Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12483 del 12/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 12/05/2021, (ud. 12/02/2021, dep. 12/05/2021), n.12483

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. PIRARI Valeria – Consigliere –

Dott. MAISANO Giulio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21031-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

U.M.P., elettivamente domiciliata in ROMA, V. GIROLAMO

VITELLI 10, presso lo studio dell’avvocato ADELE PEGNA,

rappresentata e difesa dall’avvocato BRUNO SIMEONE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1170/2014 della COMM.TRIB.REG.CAMPANIA,

depositata il 03/02/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/02/2021 dal Consigliere Dott. GIULIO MAISANO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con sentenza n. 1170/1/14 pubblicata il 3 febbraio 2014 la Commissione tributaria regionale della Campania ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Caserta n. 325/15/12 con la quale era stato accolto il ricorso proposto da U.M. avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale era stato determinato per l’anno 2008 D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, commi 4 e 5, un reddito netto di Euro 142.782,00 a fronte di un reddito dichiarato di Euro 6.741,00 sulla base del possesso di un autoveicolo, di una residenza e di spese per incrementi patrimoniali nel periodo 2007 – 2011 per Euro 642.500,00, con una quota di Euro 128.500,00 per l’anno 2008, riferibile all’acquisto di un appartamento per Euro 630.000,00 oltre imposta di registro per Euro 12.500,00;

che la Commissione tributaria regionale ha considerato che la contribuente aveva fornito la prova che il pagamento del prezzo dell’appartamento considerato era avvenuto a mezzo di bonifici bancari utilizzando le disponibilità preesistenti;

che l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione avverso tale sentenza affidato ad un unico motivo;

che U.M. resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con l’unico motivo di ricorso si lamenta violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 e degli artt. 2727 e segg. c.c.; in particolare si deduce che la ricorrente non avrebbe fornito la prova, di cui era onerata, di avere utilizzato le disponibilità finanziarie di cui godeva per l’acquisto dell’appartamento considerato;

che il ricorso è fondato. In tema di accertamento sintetico, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, comma 6, questa Corte ha chiarito i confini della prova contraria a carico del contribuente, sottolineando che non è sufficiente dimostrare la mera disponibilità di ulteriori redditi o il semplice transito della disponibilità economica, in quanto, pur non essendo esplicitamente richiesta “la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, si ritiene che il contribuente sia onerato della prova in merito a circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere” (cfr. Cass. nn. 18097/2018; 12207/2017; 1332/16; 22944/15; 14885/2015; 6396/2015; 25104/2014). Ciò posto, la CTR ha affermato che la contribuente ha fornito la prova della disponibilità economica per realizzare gli investimenti in contestazione anche nell’anno in cui si è realizzata la compravendita immobiliare considerata. In tal modo la Commissione tributaria regionale non ha dato esatta applicazione al suddetto principio di diritto che va in questa sede ribadito e per il quale, in particolare, non è sufficiente la dimostrazione, da parte del contribuente, della disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, in quanto, pur non essendo esplicitamente richiesta la prova che tali redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, deve essere fornita quella delle circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere.

La sentenza impugnata va conseguentemente cassata con rinvio alla medesima Commissione tributaria regionale della Campania in diversa composizione chè si adeguerà al principio di diritto esposto e provvederà anche al regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso; Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria della Campania in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 12 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 maggio 2021

 

 

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