Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12559 del 17/06/2016

Cassazione civile sez. trib., 17/06/2016, (ud. 20/04/2016, dep. 17/06/2016), n.12559

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – rel. Consigliere –

Dott. SABATO Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 30062/2010 proposto da:

B.G. DI G.B. & C. SNC nq di socio Amm.re e

legale rappresentante pro tempore, B.G. in proprio,

elettivamente domiciliati in ROMA VIA ILDEBRANDO GOIRAN 23, presso

lo studio dell’avvocato MAURO FALZETTI, rappresentati e difesi

dall’avvocato LEONARDO RICCI giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO DI VITERBO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 45/2010 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 27/04/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/04/2016 dal Consigliere Dott. MARINA MELONI;

udito per il ricorrente l’Avvocato RICCI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GIACALONE Giovanni, che ha concluso per l’accoglimento per quanto di

ragione del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Camera di Commercio Industria ed Artigianato di Viterbo emise una cartella di pagamento nei confronti di G.B. in proprio e nella qualità di amministratore delegato della G.B. snc per l’importo di Euro 43,50 relativa a sanzioni ed interessi per tardivo versamento del diritto annuale dovuto per l’iscrizione nel registro delle imprese dell’anno 2002.

Avverso la suddetta cartella propose ricorso il contribuente davanti alla Commissione tributaria provinciale di Viterbo la quale respinse il ricorso con sentenza successivamente appellata dal B. davanti alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che dichiarava inammissibile il ricorso in appello.

Avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione B.G. con due motivi e la Camera di Commercio industria ed Artigianato di Viterbo non ha spiegato difese. Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto erroneamente il giudice di secondo grado ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello per mancata menzione dell’ente avverso il quale l’atto di appello era stato proposto.

Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in quanto il giudice di appello non si è pronunciato sull’illegittimità della pretesa sanzionatoria per l’insussistenza dei presupposti. Ciò in quanto la sanzione di Euro 32,80 scaturiva dall’omesso versamento di Euro 1,31 dovuto ad un errore informatico e per somma di minima entità, sanzione comminata senza previo bonario avviso.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto in relazione al primo motivo.

Infatti è vero che la mancata menzione dell’ente avverso il quale era stato proposto appello rende il ricorso inammissibile D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ex art. 53.

Tuttavia analogamente a quanto affermato da sez. 5, Sentenza n. 1224 del 19/01/2007 sulla indicazione dei motivi specifici dell’impugnazione richiesta del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53, occorre chiarire che la norma non impone rigidi formalisti sicchè l’indicazione dell’ente appellato non deve necessariamente consistere in una rigorosa e formalistica menzione all’inizio del ricorso ma può essere ricavata anche per implicito purchè in maniera univoca, dall’intero atto di impugnazione considerato nel suo complesso, comprese le premesse in fatto, la parte espositiva e le conclusioni purchè vi sia un’esposizione chiara ed univoca anche se sommaria.

Le considerazioni che precedono inducono all’accoglimento del ricorso e rinvio alla CTR affinchè esamini il merito della controversia.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia davanti alla CTR del Lazio in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Quinta Civile, il 20 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 17 giugno 2016

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