Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12630 del 17/06/2016


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Cassazione civile sez. II, 17/06/2016, (ud. 21/04/2016, dep. 17/06/2016), n.12630

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. MANNA Felice – Consigliere –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 28822-2011 proposto da:

C.N.A., (OMISSIS), elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la Cancelleria della CORTE

DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato SILVANO NOBILI;

– ricorrente –

contro

RELAIS DEI NORMANNI S.r.l., p.iva (OMISSIS), in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VICOLO ORBITELLI 31, presso lo studio dell’avvocato MICHELE

CLEMENTE, rappresentata e difesa dall’avvocato GAETANO PRENCIPE;

– controricorrente –

e contro

MARITALIA S.r.l. in persona del legale rappresentante pro tempore,

SAVIPA S.r.l. in persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimati –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di FOGGIA nel procedimento R.G. n.

125/11 V.G., Cron. 153/11 Rep. 1381/11 SIC.V.G. depositata il

12/07/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/04/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO;

udito l’Avvocato MICHELE CLEMENTE, con delega dell’Avvocato

GAETANO PRENCIPE difensore della controricorrente, che ha chiesto

il rigetto del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI Francesca, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – La società Relais dei Normanni s.r.l. propose opposizione, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 170 avverso il decreto del 22.12.2010 col quale il Tribunale di Foggia determinò il compenso dovuto a C.N.A. – ingegnere nominato C.T.U. nel procedimento per accertamento tecnico preventivo promosso dalla detta società nei confronti delle società Maritalia s.r.l. e SAVIPA s.r.l. – liquidandolo in Euro 12.132,05.

2. – Il giudice designato del medesimo Tribunale, con ordinanza del 12.7.2011, accolse l’opposizione e ridusse il compenso ad Euro 666,66, oltre agli accessori di legge. Osservò il giudice dell’opposizione che il giudice della causa, nel liquidare il compenso variabile calcolato a percentuale per scaglioni ai sensi del D.M. 30 maggio 2002, art. 11 aveva erroneamente preso in considerazione – come base di calcolo – il valore dell’intero plesso immobiliare oggetto di accertamento tecnico (costituito da una struttura alberghiera), mentre avrebbe dovuto considerare l’entità dei vizi dell’immobile oggetto di accertamento.

3. – Per la cassazione di tale ordinanza ricorre C.N. A., sulla base di un unico motivo.

Resiste con controricorso la società Relais dei Normanni s.r.l.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Con l’unico motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 1-11 delle tabelle allegate al D.P.R. n. 352 del 1988 (e successive modificazioni e integrazioni di cui al D.M. 30 maggio 2002) e del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 52 nonchè il vizio di motivazione della sentenza impugnata; si deduce, in particolare, che il giudice dell’opposizione avrebbe errato a prendere in considerazione i costi delle opere necessarie per eliminare i vizi della costruzione accertati, essendo tenuto invece, a tenore del D.M. 30 maggio 2002, art. 11 a considerare il valore della costruzione oggetto di accertamento tecnico.

2. – La censura non è fondata.

Va premesso che al C.T.U. venne conferito l’incarico di accertare “l’esistenza e l’entità dei vizi evidenziati nel ricorso e nell’allegata perizia tecnica a firma dell’arch. Ci.An., la causa degli stessi vizi e le opere necessarie per rimuoverli e i relativi costi”.

Va ancora premesso che l’art. 1 delle tabelle allegate al D.M. 30 maggio 2002 stabilisce che “Per la determinazione degli onorari a percentuale si ha riguardo (…) per la consulenza tecnica al valore della controversia”.

Nella specie, il Tribunale – considerato che l’incarico di consulenza fu conferito nell’ambito di un procedimento di istruzione preventiva che, in quanto tale, precede la proposizione della domanda giudiziale – ha ritenuto che il valore della controversia corrispondesse all’entità dei vizi oggetto dell’accertamento ed ha quantificato tale valore in relazione ai costi di ripristino necessari per eliminarli; sulla base del valore così individuato, ha calcolato poi il compenso sulla base delle percentuali previste dall’art. 11 delle dette tabelle.

A fronte di tale iter logico-giuridico del provvedimento impugnato, non sussistono le denunciate violazioni di legge nè il dedotto vizio della motivazione, dovendosi ritenere che il giudice di merito ha correttamente posto il valore della causa a base del calcolo dell’onorario compiuto ai sensi dell’art. 11 delle tabelle allegate al D.M. 30 maggio 2002.

3. – Il ricorso deve pertanto essere rigettato, con conseguente condanna della parte ricorrente, risultata soccombente, al pagamento delle spese processuali, liquidate come in dispositivo.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali, che liquida in Euro 2.200,00 (duemiladuecento), di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 21 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 17 giugno 2016

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