Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12621 del 19/05/2017

Cassazione civile, sez. trib., 19/05/2017, (ud. 28/10/2016, dep.19/05/2017),  n. 12621

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 27371-2011 proposto da:

V.M.N., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A.

FARNESE 7, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO BERLIRI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALESSANDRO COGLIATI

DEZZA giusta delega a margine;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 105/2010 della COMM. TRIB. REG. dell’Emilia

Romagna, depositata il 13/10/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

28/10/2016 dal Consigliere Dott. GRECO ANTONIO;

udito per il ricorrente l’Avvocato BERLIRI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il resistente l’avvocato PISANA che ha chiesto il rinvio in

attesa deposito fascicolo d’ufficio;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO FEDERICO che ha concluso per il rinvio in attesa

produzione atti, in subordine accoglimento del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

M.N.V., dottore commercialista, propone ricorso per cassazione con un motivo, illustrato con successiva memoria, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna che ne ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso introduttivo – proposto avverso la cartella di pagamento recante iscrizione a ruolo, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, dell’IRAP per l’anno 2002 – per non essere stato sottoscritto dalla parte, come previsto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 18, commi 3 e 4, l’originale dell’atto introduttivo notificato all’amministrazione finanziaria.

Il giudice d’appello ha rilevato infatti che nel caso di specie il contribuente “ha utilizzato per la notifica il servizio postale ed in questo modo ha notificato l’originale dell’atto mantenendone per sè una copia che poi ha depositato munita della dichiarazione di conformità all’originale: ma è proprio l’originale dell’atto che manca della sottoscrizione del suo autore (in questo caso, parte abilitata alla difesa tecnica)”.

L’Agenzia delle entrate ha depositato atto di costituzione ai soli fini della partecipazione all’udienza di discussione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo del ricorso il contribuente, denunciando la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 18, premesso che la copia del ricorso depositata presso la Commissione provinciale, pacificamente conforme a quella notificata all’ufficio, risultava debitamente sottoscritta dal contribuente, abilitato alla difesa tecnica, assume che l’errore compiuto non avrebbe potuto costituire causa di inammissibilità, ma piuttosto una mera irregolarità.

In via di riproposizione, in caso di accoglimento del detto motivo, insiste per la conferma della sentenza di primo grado, di accoglimento nel merito del ricorso.

Il motivo è fondato, alla luce del principio, ripetutamente affermato da questa Corte, secondo cui “la mancata sottoscrizione della copia del ricorso consegnata o spedita per posta all’Amministrazione finanziaria ne comporta la mera irregolarità se l’originale, depositato nella segreteria della commissione tributaria, risulta sottoscritto, e non l’inammissibilità di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 18, comma 4, e art. 22, comma 2, che non si applicano qualora un esemplare dell’atto rechi la firma autografa dell’autore, poichè il resistente è comunque in grado di verificare la sussistenza della sottoscrizione sull’originale prima della propria costituzione, il cui termine scade successivamente a quello stabilito per la costituzione del ricorrente” (Cass. n. 24461 del 2014).

Si è invero chiarito come “ai fini dell’applicazione della sanzione di inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio dinanzi alle commissioni tributarie, di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 18, comma 4, e art. 22, comma 2, l’omessa sottoscrizione dell’atto deve essere intesa in senso restrittivo, ossia come mancanza radicale del requisito imposto dalla legge, la quale non ricorre allorchè sia priva della firma solo la copia dell’atto, notificata all’ufficio finanziario, purchè l’originale del ricorso sia stato sottoscritto e depositato nella segreteria della commissione tributaria, mentre una copia priva di sottoscrizione sia stata dal contribuente, come nella specie, consegnata all’ufficio, quanto a quest’ultima rilevando solo la conformità all’originale” (Cass. n. 10282 del 2013).

Il ricorso deve essere pertanto accolto, la sentenza deve essere cassata, e la causa rinviata, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna in differente composizione.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna in differente composizione.

Così deciso in Roma, il 28 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 maggio 2017

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