Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12740 del 06/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 13/05/2021, (ud. 12/11/2020, dep. 13/05/2021), n.12740

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 14412-2020 proposto da:

D.A.O., elettivamente domiciliato presso l’avvocato

DOMENICO ZAMPELLI dal quale è rappres. e difeso, con procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, in via dei PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– intimato –

avverso il decreto n. R.G. 20769/2018 del TRIBUNALE di NAPOLI,

depositato il 04/02/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/11/2020 dal Consigliere relatore, Dott. ROSARIO

CAIAZZO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Con decreto del 4.2.20 il Tribunale di Napoli ha rigettato il ricorso di D.A.O., cittadino della (OMISSIS), avverso il provvedimento della Commissione territoriale, osservando che: il ricorrente non aveva specificato i motivi della richiesta d’audizione e non sussisteva la necessità per il collegio di chiedere chiarimenti, vista la completezza del verbale di audizione redatto dalla Commissione; il racconto del ricorrente non era credibile circa il fatto di essere figlio di D.A.O., esponente politico del partito d’opposizione, avendo egli declinato generalità non corrispondenti e riferito di una madre morta, fatto rivelatosi non veritiero, oltre a non sapere della data di nascita del padre e della sua specifica attività, il quale peraltro proveniva da luogo diverso da quello indicato; non sussisteva una situazione di violenza generalizzata in (OMISSIS), come desumibile dai report esaminati; non ricorrevano i presupposti della protezione umanitaria, non essendo emerso che nella regione di provenienza del ricorrente vi fosse un situazione di privazione di diritti fondamentali o una situazione d’instabilità, in mancanza dell’allegazione di condizioni individuali di vulnerabilità, e data l’omessa prova dell’integrazione sul territorio italiano.

D.A.O. ricorre in cassazione con due motivi.

Il Ministero si è costituito al solo fine di partecipare all’udienza di discussione.

Diritto

RITENUTO

CHE:

Il primo motivo denunzia violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 14, art. 47 carta di Nizza, art. 46 Direttiva 2013/32/UE E, artt. 6 e 13 Cedu, lamentando la mancata audizione del ricorrente innanzi al Tribunale.

Il secondo motivo denunzia violazione e falsa applicazione del combinato disposto dei D.Lgs. n. 142 del 2015 e D.Lgs. n. 25 del 2008, avendo il Tribunale rigettato il ricorso in mancata della traduzione del provvedimento della Commissione territoriale in una lingua conosciuta, essendo stato tradotto solo nella lingua veicolare francese.

il primo motivo deve essere rigettato. Invero, nel giudizio d’impugnazione, innanzi all’Autorità Giudiziaria, della decisione della Commissione territoriale, ove manchi la videoregistrazione del colloquio, all’obbligo del giudice di fissare l’udienza, non consegue automaticamente quello di procedere all’audizione del richiedente, purchè sia garantita a costui la facoltà di rendere le proprie dichiarazioni, o davanti alla Commissione territoriale o, se necessario, innanzi al Tribunale. Ne deriva che il Giudice può respingere una domanda di protezione internazionale solo se risulti manifestamente infondata sulla sola base degli elementi di prova desumibili dal fascicolo e di quelli emersi attraverso l’audizione o la videoregistrazione svoltesi nella fase amministrativa, senza che sia necessario rinnovare l’audizione dello straniero (Cass., n. 5973/19; n. 1088/2020).

Nella fattispecie, il ricorrente non ha allegato la necessità di essere sentito dal Tribunale per chiarimenti, nè ha addotto fatti nuovi rispetto a quelli esposti innanzi alla Commissione territoriale, sicchè il Tribunale ha correttamente deciso il ricorso sulla base degli elementi di prova acquisiti e del verbale dell’audizione redatto dalla suddetta Commissione.

Il secondo motivo è parimenti inammissibile in quanto nuovo, non risultando che la questione dedotta sia stata introdotta nella fase di merito.

Nulla per le spese, considerando che il Ministero non ha depositato il controricorso, depositando solo un atto di costituzione al fine di partecipare all’eventuale udienza di discussione.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 12 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2021

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