Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12836 del 10/06/2011

Cassazione civile sez. VI, 10/06/2011, (ud. 13/05/2011, dep. 10/06/2011), n.12836

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. STILE Paolo – Consigliere –

Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere –

Dott. ZAPPIA Pietro – Consigliere –

Dott. MELIADO’ Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

D.N.P. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA A. BAIAMONTI 4, presso lo studio dell’avvocato AMATO

RENATO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato SARNO

SABINO ANTONINO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PHOTO SMART SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 21914/2009 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

del 22.9.09, depositata il 15/10/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/05/2011 dal Consigliere Relatore Dott. PIETRO ZAPPIA;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IGNAZIO

PATRONE.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

Con ricorso per correzione di errore materiale ex art. 391 bis c.p.c. D.N.P. nonchè gli avvocati Sabino Antonino Sarno e Renato Amato, in proprio, a titolo di antistatari delle spese legali liquidate in sentenza, premesso che con sentenza n. 21914/09 del 15.10.2009 questa Corte, nel rigettare il ricorso proposto dalla Photo Smart s.r.l. nei confronti di D.N.P. avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli del 19.12.2007 – 21.2.2008, aveva condannato la società ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, “liquidate in Euro 25,50, oltre Euro 2.00,00 per onorari ed oltre spese generali, IVA e CPA, da attribuirsi agli avv. Sabino Sarno e Renato Amato”, esponevano che nel dispositivo di tale sentenza, per errore materiale, era indicato l’importo degli onorari nella misura di Euro “2.00,00” anzichè di Euro “2.000,00”;

ed invero, essendo stati riportati dopo il punto, separatore delle migliaia, due zeri invece che tre, doveva ritenersi che fosse intendimento della Corte liquidare gli onorari nell’importo di Euro 2.000,00, siccome d’altronde avveniva usualmente.

Chiedevano pertanto la correzione con ordinanza del predetto errore materiale.

Controparte non ha svolto attività difensiva.

Il Consigliere relatore ha depositato relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., che è stata comunicata al Procuratore Generale e notificata ai difensori costituiti.

Il ricorso è fondato.

Non può invero dubitarsi che la fattispecie in esame configura un’ipotesi di correzione di errore materiale della sentenza, pronunciata nei confronti della Photo Smart s.r.l., definibile in camera di consiglio, nell’osservanza delle disposizioni di cui all’art. 380 bis c.p.c. Osserva infatti il Collegio che l’apposizione, dopo il numero 2, del punto separatore delle migliaia, comporta la presenza di altre tre cifre alla destra dello stesso, e non di due sole cifre, come verificatosi nella fattispecie. Deve ritenersi pertanto che l’indicazione nel dispositivo della somma di Euro “2.00,00” liquidata a titolo di onorari sia chiaramente frutto di mero errore materiale, atteso che la presenza del punto dopo la cifra 2 evidenzia senza alcun dubbio l’intendimento del Collegio di liquidare il detto importo in migliaia.

Quanto alla individuazione del numero pretermesso (in teoria, da “0” a “9”), ritiene il Collegio che l’assunto di parte ricorrente, la quale ha chiesto che tale numero venisse individuato nello “0”, si appalesa senz’altro condivisibile ed accoglibile, ove si osservi che in tal modo l’importo degli onorari viene ad essere determinato nella misura di Euro 2.000,00, mentre, con l’apposizione di qualsiasi altro numero diverso dallo “0”, si perverrebbe ad una cifra maggiore rispetto alla predetta.

Va pertanto accolto il ricorso e disposta la correzione della sentenza di questa Corte, Sezione Lavoro, n. 21914/09 del 15.10.2009, nel senso che nel dispositivo, alle parole “oltre Euro 2.00,00 per onorari”, siano sostituite le parole “oltre Euro 2.000,00 per onorari”.

Va altresì disposto che, a cura della Cancelleria, siano effettuate la annotazioni di rito ai sensi dell’art. 288 c.p.c., comma 2.

Nessuna pronuncia va adottata in materia di spese perchè nel procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 391 bis c.p.c., non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali (così Cass. sez. 3^, 4 maggio 2009 n. 10203; Cass. SS.UU., 27 giugno 2002 n. 9438; Cass. 8 luglio 1983 n. 591); nè il soggetto intimato ha comunque svolto alcuna attività difensiva.

PQM

LA CORTE accoglie il ricorso; dichiara che nel dispositivo della sentenza di questa Corte n. 21914/09 del 15.10.2009, alle parole “oltre Euro 2.00,00 per onorari” siano sostituite le parole “oltre Euro 2.000,00 per onorari”. Manda alla Cancelleria per le annotazioni di rito.

Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 13 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2011

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