Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12832 del 22/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 10/03/2017, dep.22/05/2017),  n. 12832

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11473/2014 proposto da:

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL in persona del Curatore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA L. SPALLANZANI I 22/A, presso lo studio

dell’avvocato RAFFAELE TORINO, rappresentata e difesa dall’avvocato

GUIDO GARETTINI;

– ricorrente –

contro

SEDOC FINANCE NETWORK SRL, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SALLUSTIANA 26,

presso lo studio dell’avvocato GIULIO RAFFAELE IPPOLITO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE BENASSI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 116/2014 del TRIBUNALE di REGGIO EMILIA,

depositata il 23/01/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10/03/2017 dal Consigliere Dott. ANDREA SCALDAFERRI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, rilevato che il FALLIMENTO (OMISSIS) s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione della sentenza, depositata in data 23 gennaio 2014, con la quale il Tribunale di Reggio nell’Emilia, accogliendo l’appello proposto da SEDOC FINANCE Network s.r.l. avverso la sentenza del Giudice di Pace di Reggio nell’Emilia, ha revocato il Decreto Ingiuntivo n. 3019 del 2011, emesso in favore della curatela in data 23 novembre 2011;

che la SEDOC FINANCE Network s.r.l. si è costituita con controricorso;

considerato che con un unico articolato motivo la curatela fallimentare lamenta la omessa applicazione al caso di specie dell’art. 2917 c.c. e comunque la violazione della L. Fall., art. 56, per avere il Tribunale ritenuto accoglibile l’eccezione di compensazione sollevata dalla SEDOC FINANCE Network s.r.l., cessionaria dopo il fallimento di un credito verso la società in bonis; che, a parere del ricorrente, il Tribunale avrebbe omesso di applicare l’art. 2917 c.c., là dove sancisce l’inefficacia delle cause di estinzione dell’obbligazione intervenute dopo il pignoramento, e comunque mal applicato la L. Fall., art. 56, non avvedendosi che la cristallizzazione dei crediti per effetto del fallimento rendeva inopponibile in compensazione alla massa la cessione del credito intervenuta dopo la declaratoria giudiziale di insolvenza;

che la controricorrente ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, chiedendone comunque il rigetto per infondatezza;

ritenuto che il ricorso è infondato;

che il credito verso il fallito già scaduto (come nella specie non è controverso) alla data della dichiarazione di fallimento può, infatti, essere ceduto anche dopo la dichiarazione stessa, come espressamente previsto dalla L. Fall., art. 56, comma 2 e art. 127, u.c., che prendono in considerazione le cessioni successive al fallimento presupponendone l’efficacia e limitandone gli effetti rispettivamente ai fini della compensazione e del diritto di voto nel concordato fallimentare (Sez. 1, Sentenza n. 10454 del 2014); che a fronte di tale condivisibile orientamento, l’applicazione dell’art. 2917 c.c., non è idonea a condurre a diversa conclusione;

che le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

PQM

 

rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al rimborso in favore del resistente delle spese di questo giudizio di cassazione, in Euro 1600,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi) oltre spese generali forfetarie e accessori di legge.

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 maggio 2017

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