Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12739 del 26/06/2020

Cassazione civile sez. VI, 26/06/2020, (ud. 29/01/2020, dep. 26/06/2020), n.12739

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6245-2019 proposto da:

RISCOSSIONE SICILIA SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIANCARLO GRECO;

– ricorrente –

contro

EXECUTIVE COMUNICATIONS DI S.M. E C. SNC, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE,

rappresentata e difesa dall’avvocato ROBERTO TALLARICO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4189/12/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA, depositata

l’08/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 29/01/2020 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. Executive Comunications di S.M. e C. snc proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Palermo avverso la cartella di pagamento emessa da Riscossione Sicilia spa in quanto incompleta e mancante di fogli.

2. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso.

3. La sentenza veniva impugnata dal concessionario per la riscossione e la Commissione Tributaria della Regione Sicilia dichiarava inammissibile l’appello in quanto l’atto di appello era stato notificato per posta elettronica prima che le norme sul processo tributario telematico fossero entrate in vigore nel territorio della regione Sicilia e, dunque, la notifica era da considerarsi inesistente.

4. Avverso la sentenza della CTR la Riscossione Sicilia spa ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi ad un unico motivo. La società contribuente si è costituita depositando controricorso.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1.Con l’unico motivo d’impugnazione il ricorrente denuncia violazione dell’art. 156 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la CTR ritenuto inesistente e non nulla la notifica a mezzo pec con conseguente effetto sanante della costituzione in giudizio della contribuente.

2. Il motivo non è fondato.

2.1 E’ circostanza non contestata che l’atto di appello sia stato notificato mediante spedizione a mezzo pec alla casella di posta elettronica certifica prima dell’attivazione nel territorio regionale della Sicilia del processo tributario telematico

2.2.La consolidata giurisprudenza che si è formata sul punto ha avuto modo di affermare che ” nel processo tributario le notifiche a mezzo posta elettronica certificata sono consentite solo laddove è operativa la disciplina del cosiddetto processo tributario telematico; in particolare, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16 bis, comma 3, le notifiche tramite pec degli atti del processo tributario sono previste in via sperimentale solo a decorrere dal 1 dicembre 2015 esclusivamente dinanzi alle commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria. Al di fuori delle ipotesi consentite, la notificazione deve ritenersi giuridicamente inesistente ed, in quanto tale, non sanabile” (Cass. ord. n. 27425/201818321/17, 17941/16) ed ancora ” Nel processo tributario, è inammissibile, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza impugnata, l’atto di appello notificato a mezzo pec prima dell’entrata in vigore del D.M. 4 agosto 2015, emanato ai sensi della L. n. 53 del 1994, art. 1, secondo periodo, come modificato dal D.L. n. 90 del 2014, art. 46, comma 1, n. 2, lett. a), (conv., con modif, dalla L. n. 114 del 2014), in virtù del principio di specialità in base al quale detto processo è regolato rispetto a quello civile ” (Cass. ordd. nn. 15109/18,18321/17,17941/16).

2.3 Nel caso di specie, i giudici d’appello si sono adeguati al superiore principio di diritto, in quanto, secondo il D.M. 4 agosto 2015, art. 16, emanato in attuazione del D.M. n. 163 del 2016, art. 3, comma 3, il processo tributario telematico e è entrato in vigore nella regione Sicilia a far data dal 15 giugno 2017, mentre nella presente vicenda processuale la notifica dell’appello via pec è avvenuta precedentemente, e precisamente il 23.11.2015, quando tale modalità non era contemplata dall’ordinamento, quindi, giuridicamente inesistente e non sarebbe sanabile con la costituzione dell’appellato, con conseguente inammisibilità dell’appello stesso.

3. Il ricorso va quindi rigettato.

4. Le spese del presente procedimento seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte, rigetta il ricorso,

condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che si liquidano in Euro 3.000 per compensi Euro 200 per esborsi, oltre rimborso forfettario ed accessori di legge

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1- bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 29 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2020

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