Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12628 del 23/05/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 12628 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: FERNANDES GIULIO

O RD INAN Z A
sul ricorso 4531-2016 proposto da:
TOPA GIUSEPPE, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e
difeso dall’avvocato ARCANGELO ZAMPELLA.;
– ricorrente contro

[NTS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
;- OCIALE S0078750587, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE
BECCARLA 29, presso- la sede- dell’AVVOCATURA- dell’Istituto —
medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati MAURO RICCI,
El\L\NUELA CAPANNOLO, CLEMENTINA PULLI;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 23/05/2018

avverso la sentenza n. 858/2015 della CORTE D’APPELLO di
NAPOLI, depositata il 06/02/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 21/02/2018 dal Consigliere Dott. GIULIO
FERNANDES.

RILEVATO’

in riforma della decisione del primo giudice, dichiarava inammissibile la
domanda proposta da Giuseppe Topa nei confronti dell’INPS ed intesa
al riconoscimento del suo diritto all’assegno ordinario di invalidità
essendo stato il ricorso introduttivo del giudizio depositato nel
novembre 2006 oltre il termine di decadenza di cui all’art. 47 del d.P.R.
30 aprile 1970, n. 639 decorrente dal 18 luglio 2001, data della
presentazione della domanda amministrativa;

che per la cassazione di tale decisione propone ricorso il Topa
affidato ad un unico motivo cui resiste l’INPS con controricorso;

che è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380bis cod. proc. civ., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al
decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
che il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata;

CONSIDERATO
che con l’unico motivo di ricorso si deduce violazione ovvero omessa
/o

insufficiente motivazione in relazione all’art. 47 del d.P.R. ti.

639/1970 ( ex art. 360, primo comma, un. 3 e 5, cod. proc. civ.) per

avere- la Corte territoriale, con- motivazione del tutto insufficiente e
contraddittoria, individuato il dies a quo del termine di decorrenza di cui
al menzionato art. 47 rispetto ad una domanda amministrativa del 18
luglio 2001 e non dalla formazione del silenzio rigetto sul ricorso
gerarchico al Comitato Provinciale dell’INPS proposto il 6 febbraio
Ric. 2016 n. 04531 sez. ML – ud. 21-02-2018
-2-

che, con sentenza del 6 febbraio 2015, la Corte di Appello di Napoli,

termine per proporre ricorso in sede giurisdizionale, contenuta nel
provvedimento di rigetto del.. ricorso amministrativo, non è idonea ad
incidere sul decorso dei termini di decadenza c121razione giudiziaria per
il conseguimento di prestazioni previdenziali, di cui all’art. 47 del
d.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, trattandosi • di termini stabiliti da
disposizioni di ordine pubblico, indisponibili dalle parti. (In

decadenza della domanda giudiziale per il riconoscimento
dell’indennità di disoccupazione, proposta dopo un anno dal rigetto
amministrativo, anche se la parte aveva formato il proprio
convincimento • sulla base dell’erronea indicazione nel provvedimento
dell’INPS di un termine quinquennale per adire l’autorità giudiziaria)
(Cass. n. 10376 del 20/05/2015 vedi anche Cass.

n. 3990 del

29/02/2016, tra le varie);
che l’impugnata sentenza ha fatto corretta applicazione di detti

consolidati principi;
che, alla luce di quanto esposto, in adesione alla proposta del

relatore, il ricorso va rigettato;
che le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e sono

liquidate in favore dell’INPS nella misura di cui al dispositivo;
che sussistono i presupposti per il versamento, da parte del

;-icorrente,

dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato,

previsto dall’art. 13, comma I quater, del d.P.R. 30 maggio, introdotto

dall’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di
stabilità 2013) trovando tale disposizione applicazione ai procedimenti
iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame
(Cass. n. 22035 del 17/10/2014; Cass. n. 10306 del 13 maggio 2014 e
numerose successive conformi);

P.Q.M.
Ric. 2016 n. 04531 sez. ML – ud. 21-02-2018
-4-

applicazione dell’anzidetto principio, questa S.C. ha dichiarato la

La Corte, rigetta-il ricorso e condanna il ricorrente alle spese del
presente giudizio liquidate in curo 200,00 per esborsi, euro 1.500,00 per
compensi professionali, oltre rimborso spese_ forfetario nella misura del
15%.
,U sensi dell’art. 13, co. 1 quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto del
sussistenza dei presupposti per il’ versamento, da parte del ricorrente

dovuto per il ricorso a norma del comma I bL dello stesso art. 13.
Così deciso in Ròrna,.il 21 febbraio 2018
Il Presidente
Dott. Adriana Doronzo

Accette,

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dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello

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