Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12702 del 20/06/2016

Cassazione civile sez. VI, 20/06/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 20/06/2016), n.12702

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16491-2013 proposto da:

T.R.V., ((OMISSIS)), S.S.

((OMISSIS)) T.G. ((OMISSIS)) T.

A. (OMISSIS) elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

SISTINA 23, presso lo studio dell’avvocato ANTONIETTA SCOPELLITI,

rappresentati e difesi dall’avvocato PATRIZIA LONGO, giusta procura

in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

A.C.L.I COOP. SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS, in persona del

Presidente legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CELIMONTANA 38, presso lo studio

dell’avvocato PAOLO PANARITI, che lo rappresenta e difende, giusta

mandato a margine del controricorso e ricorso incidentale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza n. 731/2012 del TRIBUNALE di VENEZIA del

1/3/2012, depositata i102/05/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPINA LUCIANA BARRECA;

udito l’Avvocato Patrizia Longo difensore del ricorrente che si

riporta agli scritti e chiede la compensazione delle spese;

udito l’Avvocato Mario Romano per delega dell’Avvocato Paolo

Panariti difensore della resistente che si riporta agli scritti.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“a seguito di ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Milano ha dichiarato inammissibile l’appello ai sensi degli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., viene qui impugnata la sentenza di primo grado indicata in epigrafe.

Il ricorso principale denuncia, con un unico motivo, violazione e/o falsa applicazione del disposto di cui all’art. 2943 c.c., al fine di censurare il rigetto, da parte del primo giudice, dell’eccezione di prescrizione dell’azione revocatoria ordinaria. I ricorrenti sostengono che la prescrizione di cui all’art. 2903 c.c. si dovrebbe reputare interrotta soltanto con la ricezione dell’atto di citazione in revocatoria da parte dei convenuti, non anche con la consegna del medesimo all’U.G. così come ritenuto dal giudice di merito.

Il motivo è manifestamente infondato. Va fatta applicazione del principio recentemente affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte, in caso identico al presente, per il quale la regola della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e per il destinatario, sancita dalla giurisprudenza costituzionale con riguardo agli atti processuali e non a quelli sostanziali, si estende anche agli effetti sostanziali dei primi ove il diritto non possa farsi valere se non con un atto processuale, sicchè, in tal caso, la prescrizione è interrotta dall’atto di esercizio del diritto, ovvero dalla consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario per la notifica, mentre in ogni altra ipotesi tale effetto si produce solo dal momento in cui l’atto perviene all’indirizzo del destinatario (Cass. S.U., 9 dicembre 2015, n. 24822).

Il ricorso principale va rigettato.

Il ricorso incidentale, subordinato all’accoglimento del principale, è perciò assorbito”.

La relazione è stata notificata come per legge.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto della relazione.

In conclusione, il ricorso principale va rigettato. L’incidentale condizionato resta assorbito.

La sopravvenienza della pronuncia a Sezioni Unite dopo la presentazione del ricorso, costituisce riscontro della controvertibilità della questione di diritto che ne è oggetto e consente di compensare integralmente tra le parti le spese del giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, sussistono i presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte, decidendo sui ricorsi, rigetta il ricorso principale e dichiara assorbito il ricorso incidentale condizionato. Compensa le spese del giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto che sussistono i presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, in solido, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione sesta civile – 3 della Corte suprema di cassazione, il 19 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 giugno 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA