Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12803 del 26/06/2020

Cassazione civile sez. trib., 26/06/2020, (ud. 23/01/2020, dep. 26/06/2020), n.12803

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. PENTA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25682-2016 proposto da:

FLOOD ITALIANA SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. PALUMBO 26, presso lo

studio EP SPA SOCIETA’, rappresentata e difesa, dall’avvocato CARLO

GAETA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3142/2016 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 04/04/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/01/2020 dal Consigliere Dott. LIBERATO PAOLITTO.

Fatto

RILEVATO

che:

1. – con sentenza n. 3142/16, depositata il 4 aprile 2016, la Commissione tributaria regionale della Campania ha rigettato l’appello proposto da Flood Italiana S.r.l. avverso la decisione di prime cure che, a sua volta, aveva disatteso l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso in relazione ad una dichiarazione di variazione catastale per fusione, frazionamento e cambio di destinazione di n. 21 unità immobiliari site in (OMISSIS) (in catasto al fol. (OMISSIS), p.lla (OMISSIS), sub da 1 a 21, cat. D/8);

– ha rilevato il giudice del gravame che: a) – venendo in considerazione una dichiarazione presentata con procedura cd. Docfa, l’atto impugnato, secondo dicta giurisprudenziali, doveva ritenersi correttamente motivato in relazione ai dati oggettivi che rinvenivano da quella stessa dichiarazione; b) – ai fini del classamento l’Ufficio aveva “tenuto conto sia della destinazione che delle potenzialità commerciali delle unità immobiliari, raffrontandole puntualmente con quelle ubicate nella medesima zona ed aventi caratteristiche analoghe sotto il profilo della consistenza e della specifica destinazione” e correttamente aveva “fatto riferimento alla categoria speciale D/8, considerando sia le caratteristiche costruttive del complesso edilizio che la zona di ubicazione, a vocazione prettamente industriale”;

2. – Flood Italiana S.r.l. ricorre per la cassazione della sentenza sulla base di due motivi;

– l’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. – col primo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la ricorrente denuncia violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, deducendo, in sintesi, che l’avviso di accertamento non recava, in allegato, la stima diretta che, per le unità immobiliari a destinazione speciale (così come nella fattispecie), costituisce imprescindibile passaggio valutativo;

– il secondo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, espone la denuncia di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, assumendo la ricorrente, – che pur ripercorre il contenuto del pertinente motivo di appello proposto, – che nella motivazione della gravata sentenza non si trova “traccia delle difese esposte” e “… non vi è alcun riferimento alla perizia giurata ed ai relativi allegati”, avendo il giudice del gravame omesso di valutare (anche) “i documenti giustificativi prodotti”;

2. – i due motivi, – che pur prospettano profili di inammissibilità, sono destituiti di fondamento;

3. – i motivi per i quali si chiede la cassazione della sentenza non possono essere affidati a deduzioni generali e ad affermazioni apodittiche, con le quali la parte non prenda concreta posizione, articolando specifiche censure sulle singole conclusioni tratte dal giudice del merito in relazione alla fattispecie controversa; il ricorrente ha, difatti, l’onere di indicare con precisione gli asseriti errori contenuti nella sentenza impugnata, in quanto, per la natura di giudizio a critica vincolata propria del processo di cassazione, il singolo motivo assolve alla funzione condizionante il devolutum della sentenza impugnata (v., ex plurimis, Cass., 14 maggio 2018, n. 11603; Cass., 22 settembre 2014, n. 19959; Cass., 3 luglio 2008, n. 18202; Cass., 14 novembre 2003, n. 17183);

3.1 – il ricorso per cassazione, – alla stregua dei requisiti di contenuto-forma previsti, a pena di inammissibilità, dall’art. 366 c.p.c., – deve, poi, assolvere al principio di autosufficienza e, così, contenere tutti gli elementi necessari ad integrare le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza ed a consentire, altresì, la valutazione della fondatezza di tali ragioni, senza la necessità di far rinvio ed accedere a fonti esterne allo stesso ricorso e, quindi, ad elementi o atti attinenti al pregresso giudizio di merito (art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6; v., ex plurimis, Cass., 13 novembre 2018, n. 29093; Cass., 15 luglio 2015, n. 14784; Cass. Sez. U., 25 marzo 2010, n. 7161; Id., 2 dicembre 2008, n. 28547; Id., 31 ottobre 2007, n. 23019);

4. – in relazione alla censura di difetto di motivazione dell’atto impugnato per omessa allegazione della stima operata dall’Agenzia, la ricorrente, – avuto qui riguardo (anche) al dictum del giudice del gravame che, come anticipato, si incentra (esattamente) sugli elementi propri di una stima comparativa, – non riproduce, nemmeno in sintesi, il contenuto dell’avviso di accertamento impugnato, laddove, come ripetutamente rilevato dalla Corte, il rinvio per relationem ad altro atto dell’amministrazione non impone la comunicazione al contribuente di detto atto oggetto di richiamo qualora i suoi elementi essenziali siano stati riprodotti nell’atto connotato dal detto rinvio e oggetto di contestazione giudiziale (v., ex plurimis, Cass., 23 febbraio 2018, n. 4396; Cass., 11 aprile 2017, n. 9323; Cass., 5 aprile 2017, n. 8770; Cass., 23 dicembre 2015, n. 25946);

– la Corte ha ripetutamente rilevato, difatti, che, ai fini della sua autosufficienza (art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6), il motivo di ricorso che involga la congruità della motivazione dell’atto impugnato necessariamente richiede che il ricorso per cassazione riporti testualmente i passi della motivazione dell’atto che, per l’appunto, si assumano erroneamente interpretati o pretermessi (v. Cass., 13 agosto 2004, n. 15867 cui adde, ex plurimis, Cass., 19 novembre 2019, n. 29992; Cass., 28 giugno 2017, n. 16147; Cass., 19 aprile 2013, n. 9536; Cass., 4 aprile 2013, n. 8312; Cass., 29 maggio 2006, n. 12786);

5. – come la Corte ha già statuito, “la riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale ” del sindacato di legittimità sulla motivazione; pertanto, è denunciabile in Cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali; tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza ” della motivazione.”; e si è, in particolare, rilevato che la censura di omesso esame di un fatto decisivo deve concernere un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia), così che lo stesso omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (cfr. Cass. Sez. U., 7 aprile 2014, n. 8053 cui adde, ex plurimis, Cass., 29 ottobre 2018, n. 27415; Cass., 13 agosto 2018, n. 20721; Cass. Sez. U., 22 settembre 2014, n. 19881);

– nella fattispecie il giudice del gravame, ha assolto al compito, a lui riservato, di selezionare e valutare le prove offerte al giudizio, e di apprezzarne la rilevanza e concludenza rispetto alle allegazioni delle parti, e detta attività valutativa viene oggi censurata con riferimento, – piuttosto che ad un fatto decisivo il cui esame sarebbe stato omesso, – con un (del tutto) aspecifico rinvio a dati probatori (documentazione prodotta e perizia di parte) i cui contenuti la stessa ricorrente nemmeno espone;

6. – le spese del giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza di parte ricorrente nei cui confronti sussistono, altresì, i presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, se dovuto (D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater).

PQM

La Corte, rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità liquidate in Euro 3.500,00, oltre spese prenotate a debito, rimborso spese generali di difesa ed oneri accessori, come per legge; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 23 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2020

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