Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12666 del 12/05/2021

Cassazione civile sez. I, 12/05/2021, (ud. 09/03/2021, dep. 12/05/2021), n.12666

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 21635/2016 proposto da:

Q.D., rappresentato e difeso, disgiuntamente, giusta

delega in calce al ricorso per cassazione, dagli Avv.ti Elena Maria

Ambrosetti, Cristina Buffoli, e Ilaria Romagnoli, ed elettivamente

domiciliato presso lo studio di quest’ultima in Roma, via Livio

Andronico, n. 24.

– ricorrente –

contro

Società di Progetto Brebemi s.p.a., nella persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv. Alberto

Salvadori, giusta delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

e nei confronti di:

Consorzio BBM;

C.A.L. s.p.a. – Concessioni Autostrade Lombarde;

– intimati –

avverso l’ordinanza della Corte di appello di Brescia n. 1985/2016,

depositata il 16 giugno 2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

9/03/2021 dal consigliere Dott. Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Con l’ordinanza impugnata, la Corte d’appello di Brescia ha determinato il credito di Q.D. verso la società BREBEMI per l’indennità di espropriazione in Euro 251.920,00 e per indennità di occupazione d’urgenza D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 22 in Euro 114.001,80, nonchè per l’indennità di occupazione temporanea D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 49 in Euro 21.150,00, ordinandone il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti.

2. I giudici di secondo grado, per quanto rileva in questa sede, ovvero la determinazione del valore venale dei terreni espropriati, ivi compreso la perdita di valori dei terreni relitti, e la durata del periodo dell’occupazione espropriativa, hanno affermato che:

-non era condivisibile la valutazione unitaria del CTU pari ad Euro 20/mq perchè, per diretta conoscenza del Collegio, non corrispondeva a nessun parametro esistente nella Provincia di Brescia per terreni di analoghe caratteristiche ed ubicazione, nè poteva essere recepito ove esso si rapportava a caratterizzazioni dell’azienda agricola che a detti terreni si riferiva, trattandosi di un aspetto estraneo alla tematica, con la conseguenza che, applicando i valori medi, sempre ricavabili dalla diretta conoscenza tratta dalla Corte dalla trattazione di analoghe controversie, si reputava congruo fissare come valore di riferimento quello di Euro 12/mq, con una indennità di espropriazione pari ad Euro 124.860,00;

l’indennità di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 33 tenuto conto delle risultanze della CTU, andava calcolata in conseguenza della rideterminazione dell’indennità di espropriazione, ferma la quantificazione nel 20% della perdita di valore dei terreni relitti, in Euro 126.060,00;

– quanto all’indennità di occupazione d’urgenza temporanea ex art. 22 non aveva pregio pretendere di estendere il periodo di riferimento oltre il termine quinquennale dalla dichiarazione di pubblica utilità, mancando la prova della asserita proroga e il ricalcolo andava effettuato in conseguenza della rideterminazione del dato di riferimento, così come analogo intervento doveva riguardare l’indennità per occupazione temporanea ex art. 49, per un ammontare di Euro 114.001,80 e di Euro 21.150,00.

3. Q.D. ha impugnato l’ordinanza della Corte d’appello di Brescia con ricorso per cassazione affidato a sei motivi di censura.

4. La Società di Progetto BREBEMI ha resistito con controricorso.

5. Il Consorzio BBM e la C.A.L. s.p.a. – Concessioni Autostrade Lombarde non hanno svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con il primo motivo il ricorrente lamenta la nullità dell’ordinanza per violazione dell’art. 112 c.p.c., art. 132 c.p.c., n. 4, art. 134 c.p.c., n. 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per omessa motivazione in punto di quantificazione del valore oggetto di espropriazione, essendo stata la determinazione dell’indennità rimessa esclusivamente alla affermazione di una conoscenza in tal senso da parte dell’organo giudicante, che, in quanto apodittica, rendeva la motivazione del tutto apparente, non avendo nemmeno tenuto conto dell’art. 40, comma 1 T.U. Espropri e dell’indennità a lui spettante quale imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi dell’art. 40, comma 4 T.U. citato.

2. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e art. 40 T.U. Espropri, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sulla valutazione del terreno agricolo difforme da quella eseguita dal CTU, tenuto conto anche delle ulteriori circostanze dedotte e provate con la perizia e il documento allegato del CTP architetto B..

3. Con il terzo motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 40, commi 1 e 4 T.U. Espropri, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in merito alla valutazione del terreno agricolo operata in ragione dei valori medi ricavati dalla diretta conoscenza che la Corte traeva dalla trattazione di analoghe controversie e sul mancato riconoscimento dell’indennità aggiuntiva spettante per la sua qualifica di imprenditore agricolo, mai contestata e documentalmente provata con certificazione INPS e Camera di Commercio.

4. Con il quarto motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 40, comma 4 T.U. Espropri, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, sulla valutazione dell’indennità dovuta, per omessa ricorrente considerazione della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale, che avrebbe portato ad una determinazione dell’indennità pari ad Euro 19,70 al mq, considerato il valore da sommare pari ad Euro 7,70 al mq, sostanzialmente conforme alle determinazioni del CTU (20 Euro al mq) e del CTP (21,23 Euro al mq).

5. Con il quinto motivo il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sulla mancata liquidazione delle indennità di occupazione anche successivamente al termine quinquennale in virtù dell’intervenuta proroga, perchè la Corte non aveva considerato che la prova dell’avvenuta proroga era stata data con la produzione dell’avviso della società di Progetto Brebemi pubblicato su Repubblica del (OMISSIS), in forza dell’avvenuta proroga dei termini di emissione del decreto di esproprio al 21 luglio 2016 per la legittimità del protrarsi dell’occupazione oltre la data indicata dal CTU al 20 luglio 2014, prodotto all’udienza del 20 aprile 2016 sub doc. 20 e 21 (qui doc. C7).

6. Con il sesto motivo il ricorrente lamenta la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 per omesso esame del fatto decisivo costituito dalla proroga del termine quinquennale di emissione del decreto di esproprio.

7. Con atto depositato in data 8 febbraio 2021, il ricorrente, ha dichiarato di rinunciare al ricorso per cassazione, con compensazione delle spese del giudizio, essendo intervenuta tra le parti una transazione.

8. La rinuncia è formalmente perfetta, in quanto sottoscritta dai procuratori del ricorrente e da quest’ultimo, ed è stata accettata, con la sottoscrizione del procuratore della società controricorrente.

Consegue l’estinzione del processo di cassazione per rinuncia al ricorso (art. 391 c.p.c., comma 1), senza nessun provvedimento sulle spese, atteso che l’adesione alla rinuncia preclude alla Corte la possibilità di compensare le spese di lite.

La declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (Cass., 12 ottobre 2018, n. 25485).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il processo di cassazione per rinuncia al ricorso; nulla per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 9 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 maggio 2021

 

 

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