Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12628 del 12/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 12/05/2021, (ud. 20/01/2021, dep. 12/05/2021), n.12628

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. COSENTINO Antonello – Presidente –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30228-2019 proposto da:

M.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA L. V.

BERTARELLI, 29, presso lo studio dell’avvocato ORNELLA D’AMATO, che

lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA

CAVOUR, presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE,

rappresentato e difeso dall’avvocato CESARE GALLINELLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4309/2019 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 26/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 20/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. Elisa

Picaroni.

 

Fatto

RITENUTO

che M.B. ricorre per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma n. 4309 del 2019, pubblicata il 26 giugno 2019 e notificata a mezzo PEC il 24 settembre 2019, che ha accolto l’appello proposto dal medesimo M.B. avverso la sentenza del Tribunale di Velletri n. 282 del 2014, e nei confronti di M.G., limitatamente alla statuizione sulle spese di lite;

che il ricorrente censura la decisione sulla base di tre motivi, ai quali resiste l’intimato M.G. con controricorso;

che il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., di manifesta fondatezza del terzo motivo di ricorso ed inammissibilità dei primi due motivi.

Diritto

CONSIDERATO

che il Collegio rileva in via preliminare l’improcedibilità il ricorso perchè non risulta depositata, ai sensi dell’art. 369 c.p.c., n. 2, la documentazione attestante l’avvenuta notificazione della sentenza impugnata;

che secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte (ex plurimis, Cass. Sez. U 16/04/2009, n. 9005), la previsione contenuta nell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, – dell’onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui alla stessa norma, comma 1, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta – è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione e a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale, della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l’osservanza del cosiddetto termine breve;

che, pertanto, nell’ipotesi in cui la parte ricorrente espressamente abbia allegato l’avvenuta notificazione della sentenza impugnata, limitandosi a produrre una copia autentica della stessa senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile, salvo che risulti essere stato notificato entro 60 giorni dal deposito della sentenza oggetto di impugnazione, ciò che esclude in radice la formazione del giudicato (Cass. 10/07/2013, n. 17066);

che nella fattispecie in esame, il ricorrente ha allegato l’avvenuta notificazione della sentenza d’appello a mezzo PEC in data 24 settembre 2019, senza depositare la relativa documentazione nel termine fissato dall’art. 369 c.p.c., comma 1, ed il ricorso risulta spedito per la notifica in data 10 ottobre 2019, vale a dire oltre 60 giorni dalla data di pubblicazione della sentenza, avvenuta il 26 giugno 2019;

che non risultando acquisita aliunde la documentazione attestante la notifica della sentenza impugnata, neppure può farsi applicazione dei principi enucleati nella sentenza delle Sezioni Unite n. 10648 del 2017;

che nemmeno si attagliano alla fattispecie i principi enunciati nella sentenza delle Sezioni Unite n. 8312 del 2019, la quale si occupa della attestazione di conformità della L. n. 53 del 1994, ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter, della copia della relata della notificazione telematica della decisione impugnata – e del corrispondente messaggio PEC con annesse ricevute – che risulti, comunque, depositata;

che alla declaratoria di improcedibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente alle spese del presente giudizio, nella misura indicata in dispositivo;

che sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dichiara la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello richiesto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 20 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 maggio 2021

 

 

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