Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12764 del 25/05/2010

Cassazione civile sez. un., 25/05/2010, (ud. 09/03/2010, dep. 25/05/2010), n.12764

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Primo Presidente f.f. –

Dott. PREDEN Roberto – Presidente di Sezione –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. BUCCIANTE Ettore – Consigliere –

Dott. AMOROSO Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

A.F. ((OMISSIS)), + ALTRI OMESSI

elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA GEROLAMO BELLONI 88, presso lo studio

dell’avvocato PROSPERETTI GIULIO, che li rappresenta e difende, per

delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 7092/2007 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 20/08/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

09/03/2010 dal Consigliere Dott. AMOROSO Giovanni;

uditi gli avvocati Giulio PROSPERETTI, Gaetana NATALE dell’Avvocatura

Generale dello Stato;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

APICE Umberto, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. B.I., + ALTRI OMESSI unitamente ad altri loro colleghi, con ricorso depositato il 14 marzo 2003 esponevano: di esser tutti ex dirigenti di cancelleria addetti a vari Tribunali e tutti inquadrati nell’Area (OMISSIS); che nella G.U. n. 46 del 25 febbraio 1999 era stato pubblicato il CCNL per il comparto Ministeri con efficacia normativa per il quadriennio 1998 – 2001 ed economica per il biennio 1998 – 1999; che sul Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia era stato pubblicato il CCNL integrativo sottoscritto il 5 aprile 2000 per il Ministero della Giustizia; che solo sul Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia del 15 gennaio 2002 (in attuazione delle previsioni contrattuali) era stato infine pubblicato il vero e proprio bando di concorso per 500 posti di livello (OMISSIS) con il modulo per la domanda di partecipazione; che i ricorrenti avevano presentato domanda, ma erano stati esclusi dal concorso con provvedimento dell’amministrazione, poiche’ erano nel frattempo cessati dal servizio; che avevano contestato l’esclusione rappresentando che la tardiva domanda era stata determinata soltanto dal ritardo del Ministero nel bandire il concorso; che con nota del 10 gennaio 2003 il Ministero aveva ribattuto che soltanto nel 2001 era stato dotato delle disponibilita’ finanziarie per il detto concorso ed aveva potuto bandirlo.

Tanto esposto, chiedevano al Tribunale di Roma: di dichiarare il loro diritto a partecipare al concorso per 500 posti livello (OMISSIS);

per l’effetto annullare e/o revocare i provvedimenti di loro esclusione dal concorso ed i provvedimenti successivi; ordinare al Ministero di procedere a nuovo scrutinio con valutazione delle posizioni di loro ricorrenti o, in alternativa, annullare e/o revocare la graduatoria approvata per i 500 posti attribuiti al fine di ricomprendervi anche i ricorrenti o, ancora in alternativa, aggiungere i ricorrenti agli ultimi 500 gia’ inquadrati con consequenziale risarcimento del danno liquidato con valutazione equitativa.

2. Il Ministero della Giustizia si costituiva con memoria eccependo preliminarmente: la improcedibilita’ della domanda per mancato esperimento del tentativo di conciliazione obbligatorio D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 65; la inammissibilita’ del ricorso per mancata notifica dello stesso ad almeno un controinteressato avente interesse a non vedersi escluso dalla graduatoria; la incompetenza territoriale per i ricorrenti Z., + ALTRI OMESSI merito contestava la fondatezza della domanda e ne chiedeva il rigetto.

3. Il Tribunale di Roma con dispositivo letto in data 12 febbraio 2004, ritenuta e dichiarata la propria incompetenza per territorio sulle domande di Z., + ALTRI OMESSI accoglieva il ricorso, nei termini di cui alle conclusioni dello stesso, per gli altri ricorrenti.

4. Lo Z. riproponeva la domanda avanti al tribunale di Viterbo competente per territorio con le medesime argomentazioni e richieste.

Il Ministero si costituiva in quella sede proponendo l’eccezione di difetto di giurisdizione nonche’ le contestazioni di merito gia’ svolte.

Il Tribunale di Viterbo in accoglimento della domanda del ricorrente condannava il Ministero a “procedere a nuovo scrutinio …. con valutazione della posizione dello Z.”.

5. Avverso le due sentenze ha proposto distinti appelli il Ministero della Giustizia ribadendo le eccezioni preliminari svolte in primo grado e contestando sul punto le decisioni del Tribunale di Roma e di quello di Viterbo; nel merito ha ribadito la infondatezza delle domande dei ricorrenti in ragione della natura programmatica e non precettiva delle norme del CCNL. Si sono costituiti gli appellati con distinte memorie resistendo ai gravami e chiedendone il rigetto.

Riuniti i due procedimenti, la Corte d’appello di Roma con sentenza del 26 ottobre 2007 – 20 agosto 2008, in riforma delle appellate sentenze, dichiarava il difetto di giurisdizione dell’Autorita’ giudiziaria ordinaria, sussistendo, nella specie, la giurisdizione del giudice amministrativo. Dichiarava integralmente compensate fra le parti le spese di entrambi i gradi del giudizio.

6. Avverso questa pronuncia nove degli originari ricorrenti, trascritti in epigrafe, propongono ricorso per Cassazione.

Resiste con controricorso il Ministero intimato. I ricorrenti hanno anche presentato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso e’ articolato in due motivi.

Con il primo motivo i ricorrenti denunciano la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63, commi 1 e 4, sostenendo sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo atteso che la procedura di selezione in questione era estesa anche alla partecipazione di personale appartenente ad altre amministrazioni, non avente la qualifica di direttori di cancelleria.

Con il secondo motivo i ricorrenti deducono la falsa applicazione del C.C.N.L. integrativo per il Ministero della Giustizia censurando l’interpretazione che la Corte d’Appello di Roma ha dato del bando di concorso, il quale doveva ritenersi aperto soltanto a dipendenti rientranti nella figura professionale di “direttore di cancelleria”.

2. Il ricorso – i cui due motivi possono essere esaminati congiuntamente – e’ fondato.

In generale deve ribadirsi (cfr. ex plurimis Cass., sez. un., 20 aprile 2006 n. 9164) che, in materia di riparto di giurisdizione nelle controversie relative a procedure concorsuali nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato, ove sia identificabile una suddivisione in aree delle qualifiche in cui e’ suddiviso il personale delle p.a., perche’ prevista dalla legge (per i dirigenti, articolati anche in fasce, e con la mediazione della contrattazione collettiva di comparto, per i vice – dirigenti) o perche’ introdotta anche per altre qualifiche da contratti o accordi collettivi nazionali di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 40 la procedura selettiva di tipo concorsuale (concorsi c.d. interni) per l’attribuzione a dipendenti di p.a. della qualifica superiore che comporti il passaggio da un’area ad un’altra ha una connotazione peculiare e diversa, assimilabile alle ‘procedure concorsuali per l’assunzione’, e vale a radicare – ed ampliare – la fattispecie eccettuata rimessa alla giurisdizione del giudice amministrativo di cui al comma 4 dell’art. 63 citato decreto legislativo; fuori da questa ipotesi – ossia la’ dove il concorso interno riguardi la progressione verso una qualifica superiore appartenente all’ambito della stessa area ovvero verso una qualifica superiore tout court, per il fatto che la contrattazione collettiva nazionale non utilizzi affatto il modulo organizzativo dell’area per accorpare qualifiche ritenute omogenee – non opera detta fattispecie eccettuata del comma 4, dell’art. 63 e conseguentemente si riespande la regola del comma 1 della medesima disposizione, che predica in generale la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie aventi ad oggetto il lavoro pubblico privatizzato. Su carattere residuale (e quindi eccezionale e limitato) della giurisdizione del giudice amministrativo in materia di concorsi pubblici interni per il passaggio di qualifica v. Cass., sez. un., 23 aprile 2008, n. 10459; id, 28 novembre 2005, n. 25042;

id, 7 luglio 2005, n. 14252; id, 27 gennaio 2004, n. 1478; id, 23 gennaio 2004, n. 1252; id, 29 settembre 2003, n. 14529; id, 26 giugno 2002, n. 9332; id, 27 febbraio 2002, n. 2954.

Questa Corte poi (Cass., sez. un., 14 febbraio 2007, n. 3186) ‘ dopo aver ribadito che il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63, comma 4, nel riservare alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, assegna al giudice ordinario le controversie attinenti a concorsi interni che comportino il passaggio da una qualifica ad un’altra nell’ambito della stessa area e che ai fini dell’indicato criterio di riparto della giurisdizione assume rilevanza determinante il contenuto della contrattazione collettiva e l’articolazione del sistema di classificazione in aree – ha affermato sussistere la giurisdizione del giudice ordinario in una fattispecie di progressione nell’ambito della stessa area funzionale, aggiungendo in particolare: “ne’ rileva la previsione del bando relativa alla partecipazione alla procedura selettiva di personale di altra area”.

Quest’ultima puntualizzazione – relativa ai concorsi interni per la progressione di qualifica, fattispecie diversa da quella dei concorsi diretti anche all’assunzione di nuovo personale – e’ stata poi ripresa e confermata da Cass., sez. un., 4 giugno 2007, n. 13049, ed ora va ulteriormente ribadita, sottolineando in particolare che, quando il petitum sostanziale consiste nell’azionata pretesa di passaggio verticale nell’ambito della stessa area a seguito di concorso interno, ovvero e’ comunque fondato su di esso, non e’ integrata la fattispecie eccettuata (e residuale) del concorso interno che, per il fatto di concernere il passaggio da un’area ad un’altra, e’ assimilato a quello per una nuova assunzione. Se il dipendente contesta la legittimita’ di un concorso interno che, in caso di esito a lui favorevole, lo lascia comunque nella stessa area, anche se con un profilo professionale diverso e piu’ elevato, non puo’ parlarsi in alcun senso di nuova assunzione. Ne’ l’assimilazione al concorso per l’assunzione in servizio puo’ discendere dalla circostanza, contingente ed eventuale, che il concorso sia aperto anche a personale proveniente – come nella specie ha ritenuto la Corte d’appello interpretando il bando -da una diversa amministrazione e comandato presso l’amministrazione che ha bandito il concorso, perche’ la pretesa azionata – che esprime il petitum sostanziale – rimane comunque circoscritta ad un’ipotesi di mobilita’ verticale per concorso da una qualifica ad un’altra superiore nell’ambito della stessa area; mentre la legittimita’, o meno, della clausola del bando che apra il concorso anche ad altro personale proveniente da una diversa amministrazione in posizione di comando – in disparte la contestata (dai ricorrenti) concreta possibilita’ che cio’ possa in realta’ accadere in ragione del prescritto requisito che il concorrente abbia la figura professionale di direttore di cancelleria, esistente solo nel personale del Ministero resistente – non altera comunque il canone di riparto della giurisdizione in materia di controversie nel lavoro pubblico privatizzato; criterio che – come gia’ ricordato – vuole come regola generale la giurisdizione del giudice ordinario e come eccezione la giurisdizione del giudice amministrativo nelle ipotesi circoscritte e ben identificate, come sopra specificate, alle quali non puo’ essere iscritto il concorso di cui e’ causa.

3. Il ricorso va quindi accolto e va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario. L’impugnata sentenza va cassata con rinvio, anche per le spese, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte, a Sezioni Unite, accoglie il ricorso; dichiara la giurisdizione del giudice ordinario; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

Cosi’ deciso in Roma, il 9 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2010

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA