Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1257 del 18/01/2017

Cassazione civile, sez. VI, 18/01/2017, (ud. 12/10/2016, dep.18/01/2017),  n. 1257

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

A.S., domiciliato in Roma, Presso la cancelleria della Corte

di Cassazione, rappresentato e difeso per procura speciale a margine

del ricorso, dall’avv. Maurizio Miranda che dichiara voler ricevere

le comunicazioni relative al processo alla pec.

Avv.miranda-pec.anconalex.it e al fax n. 071/53021;

– ricorrente –

nei confronti di:

R.A., domiciliata in Roma, presso la Cancelleria

della Corte di Cassazione, rappresentata e difesa, giusta delega in

calce al controricorso, dall’avv. Flavio Belelli che dichiara di

voler ricevere le comunicazioni relative al processo alla p.e.c.

flavio.belelli-pec-ordineavvocatiancona.it e al fax n. 071/204106;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 460/15 della Corte di appello di Ancona,

emessa il 28 gennaio 2015 e depositata il 26 marzo 2015, n. R.G.

878/2014;

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che in data 22 agosto 2016 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui si riporta:

Rilevato che

1. Il Tribunale di Pesaro, con sentenza n. 175/2014, ha dichiarato la separazione personale del coniugi R.A. e A.S. con addebito della separazione a carico della R.. Ha assegnato la casa familiare all’ A. cui ha imposto l’obbligo di provvedere all’integrale mantenimento dei due figli maggiorenni con lui conviventi e non ancora autosufficienti economicamente.

2. Ha proposto appello A.S. contestando la decisione relativa all’imposizione dell’integrale mantenimento dei figli.

3. Ha proposto appello incidentale R.A. chiedendo la revoca della pronuncia di addebito e l’imposizione a carico dell’ A. di un assegno di mantenimento in suo favore.

4. La Corte di appello di Ancona ha respinto entrambi i ricorsi rilevando che l’ A. si era, nel corso del giudizio, dichiarato disposto ad assumere in via esclusiva l’onere del mantenimento dei figli in caso di fissazione della loro residenza presso il padre. Ha inoltre ritenuto che la prova della relazione extra coniugale della R., intercorsa precedentemente alla separazione, fosse decisiva ai fini della dichiarazione di addebito.

5. Ricorre per cassazione A.S. che si affida a due motivi di impugnazione: a) violazione e falsa Applicazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3 in relazione all’art. 112 c.p.c., violazione e falsa applicazione dell’art. 189 c.p.c. e dell’art. 147 c.c.; b) violazione e falsa applicazione dell’art. 345 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 con i quali rileva di aver assunto nelle proprie conclusioni una posizione contraria all’esonero della R. dall’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli e ciò anche in considerazione della scoperta nel corso del giudizio dello svolgimento da parte della R. di attività lavorativa retribuita.

6. R.A. si difende con controricorso e propone ricorso incidentale con il quale contesta la dichiarazione di addebito, e la esclusione del suo diritto a un assegno di mantenimento, per non avere la Corte di appello valutato la reale incidenza causale di tale relazione sulla crisi matrimoniale e per non aver tenuto conto del suo apporto di lavoro domestico e non retribuito presso il negozio di oreficeria del marito.

Ritenuto che:

1. Il ricorso principale è fondato. La decisione della Corte di appello sull’obbligo di provvedere in via esclusiva al mantenimento dei figli è basata unicamente sulla dichiarazione dell’ A. che non risulta corrispondere al tenore delle sue conclusioni e prescinde completamente dalla considerazione delle capacità economiche dei due coniugi e degli altri elementi rilevanti ai fini della determinazione dei rispettivi obblighi nei confronti del figli.

2. E’ fondato anche il ricorso incidentale perchè la Corte di appello non svolge alcuna valutazione sulle ragioni della crisi del matrimonio nonostante le deduzioni difensive della R. e lo svolgimento di una CTU che ha avuto per oggetto la crisi familiare e il rapporto con i figli.

3. Sussistono pertanto i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per l’accoglimento di entrambi i ricorsi.

La Corte, letta la memoria difensiva della R., che non apporta sostanziali argomenti da valutare oltre quelli già contenuti nel controricorso e ricorso incidentale, condivide la relazione sopra riportata e pertanto ritiene che entrambi i ricorsi debbano essere accolti con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla Corte di appello di Ancona anche per le spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso principale e quello incidentale. Cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di appello di Ancona che, in diversa composizione, deciderà anche sulle spese del giudizio di cassazione. Dispone che in caso di diffusione del presente provvedimento siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 18 gennaio 2017

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