Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12755 del 26/06/2020

Cassazione civile sez. VI, 26/06/2020, (ud. 29/01/2020, dep. 26/06/2020), n.12755

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 19023/2018 R.G. proposto da:

SELMABIPIEMME LEASING SPA (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv.

GABRIELE ESCALAR, elettivamente domiciliato in Roma, Viale Giuseppe

Mazzini, 11;

– ricorrente –

contro

REGIONE LOMBARDIA (C.F. (OMISSIS)), in persona del Presidente pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Regionale,

elettivamente domiciliata presso lo studio dell’Avv. CRISTIANO BOSIN

in Roma, Viale delle Milizie, 34;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Lombardia, n. 5333/8/2017 depositata il 15 dicembre 2017.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata

del 29 gennaio 2020 dal Consigliere Relatore Filippo D’Aquino.

Fatto

RILEVATO

Che:

La contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento e contestuale applicazione di sanzioni, con cui la Regione Lombardia aveva contestato l’omesso pagamento della tassa automobilistica regionale dovuta per l’anno 2011 per il possesso di una autovettura concessa in locazione finanziaria a terzi.

La CTP di Milano ha rigettato il ricorso della contribuente e la CTR della Lombardia, con sentenza in data 15 dicembre 2017, ha rigettato l’appello.

Il giudice di appello ha osservato che la L. 23 luglio 2009, n. 99, art. 7, comma 2, – che nel riformulare il D.L. 30 dicembre 1982, n. 953, art. 5, comma 29, ha previsto, in caso di autoveicoli concessi in leasing, la responsabilità per il pagamento della tassa regionale automobilistica in capo all’utilizzatore, laddove secondo la precedente formulazione della norma il riferimento era ai proprietari – è stato oggetto di una norma di interpretazione autentica per effetto del D.L. 19 giugno 2015, n. 78, art. 9, comma 9-bis, convertito dalla L. 6 agosto 2015, n. 125, con la quale il soggetto responsabile del pagamento della tassa è il solo utilizzatore, salvo che la società di leasing abbia provveduto al pagamento cumulativo in luogo degli utilizzatori durante la vigenza del contratto. Ha, tuttavia, osservato il giudice di appello che tale norma ha portata innovativa e non interpretativa rilevando, infine, come tale norma sia stata successivamente abrogata dal D.L. 24 giugno 2016, n. 113, art. 10, comma 6, con conseguente responsabilità solidale della società di leasing e dell’utilizzatore.

Propone ricorso per cassazione parte contribuente affidato a due motivi, ulteriormente illustrato da memoria; resiste con controricorso la Regione Lombardia, la quale ha fatto pervenir memoria con cui dà atto dell’annullamento in autotutela dell’avviso di accertamento di cui al presente giudizio.

La proposta del relatore è stata comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1 – Con il primo motivo si deduce violazione e falsa applicazione di legge in relazione al D.L. 19 giugno 2015, n. 78, art. 9, comma 9-bis, convertito dalla L. 6 agosto 2015, n. 125, del D.L. 24 giugno 2016, n. 113, art. 10, comma 6, art. 7, conv. dalla L. 7 agosto 2016, n. 160, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che la norma di interpretazione autentica di cui al D.L. n. 78 del 2015, art. 9, non sia retroattiva, in quanto tale interpretazione comporterebbe la reviviscenza dell’interpretazione del D.L. n. 953 del 1982, art. 5, comma 29, che la norma di legge voleva escludere. Rileva il ricorrente come la norma, in quanto interpretativa, operi ex tunc e non ex nunc in quanto norma di interpretazione autentica, con illegittimità (contrarietà alla legge) dell’interpretazione che si discosti da quella legale. Deduce il ricorrente come il D.L. n. 78 del 2015, art. 9, comma 9-bis, sia stato successivamente abrogato dal D.L. 24 giugno 2016, n. 113, art. 10, comma 6, conv. dalla L. 7 agosto 2016, n. 160, ma osserva come l’art. 10 ult. cit., successivo comma 7, ha inserito la L. n. 99 del 2009, art. 7, comma 2-bis, prevedendo dal 1 gennaio 2016 la responsabilità solidale delle società di leasing solo in caso di pagamento cumulativo; deduce che tale circostanza che non potrebbe comportare la reviviscenza della precedente interpretazione, posto che l’abrogazione di una disposizione di interpretazione autentica ha efficacia ex nunc, anche in forza del fatto che una diversa interpretazione imporrebbe retroattivamente obblighi eccessivamente gravosi.

Con il secondo motivo si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 953 del 1982, art. 5, comma 29, conv. dalla L. 28 febbraio 1983, art. 53, come modificato dalla L. n. 99 del 2009, art. 7, nonchè del D.L. n. 78 del 2015, art. 9, comma 9-bis, conv. dalla L. n. 125 del 2015, nonchè degli artt. 1292, 1294,1299 c.c., avendo la sentenza erroneamente affermato la responsabilità solidale della società di leasing nel pagamento della tassa automobilistica regionale, responsabilità che la suddetta disposizione interpretativa ha inteso escludere Deduce il ricorrente che tale disposizione non prevede una responsabilità solidale del concedente, essendo responsabile, in caso di bene concesso in leasing, il solo utilizzatore, ossia il titolare del diritto di godimento.

2 – Va rilevato preliminarmente che il controricorrente ha dato atto, con memoria in data 7 gennaio 2020, che l’avviso di accertamento per cui è causa è stato annullato in autotutela, come risulta dalla deliberazione della Giunta della Regione Lombardia del 22 luglio 2019, n. XI/1941, nel cui allegato è menzionato il presente ricorso.

3 – Deve, pertanto, dichiararsi la cessazione della materia del contendere, posto che il sopravvenuto annullamento dell’atto impugnato non consente la prosecuzione del giudizio, che non potrebbe conseguire alcun risultato utile per il contribuente, stante l’inammissibilità, nel processo tributario, di pronunce di mero accertamento dell’illegittimità della pretesa erariale (Cass., Sez. V, 28 dicembre 2018, n. 33587).

4 – Quanto alle spese processuali, stante il silenzio mostrato dal ricorrente sul punto, che non può far presumere un invito alla Corte di legittimità ad astenersi dall’individuare chi sarebbe stato soccombente (Cass., Sez. III, 26 novembre 2019, n. 30728), si ritiene che, stante l’annullamento in autotutela dell’atto impugnato, non vi è luogo all’uso del principio della soccombenza virtuale laddove, come nella specie, tale annullamento non consegua ad una manifesta illegittimità del provvedimento impugnato sussistente sin dal momento della sua emanazione, stante l’obiettiva complessità della materia e in considerazione del mutam nto della giurisprudenza di legittimità in corso di giudizio.

Nel qual caso, detto annullamento va considerato un comportamento processuale conforme al principio di lealtà, ai sensi dell’art. 88 c.p.c., che può essere premiato con la compensazione delle spese (Cass., Sez. V, 26 ottobre 2011, n. 22231).

5 – Non vi è luogo al raddoppio del contributo unificato, non essendovi applicazione del suddetto meccanismo sanzionatorio stante la caducazione di tutte le pronunce emanate nei precedenti gradi di giudizio e non passate in cosa giudicata (Cass., Sez. III, 10 febbraio 2017, n. 3542).

P.Q.M.

La Corte, dichiara la cessazione della materia del contendere, compensa le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 29 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2020

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