Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12826 del 22/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 04/04/2017, dep.22/05/2017),  n. 12826

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8625/2016 proposto da:

B.G., in proprio e quale legale rappresentante di G.M.

IMMOBILIARE S.R.L., B.S. in proprio, B.F. in

proprio, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA PISISTRATO 11,

presso lo studio dell’avvocato GIANNI ROMOLI, rappresentati e difesi

dall’avvocato GABRIELE GRIECO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1646/25/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di FIRENZE, depositata il 30/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/04/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO MANZON.

Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

Presidente e del Relatore.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

Con sentenza in data 4 dicembre 2014 la Commissione Tributaria Regionale della Toscana dichiarava inammissibile gli appelli proposti da G.M. Immobiliare srl e dai suoi soci avverso la sentenza n. 83/1/13 della Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia che ne aveva respinto i ricorsi contro gli avvisi di accertamento IRAP, IRES, IVA, IRPEF 2006. La CTR osservava in particolare che i gravami non si basavano su “motivi specifici”, essendo mera riproduzione letterale dei ricorsi introduttivi del giudizio.

Avverso la decisione hanno proposto ricorso per cassazione i contribuenti deducendo due motivi.

Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – i ricorrenti si dolgono di violazione/falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, poichè la CTR ha affermato l’assenza di adeguata “specificità” dei motivi di appello sottopostile e quindi statuito l’inammissibilità dei loro gravami.

La censura è assorbentemente fondata.

Va infatti ribadito che “In tema di contenzioso tributario, la riproposizione, a supporto dell’appello proposto dal contribuente, delle ragioni di impugnazione del provvedimento impositivo in contrapposizione alle argomentazioni adottate dal giudice di primo grado assolve l’onere di impugnazione specifica imposto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, atteso il carattere devolutivo pieno, nel processo tributario, dell’appello, mezzo quest’ultimo non limitato al controllo di vizi specifici, ma rivolto ad ottenere il riesame della causa nel merito” (Sez. 6-5, Ordinanza n. 1200 del 22/01/2016, Rv. 638624-01; v. anche nello stesso Sez. 6-5, Ordinanza n. 7369 del 22/03/2017, Rv. 643485-01, Sez. 6-5, Ordinanza n. 14908 del 01/07/2014, Rv. 631559; Sez. 5, Sentenza n. 3064 del 29/02/2012, Rv. 621983-01).

La sentenza è difforme da tale principio di diritto, anche perchè comunque la sua motivazione non contiene alcuna considerazione “in concreto” sulla specificità, ancorchè negata, dei motivi di appello.

Il ricorso deve dunque essere accolto quanto al primo motivo, assorbito il secondo, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio al giudice a quo per nuovo esame.

PQM

 

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 4 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 maggio 2017

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