Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12796 del 26/06/2020

Cassazione civile sez. trib., 26/06/2020, (ud. 21/01/2020, dep. 26/06/2020), n.12796

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. VECCHIO Massimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17547-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

(OMISSIS) SPA IN LIQUIDAZIONE IN FALLIMENTO, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA G. PISANELLI 4, presso lo studio

dell’avvocato GIUSEPPE GIGLI, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato GIANROBERTO VILLA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1662/2015 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,

depositata il 21/04/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/01/2020 dal Consigliere Dott. MASSIMO VECCHIO.

Fatto

RITENUTO

1. – La Commissione tributaria regionale della Lombardia con sentenza n. 1662/2015 del 23 marzo 2015, pubblicata il 21 aprile 2015, ha confermato la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Milano n. 1866/14 di accoglimento del ricorso proposto dal dalla società (OMISSIS), s.p.a., in persona del curatore fallimentare in carica pro tempore, legale rappresentante, avverso l’avviso di liquidazione della imposta di registro, colla aliquota dell’1%, applicata alla registrazione della sentenza n. 8644/2009 resa dal Tribunale di Milano – Sezione VIII Civile, di accertamento della simulazione assoluta del contratto (OMISSIS) di cessione della partecipazione (pari al 90% delle quote) della società Algim s.r.l., trasferite da B.M. a A.V..

2. – L’Avvocatura generale dello Stato, mediante atto del 30 giugno 2015, ha proposto ricorso per cassazione.

3. – La società contribuente ha resistito mediante controricorso del 9 settembre 2015, col quale ha pure richiamato i motivi del ricorso introduttivo, riproposti in appello e non esaminati dalla Commissione tributaria regionale siccome assorbiti dalla conferma della sentenza di primo grado.

Diritto

CONSIDERATO

1. – La Commissione regionale tributaria ha motivato la conferma della sentenza appellata, osservando che alla registrazione della sentenza di accertamento della simulazione assoluta del contratto di cessione delle quote sociali deve essere applicata la imposta di registro in misura fissa (Euro 168,00), in quanto il provvedimento ha ” valore dichiarativo e non costitutivo ” e non concerne ” diritti a contenuto patrimoniale “.

2. – L’Avvocatura generale dello Stato ricorrente denunzia, con unico motivo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 37, e in relazione al ridetto decreto, art. 8, della Tariffa allegata.

Deduce la ricorrente che la sentenza registrata costituiva provvedimento giurisdizionale di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale e, pertanto, soggetto alla imposta di registro in misura proporzionale colla aliquota dell’l%.

Soggiunge l’Avvocatura generale dello Stato che la pregressa registrazione del contratto simulato, colla applicazione della imposta di registro proporzionale, non osta alla sottoposizione al medesimo colla aliquota dell’l% della sentenza di accertamento della simulazione, in quanto il provvedimento “implica, quanto meno ai fini fiscali, la retrocessione del bene all’originario simulato venditore”.

3. – Il ricorso è fondato.

La giurisprudenza di legittimità è consolidata nel senso della applicazione del tributo in misura proporzionale alla registrazione delle sentenze di accertamento della nullità dei contratti simulati, in quanto “la sentenza dichiarativa della simulazione, assoluta o relativa, di un contratto, con effetti reali, costitutivo o traslativo di diritti, è soggetta al pagamento di una nuova imposta di registro (cosiddetta “tassa di titolo”) realizzando, ai fini tributari, un “ritrasferimento” del bene, oggetto del precedente contratto simulato” (Sez. 6 – 5, ordinanza n. 14197 del 23/06/2014, Rv. 631529 01; Sez. 3, sentenza n. 6228 del 21/11/1981, Rv. 417024 – 01; Sez. 1, sentenza n. 1344 del 10/05/1974, Rv. 369424 – 01; Sez. 1, sentenza n. 2097 del 06/07/1971, Rv. 352795 – 01; cui adde Sez. 1, sentenza n. 841 del 27/03/1970, Rv. 346193 – 01, la quale ha spiegato: “Ai fini dell’imposta proporzionale di registro sull’atto simulato e registrato la dichiarazione di nullità per simulazione deve considerarsi non avvenuta. Da ciò deriva – sempre ai fini fiscali – che deve considerarsi come avvenuto il trasferimento simulato, con la conseguenza che la sentenza, la quale dichiara la nullità del detto trasferimento, viene, fiscalmente, a porre in essere, ai soli fini dell’imposta, una retrocessione, soggetta ad imposta proporzionale”).

Alla applicazione del superiore principio di diritto – il Collegio lo ribadisce ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 1, condividendo le ragioni sviluppate nei pertinenti arresti – conseguono l’accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio – anche per le spese del presente giudizio di legittimità ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 3, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, per nuovo giudizio in ordine alle questioni non esaminate dal Collegio a quo che le aveva reputato assorbite.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della V Sezione Civile, il 21 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2020

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