Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12799 del 22/05/2017


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Cassazione civile, sez. un., 22/05/2017, (ud. 07/03/2017, dep.22/05/2017),  n. 12799

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Pres. f. f. –

Dott. MACIOCE Luigi – Presidente –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente –

Dott. BIANCHINI Bruno – rel. Consigliere –

Dott. MANNA Antonio – Consigliere –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. TRIA Lucia – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso (iscritto al n.r.g. 5998/15) proposto da:

– E.V.A. Energie Valsabbia s.p.a. (C.F. e p. IVA (OMISSIS)) in

persona del legale rappresentante pro tempore ing. B.P.

rappresentata e difesa, giusta mandato a margine del ricorso,

dall’avv. Paniz Maurizio; dal prof. Avv. Giorgio Orsoni e dall’avv.

Mario Sanino; con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo

in Roma, viale Parioli n. 180;

– ricorrente –

contro

Regione Veneto (c.f. (OMISSIS); P.IVA. (OMISSIS)) in persona del

Presidente pro tempore della Giunta Regionale Dott. Z.L.; a

ciò autorizzata dalla deliberazione della Giunta medesima n. 327

del 31 marzo 2015; rappresentata e difesa, in forza di procura a

margine del controricorso, dagli avv.ti Cecilia Ligabue; Chiara

Drago ed Ezio Zanon, dell’avvocatura regionale nonchè dall’avv.

Andra Manzi; con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo

in Roma, via Confalonieri n. 15;

– contro ricorrente-

nonchè nei confronti di:

Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (P.IVA.: (OMISSIS)) In

persona del Presidente, legale rappresentante pro tempore, sig.

F.B.; rappresentato e difeso dall’avv. Livio Viel e dall’avv.

Salvatore Di Mattia; con domicilio eletto presso lo studio di

quest’ultimo in Roma, via G. Avezzana n. 3, il tutto giusta procura

a margine del controricorso;

– controricorrente –

di:

Comune di SOSPIROLO (c.f.: (OMISSIS)) in persona del Sindaco pro

tempore, Dr. D.B.M., giusta deliberazione d’incarico n. 20 del

10 aprile 2015; rappresentato e difeso dall’avv. Enrico Galiz e

dall’avv. Stefano Gattamelata, in forza di procura a margine del

controricorso; con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo

in Roma, via Di Monte Fiore n. 22;

– controricorrente –

Nonchè di:

Comune di GOSALDO (c.f.: (OMISSIS)) in persona del Sindaco pro

tempore, sig. D.F.G.; rappresentato e difeso dall’avv.

Alfredo Bianchini e dall’avv. Gabriele Pafundi, giusta procura a

margine del controricorso; con domicilio eletto presso lo studio di

quest’ultimo in Roma, viale Giulio Cesare n. 14;

– controricorrente –

e di:

Assicuratori dei LLOYD’S;

Sindacato Marketform Itd.

Sindacato Heritage Managing Agency Itd:

Sindacato Brit Insurance Itd;

Provincia di Belluno

Spa Veneto Strade;

ARPAV -Dipartimento provinciale di Belluno Commissione regionale VIA;

s.r.l. MIS;

– parti intimate –

avente ad oggetto regolamento preventivo di giurisdizione sollevato

innanzi al Tribunale di Venezia nel proc. n.r.g. 6789/2013.

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/03/2017 dal Consigliere Dott. Bianchini Bruno;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso, il quale chiede che la Corte di Cassazione, a

Sezioni Unite, dichiari la giurisdizione del Giudice Ordinario.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La spa Energie Valsabbia – E.V.A. – nell’attore 2006 presentò alla Regione Veneto – Direzione Regionale Tutela dell’Ambiente – Servizio V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) – un’istanza volta al rilascio del certificato di compatibilità ambientale e dell’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio di un impianto microidroelettrico sul Canale Del Mis in provincia di Belluno, nei territori dei Comuni di Gosaldo e di Sospirolo; acquisito il parere dell’autorità di Bacino, il nulla osta dell’Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi, il parere favorevole della Commissione V.I.A., la Giunta Regionale del Veneto approvò il progetto per la realizzazione dell’impianto.

A seguito di ciò fu stipulata una convenzione con i sopraindicati Comuni;

fu approvato, dalla Regione Veneto, un disciplinare per l’esercizio della concessione e, infine, con decreto del marzo 2010, fu rilasciata la concessione di piccola derivazione prevedente l’uso ventennale delle aree demaniali interessate dalle opere di derivazione.

Successivamente al rilascio di tale concessione regionale, il Ministero dello Sviluppo Economico espresse il nulla osta alla costruzione di linee elettriche in cavo interrato, la Provincia di Belluno autorizzò la società alla costruzione ed all’esercizio della nuova cabina ed all’allaccio, in cavo sotterraneo, alla rete di media tensione; nel 2012 la spa Veneto Strade rilasciò poi la concessione per l’esecuzione dei lavori di interramento della condotta idraulica e di costruzione della centrale.

Il provvedimento concessorio della Regione – e gli atti ad esso prodromi-ci – furono impugnati da varie associazioni ambientaliste innanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che, con sentenza n. 6 del gennaio 2012, dichiarò la carenza di legittimazione di tutte le ricorrenti, ad eccezione del WWF, di cui rigettò il ricorso.

Il successivo aprile 2012 la società EVA iniziò i lavori che comprendevano, oltre alla realizzazione della centrale, anche le opere di derivazione del corso d’acqua e di modifica del tracciato stradale.

Il WWF impugnò la decisione del TSAP; le Sezioni Unite della Corte di Cassazione cassarono detta sentenza ed annullarono la deliberazione autorizzativa della Regione Veneto e gli atti ad essa prodromici.

In conseguenza di ciò la Regione intimò alla società EVA la sospensione dei lavori -nel frattempo avviati a conclusione- e procedette all’elaborazione di un piano per il ripristino dei luoghi.

La predetta società iniziò allora un giudizio risarcitorio innanzi al Tribunale di Venezia, adducendo il proprio incolpevole affidamento sulla legittimità dei provvedimenti a sè favorevoli, poi annullati, richiamando, a giustificazione della individuazione del Tribunale ordinario come organo dotato di giurisdizione, un indirizzo interpretativo di legittimità che aveva specificato come il provvedimento favorevole, poi annullato, rilevava per il destinatario – ai fini risarcitori – quale mero comportamento degli organi che avevano provveduto al suo rilascio.

Costituendosi innanzi al Tribunale, il Comune di Gosaldo; quello di Sospirolo e l’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi eccepirono il difetto di giurisdizione dell’A.G.O. in luogo della A.G.A.; in particolare il Comune di Gosaldo ritenne sussistente la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo, come previsto dall’art. 133 codice del processo amministrativo, lett. f); il Comune di Sospirolo e l’Ente Parco ritennero invece trattarsi di materia soggetta: o alla competenza funzionale del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche del R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 140, comma 1, lett. e), o alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ex art. 143 del medesimo T.U..

All’esito della decisione dell’adito Tribunale ordinario di condizionare l’ulteriore corso del giudizio innanzi a sè alla individuazione dell’organo dotato di giurisdizione, la predetta società ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione, ribadendo la individuazione del giudice ordinario come fornito di giurisdizione; hanno resistito con controricorso il Comune di Gosaldo; quello di Sospirolo; la Regione Veneto e l’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi; non hanno svolto difese le altre parti citate nel giudizio innanzi al Tribunale di Venezia (gli assicuratori Lloyd’s a copertura della responsabilità della Regione; la Provincia di Belluno e la spa Veneto Strade); sono state citate anche altre parti non presenti nel giudizio di merito – ARPAV – Dipartimento Provinciale di Belluno; la Commissione Regionale VIA, che del pari non hanno svolto difese.

Il Procuratore Generale ha rassegnato conclusioni scritte, dirette a confermare la giurisdizione del giudice ordinario.

Con ordinanza interlocutoria n 15426/2016 è stata disposta l’integrazione del contraddittorio con la srl MIS, litisconsorte in quanto parte attrice, assieme alla E.V.A. Energie Valsabbia, del giudizio risarcitorio innanzi al Tribunale di Venezia.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

p.1 – La ricorrente ed il Procuratore Generale, che ne condivide gli approdi interpretativi, ritengono che possa invocarsi a disciplina della fattispecie quell’ indirizzo di legittimità – Cass. Sez. Un. Ord. nn. 6594-6596/2011 – a mente del quale in tema di riparto della giurisdizione, l’attrazione (ovvero la concentrazione) della tutela risarcitoria dinanzi al giudice amministrativo può verificarsi soltanto qualora il danno patito dal soggetto sia conseguenza immediata e diretta della dedotta illegittimità del provvedimento che egli ha impugnato, non costituendo il risarcimento del danno ingiusto una materia di giurisdizione esclusiva ma solo uno strumento di tutela ulteriore e di completamento rispetto a quello demolitorio.

p. 1.1 Ritengono le Sezioni Unite che non siano prospettati motivi per divergere dal suindicato orientamento – rendendo non più controversa la questione della giurisdizione, individuata nel giudice ordinario – che ha trovato ulteriore ed argomentata conferma nella più recente Cass Sez. Un ord. 4 settembre 2015 n. 17586che ha affermato che, nei casi in cui venga annullato (legittimamente) un provvedimento ampliativo della sfera giuridica del privato, quest’ultimo, a seguito della nuova situazione determinatasi, denuncia la lesione (non già di un interesse legittimo pretensivo bensì) di una situazione di diritto soggettivo, rappresentata dalla conservazione dell’integrità del suo patrimonio che, secondo le prospettive del caso concreto, emerge laddove si deduca di aver sopportato perdite e/o mancati guadagni a causa dell’agire della P.A. concretatosi nell’illegittima emissione del provvedimento.

p.1.2 Tale ultima decisione ha altresì consentito di superare le perplessità che, in dottrina e nella giurisprudenza amministrativa, si erano manifestate all’indomani delle tre pronunce definitorie del 2011, atteso che ha specificato che “non basta dimostrare che si è stati beneficiari del provvedimento favorevole illegittimo per individuare la fattispecie costitutiva del diritto risarcitorio di cui trattasi, ma, proprio perchè tale provvedimento rileva solo se ed in quanto causativo dell’affidamento, è necessario un quid pluris, di modo che viene in rilievo una fattispecie complessa in cui il dato dell’emissione del provvedimento illegittimo favorevole si configura solo come uno dei fatti costitutivi, integratori della fattispecie”.

p. 1.3 Va aggiunto – a contestazione della tesi sostenuta dal Comune di Sospirolo e dall’Ente Parco Nazionale delle dolomiti Bellunesi (secondo i quali, pur se si dovesse propendere per la giurisdizione del “giudice ordinario” quest’ ultimo dovrebbe essere identificato nel Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche)- che la risarcibilità predicata dall’art. 140, lett. e) del Testo Unico delle Acque Pubbliche per attività provvedimentale, si pone in maniera del tutto diversa dalla risarcibilità da provvedimento poi giudicato illegittimo o ritirato per l’esercizio di autotutela, atteso che il pregiudizio contemplato nel citato Testo Unico è determinato da un’attività provvedimentale legittima – in genere, di carattere ablatorio della proprietà privata- in quanto tale, incidente direttamente nella sfera patrimoniale del singolo e non già attraverso il medium dell’affidamento incolpevole.

p. 2 – Va pertanto dichiarata la giurisdizione dell’adito giudice ordinario, il quale provvederà altresì anche alla regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte, a Sezioni Unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario che provvederà anche sulle spese del presente regolamento.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, 7 marzo 2013.

Depositato in Cancelleria il 22 maggio 2017

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