Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12541 del 21/05/2010

Cassazione civile sez. lav., 21/05/2010, (ud. 23/04/2010, dep. 21/05/2010), n.12541

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio – Consigliere –

Dott. D’AGOSTINO Giancarlo – rel. Consigliere –

Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 14818-2009 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’Avvocatura

Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati CORETTI

ANTONIETTA, PATRIZA TADRIS, EMANUELE DE ROSE, giusta mandato speciale

in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

B.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 504/2008 della CORTE D’APPELLO di MESSINA del

17/04/08, depositata il 26/06/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/04/2010 dal Consigliere Relatore Dott. GIANCARLO D’AGOSTINO;

è presente il P.G. in persona del Dott. CARLO DESTRO.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Nella causa promossa da B.A. contro l’Inps per il pagamento dell’indennità di malattia per il periodo dal 18 luglio al 3 agosto 2001, la Corte di Appello di Messina, pronunciando sull’appello dell’Inps avverso la sentenza di primo grado, nel dispositivo della sentenza depositata il 26 giugno 2008 dichiarava “rigetta l’appello”, mentre nella motivazione della sentenza affermava che l’appello andava accolto perchè “i motivi posti a fondamento dell’appello appaiono fondati in quanto effettivamente il periodo indennizzato quale stabilito dal primo giudice supera il limite dei 57 giorni nell’anno solare 2002, periodo nel quale la B. ha lavorato quale risulta in atti”.

Avverso detta sentenza l’Inps ha proposto ricorso con un motivo con il quale, denunciando violazione degli artt. 132 e 156 c.p.c., sostiene che la sentenza impugnata debba essere dichiarata nulla per insanabile contrasto tra dispositivo e motivazione.

L’intimata non si è costituita.

Il ricorso è manifestamente fondato. E’ innegabile che il dispositivo della sentenza, di rigetto dell’appello dell’Inps, non trova alcun sostegno nè giustificazione nella motivazione del provvedimento, di accoglimento delle ragioni dell’impugnazione. Avuto riguardo alla costante giurisprudenza di questa Corte, secondo cui nel rito del lavoro il contrasto insanabile tra dispositivo e motivazione determina la nullità della sentenza da far valere mediante impugnazione (Cass. n. 1020/2007, n. 18090/2007), il ricorso pertanto deve essere accolto.

Di conseguenza la sentenza deve essere cassata e la causa rinviata per un nuovo esame alla stessa Corte di Appello di Messina, in diversa composizione, che provvederà anche alla liquidazione delle spese di questo giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese di questo giudizio, alla Corte di Appello di Messina in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 23 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 21 maggio 2010

 

 

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