Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1270 del 19/01/2018


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Civile Ord. Sez. 3 Num. 1270 Anno 2018
Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: SPAZIANI PAOLO

ORDINANZA

sul ricorso 3572-2016 proposto da:
RECUPIDO LAURETTA,

considerate

PORCU VALENTINA,

domiciliate ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA
DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentate e difese
dall’avvocato ALFONSO OLLA giusta procura a margine
del ricorso;

ricorrenti –

contro
2017
2153

GENERALI ITALIA SPA già ALLEANZA TORO ASSICURAZIONI
SPA , in persona del suo procuratore dott. GIOVANNI
DIGITO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE
PINTURICCHIO, 204, presso lo studio dell’avvocato
ANNAPAOLA MORMINO, che la rappresenta e difende

Data pubblicazione: 19/01/2018

unitamente all’avvocato VITO DI LUCA giusta procura
in calce al controricorso;
– controrícorrente nonchè contro

PISU GABRIELE, LECCA GIANLUCA, PIDDIU ALESSANDRO,

PORCU FILIPPO;

intimati

Nonché da:
PIDDIU ALESSANDRO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA F.P. DE’ CALBOLI 5, presso lo studio
dell’avvocato EVA UTZERI, rappresentato e difeso
dall’avvocato GIAMPAOLO PISANO giusta procura in
calce al controricorso e ricorso incidentale;
– ricorrente incidentale contro

GENERALI ITALIA SPA già ALLEANZA TORO ASSICURAZIONI
SPA , in persona del suo procuratore dott. GIOVANNI
DIGITO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE
PINTURICCHIO, 204, presso lo studio dell’avvocato
ANNAPAOLA MORMINO, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato VITO DI LUCA giusta procura
in calce al controricorso;

controricorrente all’incidentale

Nonché da:
PORCU CONSUELO,

PORCU FILIPPO,

2

PORCU VINCENZO,

PORCU VINCENZO, PILLONI DIOMIRA, PORCU CONSUELO,

PILLONI DIOMIRA, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA F.P. DE’ CALBOLI 5, presso lo studio
dell’avvocato EVA UTZERI, rappresentati e difesi
dall’avvocato GIAMPAOLO PISANO giusta procura in
calce al controricorso e ricorso incidentale;

contro

GENERALI ITALIA SPA già ALLEANZA TORO ASSICURAZIONI
SPA , in persona del suo procuratore dott. GIOVANNI
DIGITO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE
PINTURICCHIO, 204, presso lo studio dell’avvocato
ANNAPAOLA MORMINO, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato VITO DI LUCA giusta procura
in calce al controricorso;
– controricorrente all’incidentale
àVV- Gr20

la sentenza n. 603/2015 della CORTE D’APPELLO

di CAGLIARI, depositata il 16/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 09/11/2017 dal Consigliere Dott. PAOLO
SPAZIANI;

3

– ricorrenti incidentali –

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

FATTI DI CAUSA

In data 28 settembre 1999, su una strada sterrata posta
all’interno di un’area boschiva demaniale, si scontrarono il motociclo
condotto da Samuele Porcu (sul quale viaggiava come trasportato
Alessandro Piddiu) e quello guidato da Gabriele Pisu, sul quale

In seguito all’incidente Samuele Porcu morì, mentre Gabriele Pisu
e i due trasportati riportarono lesioni personali.
Lauretta Recupido e Valentina Porcu (rispettivamente, moglie e
figlia del deceduto) adirono il Tribunale di Cagliari, per ottenere la
condanna al risarcimento del danno di Gabriele Pisu e della Toro
Assicurazioni s.p.a., impresa designata dal Fondo di Garanzia per le
Vittime della Strada.
Costituitosi in giudizio, Gabriele Pisu formulò domanda
riconvenzionale nei confronti delle attrici, nonché, a sua volta,
domanda risarcitoria nei confronti della Toro Assicurazioni s.p.a..
Nel corso del processo spiegarono intervento litisconsortile
Vincenzo Porcu, Diomira Pilloni, Filippo Porcu e Consuelo Porcu
(rispettivamente, padre, madre, fratello e sorella di Samuele Porcu) e
intervento principale Alessandro Piddiu e Gianluca Lecca.
I primi, in qualità di prossimi congiunti del deceduto,
domandarono a loro volta la condanna al risarcimento del danno di
Gabriele Pisu (oltre che della Toro Assicurazioni s.p.a.), sul
presupposto della sua esclusiva responsabilità .
I secondi, in qualità di vittime primarie dell’illecito, domandarono
la condanna solidale di Gabriele Pisu e delle eredi di Samuele Porcu
(oltre che della Toro Assicurazioni s.p.a.), sul presupposto della
concorrente responsabilità dei due conducenti.
Il Tribunale, in accoglimento dell’eccezione sollevata dalla Toro
Assicurazioni s.p.a., dichiarò il difetto di legittimazione passiva di
35
Paolo Splziani est.

viaggiava come trasportato Gianluca Lecca.

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

quest’ultima in relazione alle domande formulate contro di essa, sul
rilievo che la strada in cui si era verificato il sinistro non rientrasse tra
quelle “di uso pubblico” ai fini dell’applicazione delle norme del codice
della strada e di quelle sull’assicurazione obbligatoria della
responsabilità civile per la circolazione di veicoli; previo accertamento

sinistro, accolse parzialmente le altre domande risarcitorie.
La Corte di Appello di Cagliari ha riformato la sentenza di primo
grado soltanto in relazione all’entità degli importi risarcitori spettanti
a Diomira Pilloni e a Gianluca Lecca (rideterminati in aumento),
confermando le statuizioni del Tribunale sia in ordine al difetto di
legittimazione passiva della Alleanza Toro s.p.a. (già Toro
Assicurazioni s.p.a.) sia in ordine alla concorrente e paritetica
responsabilità dei due conducenti nella causazione del sinistro.
Propongono ricorso per cassazione Lauretta Recupido e Valentina
Porcu sulla base di due motivi. Risponde con controricorso la Generali
Italia s.p.a. (già Alleanza Toro s.p.a. e Toro Assicurazioni s.p.a.).
Risponde, altresì, con controricorso Alessandro Piddiu, il quale
propone ricorso incidentale fondato su un unico motivo. Rispondono,
infine, con controricorso Vincenzo Porcu, Diomira Pilloni, Filippo Porcu
e Consuelo Porcu, i quali propongono ricorso incidentale fondato su
un unico motivo. Le ricorrenti principali e il ricorrente incidentale
Alessandro Piddiu hanno depositato memoria.
RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Con il primo motivo del ricorso principale e con l’unico motivo
posto a fondamento dei due ricorsi incidentali viene censurata la
statuizione con cui la Corte di Appello ha accertato il difetto di
legittimazione passiva della Alleanza Toro s.p.a. (già Toro
Assicurazioni s.p.a.).
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Paolo SpaZiani est.

della paritetica responsabilità dei due guidatori nella causazione del

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N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

1.1. Al riguardo, la Corte territoriale – movendo dalla premessa in
diritto secondo cui, ai fini dell’applicabilità della disciplina
sull’assicurazione della responsabilità civile da guida dei veicoli, non
rileva la natura pubblica o privata dei diritti di proprietà sulle strade in
cui si svolge la circolazione ma è necessario che essa avvenga su

indeterminato di veicoli, dovendosi trattare di strade “di uso pubblico”
o di aree a queste equiparate, ai sensi degli artt. 1 I. n. 990/1969 e 2
d.lgs. n. 285/1992 – ha confermato la statuizione del giudice di primo
grado, sul rilievo che nella fattispecie il predetto presupposto doveva
ritenersi mancante, atteso che dalle relazioni peritali, dal rapporto dei
Carabinieri e dalle fotografie ad essi allegate era risultato che la
strada sulla quale si era verificato il sinistro, non asfaltata ed interna
ad un area boschiva di proprietà dell’Ente Foreste della Sardegna, era
interdetta ai mezzi non autorizzati tramite sbarre metalliche e
segnaletica verticale di divieto di transito, poste sia sul lato nord che
sul lato sud di accesso alla strada.
1.2.

Le ricorrenti principali sostengono che tale statuizione

sarebbe viziata sia sotto il profilo della violazione di legge (in
particolare per violazione degli artt. 2, 35 e ss. del codice della
strada, 1 I. n. 990/1969 e 2697 c.c.) sia sotto il profilo dell’omesso
esame di fatto decisivo e controverso. Deducono, al riguardo, che la
Corte territoriale avrebbe accertato l’esistenza della segnaletica
verticale di divieto di transito sulla base di un irragionevole
sillogismo, in considerazione del fatto che le fotografie dell’epoca
dell’incidente si riferivano soltanto all’accesso posto sul lato sud,
mentre sul lato nord era risultato presente unicamente il palo di
sostegno di un vecchio cartello stradale, di talché non era possibile

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Paolo paziani est.

strade o su aree aperte all’accesso e al transito di un numero

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Pres. Spirito
Est. Spaziani

affermare né che tale cartello riproducesse il segnale di divieto di
transito né che esso fosse presente sul posto all’epoca del sinistro.
1.3. I ricorrenti incidentali censurano la medesima statuizione

sotto il profilo della violazione di legge. Lamentano che essa sarebbe
viziata (per violazione degli artt. 2 e 37 del codice della strada,
nonché dell’art. 1 I. n. 990/1969) nella parte in cui ha ritenuto che

dell’applicazione della disciplina sull’assicurazione obbligatoria.
Deducono, richiamando un precedente di legittimità (Cass. n. 13393
del 2001), che, invece, in relazione alle strade pubbliche la predetta
disciplina troverebbe sempre applicazione, a prescindere dalla
presenza o meno di segnali volti a vietare la circolazione su di esse.
Affermano che, pertanto, avrebbe dovuto riconoscersi la
legittimazione passiva della Alleanza Toro s.p.a. (già Toro
assicurazioni), non essendo dubbia nel caso di specie la natura
pubblica della strada, quale strada interpoderale appartenente al
demanio pubblico. Sostengono infine che la statuizione della Corte
territoriale sarebbe viziata anche per avere ritenuto accertata la
condizione di totale interclusione della strada sebbene sul lato nord
fosse stata documentata soltanto la presenza del palo di sostegno di
un vecchio cartello dal contenuto ignoto e sebbene il perito incaricato
avesse individuato numerosi altri punti di accesso alla strada
medesima.
1.4. L’unico motivo posto a fondamento dei due ricorsi incidentali

è in parte infondato in parte inammissibile, mentre è inammissibile
quello (oggettivamente connesso con il precedente) individuato come
primo motivo del ricorso principale.
1.5.

L’unico motivo su cui si fondano i ricorsi incidentali è

infondato nella parte in cui, richiamando un precedente di legittimità
6
Paolo Spazifni est.

fosse irrilevante la natura pubblica o privata della strada ai fini

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Pres. Spirito
Est. Spaziani

rimasto isolato (Cass. 29/10/2001, n. 13393), ritiene errato in diritto
il

rilievo

della

Corte

territoriale

secondo

il

quale,

ai

fini

dell’applicazione della normativa in tema di assicurazione
obbligatoria, deve ritenersi irrilevante la natura pubblica o privata
della strada, assumendo piuttosto importanza la concreta apertura
della medesima all’accesso e al transito di un numero indeterminato

Tale rilievo è infatti pienamente conforme alla prevalsa
giurisprudenza di questa Corte la quale ha reiteratamente affermato,
per un verso, che ai fini della definizione di “strada”, è rilevante, ai
sensi dell’articolo 2, primo comma, del nuovo codice della strada, la
destinazione di una determinata superficie ad uso pubblico, e non la
titolarità pubblica o privata della proprietà, sicché è l’uso pubblico, e
non il titolo di proprietà, a giustificare, per evidenti ragioni di ordine e
sicurezza collettiva, la soggezione delle aree alle norme del codice
della strada (Cass. 25/06/2008, n. 17350; Cass. 10/09/2003, n.
13217); per altro verso, che, ai sensi dell’art.1 della legge n.990 del
1969, in tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile
derivante dalla circolazione di veicoli a motore e natanti, le relative
norme sono applicabili allorché i veicoli siano in circolazione su strade
o aree ad uso pubblico oppure a queste equiparate, per tali
intendendosi quelle aree che, ancorché di proprietà privata, sono
accessibili ad una molteplicità indifferenziata di persone
(Cass.21/12/2005, n. 17350).
1.6. Il motivo in esame è invece inammissibile nella parte in cui
contesta l’accertamento di merito operato dalla Corte territoriale in
ordine alla totale interdizione della strada al pubblico transito
all’epoca del sinistro.

7
Paolo Sda2iani est.

di veicoli.

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

Identico giudizio di inammissibilità deve essere formulato in
relazione al primo motivo del ricorso principale.
Ambedue le doglianze, infatti, ad onta della loro formale
intestazione, attengono a profili di fatto e chiedono una rivalutazione
delle risultanze istruttorie al fine di suscitare dalla Corte di legittimità

motivatamente formulato dalla Corte di Appello.
Quest’ultima, come si è veduto, ha fondato il proprio
convincimento sulle risultanze della documentazione fotografica in
atti, nonché sulla descrizione dei luoghi effettuata dai periti e su
quella risultante dal rapporto dei Carabinieri, che avevano evidenziato
la presenza di sbarre metalliche e di segnaletica verticale di divieto di
transito.
La Corte ha poi tenuto nella debita considerazione sia la
circostanza che le fotografie risalenti all’epoca dell’incidente si
riferivano al solo accesso posto sul lato sud (e non anche a quello
posto sul lato nord) della strada, sia la circostanza che il consulente
tecnico aveva individuato ulteriori ingressi alla stessa.
La Corte ha peraltro reputato che tali circostanze non fossero tali
da inficiare l’accertamento della totale interdizione della strada ai
mezzi non autorizzati: sia perché dalle altre risultanze istruttorie
(informazioni assunte dai responsabili dell’ente proprietario; presenza

in loco di un vecchio piantone del precedente cartello di divieto di
accesso) poteva desumersi la sussistenza della medesima segnaletica
anche in corrispondenza dell’accesso posto sul lato nord al momento
della verificazione del sinistro; sia perché gli ulteriori ingressi
esaminati dal consulente tecnico d’ufficio, quando non si erano rivelati
degli strettissimi percorsi inaccessibili al traffico veicolare, erano
risultati anche essi esplicitamente vietati al predetto transito.
8
Paolo Saiiani est.
(\

un nuovo giudizio di merito in contrapposizione a quello

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

Nel contrapporre ai rilievi della Corte territoriale il diverso
apprezzamento secondo il quale, per un verso, la riscontrata
presenza, in corrispondenza dell’accesso posto sul lato nord, del
piantone di un vecchio segnale stradale non sarebbe stata sufficiente
per ritenere provata l’effettiva sussistenza del segnale di divieto di
transito, mentre, per altro verso, la rilevata esistenza degli ulteriori

della strada all’accesso dei non autorizzati, i ricorrenti omettono di
considerare che la valutazione delle prove è attività riservata al
giudice del merito cui compete anche la scelta, tra le prove stesse, di
quelle ritenute più idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad esse
sottesi (Cass. 13/06/2014, n. 13485; Cass.15/07/2009, n. 16499).
La predetta valutazione e l’accertamento di merito che ne è
conseguito non possono dunque essere rimessi in discussione in sede
di legittimità, con conseguente inammissibilità delle inerenti censure
formulate con i motivi di ricorso per cassazione in esame.
2. Con il secondo motivo del ricorso principale viene censurato
l’omesso accertamento, da parte della Corte territoriale, del concorso
del fatto colposo dei trasportati nella determinazione del danno da
loro stessi subìto.
2.1. La Corte territoriale ha parzialmente accolto le domande
risarcitorie proposte dalle eredi di Samuele Porcu nei confronti di
Gabriele Pisu e quella riconvenzionale proposta da quest’ultimo nei
confronti delle prime, nonché le domande formulate dagli interventori
principali (Gianluca Lecca e Alessandro Piddiu) nei confronti delle
attrici e del convenuto e dagli interventori litisconsortili (Vincenzo
Porcu, Diomira Pilloni, Filippo Porcu e Consuelo Porcu) nei confronti di
Gabriele Pisu, dopo avere accertato la paritetica responsabilità dei
due conducenti nella causazione del sinistro.
9
Paolo Spaziani est.

accessi avrebbe dovuto indurre dei dubbi circa l’effettiva interdizione

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Pres. Spirito
Est. Spaziani

2.2.

Le ricorrenti principali sostengono che tale statuizione

sarebbe viziata sotto il profilo della violazione di legge (in particolare
per violazione dell’art. 1227, primo comma, c.c.) per avere omesso di
tenere conto, nella liquidazione del danno a Gianluca Lecca ed
Alessandro Piddiu, del loro concorrente fatto colposo. Deducono che
essi – salendo a bordo di veicoli monoposto e privi di copertura

demaniale interdetta ai mezzi non autorizzati; ed omettendo, per
quanto concerne Alessandro Piddiu, di indossare il casco protettivo si sarebbero volontariamente esposti ad un rischio superiore alla
norma, in violazione di norme giuridiche e delle regole di normale
prudenza, tenendo una condotta che si sarebbe inserita come
antecedente necessario nel processo causale produttivo del
pregiudizio da loro subìto. Asseriscono, pertanto, che di tale condotta
colposa la Corte di merito avrebbe dovuto tenere conto, provvedendo
alla proporzionale riduzione del risarcimento loro spettante.
2.3. Il motivo è inammissibile.
Le ricorrenti non avevano dedotto il concorso di colpa dei
trasportati tra i motivi di appello, dopo essere state condannate in
primo grado a risarcire loro il danno, ma si erano limitate ad
impugnare la statuizione con cui il tribunale aveva dichiarato il difetto
di legittimazione passiva della compagnia assicurativa e quella con cui
aveva accertato la paritetica responsabilità dei due conducenti nella
causazione del sinistro.
La questione non può dunque essere introdotta per la prima volta
in sede di legittimità: infatti, sebbene l’accertamento del concorso di
colpa del danneggiato non presupponga l’eccezione di parte, tuttavia
anche la rilevabilità d’ufficio è inibita dalla maturazione del giudicato

10
Paolo Spazi est.

assicurativa; accettando di transitare su una strada sterrata

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

interno sulla responsabilità esclusiva del danneggiante (Cass.
15/10/2013, n. 23372).
3. in definitiva, il ricorso principale va dichiarato inammissibile
mentre i ricorsi incidentali vanno rigettati.
4.

Le spese del giudizio di legittimità relative ai rapporti

processuali vertenti tra le ricorrenti principali e i ricorrenti incidentali

rapporti processuali vertenti tra i ricorrenti (principali e incidentali) e
la controricorrente Generali Italia s.p.a. seguono la soccombenza e
vengono liquidate come da dispositivo. Nella liquidazione si tiene
conto della circostanza che, sebbene i ricorsi siano in numero di tre
(uno principale e due incidentali), la Generali Italia s.p.a. ha resistito
con due controricorsi, l’uno diretto a contrastare il ricorso principale,
l’altro diretto a contrastare i ricorsi incidentali.
5. Ai sensi dell’art. 13 comma

1-quater del d.P.R. n. 115 del

2002, si deve dare atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte delle ricorrenti principali

ricorrenti)

Oncid_entalil dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
/
quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1-bis del citato art.
13.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale e rigetta i
ricorsi incidentali.
Condanna i ricorrenti principali e incidentali al pagamento, in
favore della controricorrente Generali Italia s.p.a., delle spese del
giudizio di legittimità, che liquida, per il rapporto processuale
intercorso tra la le ricorrenti principali e la Generali Italia s.p.a., in
Euro 8.000 e, per il rapporto processuale intercorso tra quest’ultima e
i ricorrenti incidentali, in Euro 8.000, oltre, per ciascun rapporto, alle
11
,
Paolo Spakiani est.

devono essere interamente compensate tra le parti. Quelle dei

A.C. 09.11.2017
N. R.G. 03572/2016
Pres. Spirito
Est. Spaziani

spese forfetarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in
Euro 200,00 ed agli accessori di legge. Compensa le spese dei
rapporti processuali vertenti tra le ricorrenti principali e i ricorrenti
incidentali.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17, della I. n. 228 del 2012, dà atto della

ricorrenti principaIie dei ricorrenti

dell’ulteriore importo a/ .-; ,

titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a
norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso nella Camera di consiglio della Terza Sezione Civile il
9 novembre 2017.

sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte delle/

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