato sottoposto il donatore della sacca di sangue adoperata per la trasfusione del (OMISSIS).

3. Per la cassazione della sentenza il Ministero della Salute ha proposto ricorso, cui ha resistito con controricorso C.S..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4. Come primo motivo il Ministero ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 116 c.p.c., per l’omessa valutazione delle prove documentali. Sostiene di avere dimostrato l’insussistenza del nesso causale fra trasfusione e malattia attraverso il deposito della nota numero 83327 del 29/11/2012 in cui si riferiva che il donatore era stato sottoposto il 7/9/1998 al test per HCV con esito negativo.

5. Come secondo motivo deduce la violazione e falsa applicazione della L. n. 210 del 1992, artt. 1 e 2 e lamenta che sia stato riconosciuto il suddetto indennizzo in assenza della prova del nesso causale.

6. Il ricorso è inammissibile.

In relazione al primo motivo, occorre premettere che al presente giudizio si applica ratione temporis la formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, introdotta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha ridotto al “minimo costituzionale” il sindacato di legittimità sulla motivazione, nel senso chiarito dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 8053 del 2014, secondo il quale la lacunosità e la contraddittorietà della motivazione possono essere censurate solo quando il vizio sia talmente grave da ridondare in una sostanziale omissione, nè può fondare il motivo in questione l’omesso esame di una risultanza probatoria, quando essa attenga ad una circostanza che è stata comunque valutata dal giudice del merito.

7. E’ però da escludere che nel caso ci si trovi innanzi a una delle indicate patologie estreme dell’apparato argomentativo o che vi sia omesso esame di circostanza fattuale decisiva, considerato che il giudice di merito ha valutato la documentazione di causa con riferimento all’esistenza (o meno) di certificazione idonea ad attestare la sottoposizione al test HCV-RNA del donatore della sacca di sangue adoperata per la trasfusione del (OMISSIS). Ha concluso che non risultava una documentazione attendibile in proposito, e tale conclusione non risulta inficiata dal testo della nota del 2012 ritrascritta nel ricorso, che consiste in una dichiarazione de relato di quanto riferito da Responsabile Sanitario, senza referti di analisi nè dettagliate specifiche tecniche dalle quali possa trarsi la situazione di negatività all’HCV del donatore.

8. Ne deriva che sotto nessun profilo la motivazione può dirsi omessa, nè può quindi procedersi in questa sede a nuova valutazione delle medesime circostanze e che quello che si addebita al giudice di merito, inammissibilmente, è l’avere erroneamente ricostruito le risultanze fattuali.

9. Il secondo motivo è parimenti inammissibile, in quanto non attiene ad una violazione di legge, che importa la deduzione di un’errata ricognizione giuridica in seno ad un problema interpretativo della norma (c.d. sindacato in iure), ma contiene una critica complessivamente calibrata sul valore (contestato e affermato come insufficiente) degli elementi fattuali posti a base della decisione, sicchè si prospetta ancora, nella sostanza, un vizio di motivazione della sentenza gravata.

10. Le spese, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza, con distrazione ex art. 93 c.p.c., in favore del difensore in virtù della dichiarata anticipazione.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge, con distrazione in favore dell’avv. Mario Intilisano.

In caso di diffusione del presente provvedimento, dispone omettersi le generalità e gli altri dati identificativi delle parti, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2020

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