Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12474 del 18/05/2017


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Cassazione civile, sez. III, 18/05/2017, (ud. 20/12/2016, dep.18/05/2017),  n. 12474

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMBROSIO Annamaria – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – rel. Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 12224-2015 proposto da:

COMMERCIALE INDUSTRIALE PATRIZIA SACIP DI N.R. & C

SAS, in persona del legale rappresentante Sig. N.R.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VINCENZO TIZZANI, 19, presso

lo studio dell’avvocato GAETANO LONGOBARDI, rappresentata e difesa

dagli avvocati MARCO ANTONIO VALLINI, MARCO NOFERI giusta procura in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

GESI SRL GESTIONE SERVIZI ALLE IMPRESE SRL, in persona del legale

rappresentante pro – tempore sig. C.F., considerata

domiciliata ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato GIAMPIERO SANTONI

giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

nonchè contro

GRUPPO ARTI &ARTI SRL IN LIQUIDAZIONE;

– intimata –

avverso la sentenza n. 143/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 03/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/12/2016 dal Consigliere Dott. ARMANO ULIANA;

udito l’Avvocato PIERO ENRICO TURETTA per delega; udito il P.M. in

persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SOLDI ANNA MARIA

che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

FATTI DEL PROCESSO

La Corte d’appello di Firenze, con sentenza pubblicata il 3 febbraio 2015, ha confermato la decisione del giudice di primo grado che, in accoglimento della domanda proposta dalla Gesi Srl Gestioni e servizio imprese, ha dichiarato l’illegittimità del recesso anticipato dal contratto di locazione da parte dell’Hotel delle Arti s.r.l in data 31 gennaio 2008 in quanto proveniente da soggetto non legittimato perchè privo della qualità di conduttore, dichiarando contemporaneamente la persistente validità del contratto di locazione 18 gennaio 2000 tra la società Gesi e la Commerciale Industriale Patrizia S.A.C.I.P di N.R. & c s.a.s., con conseguente nullità del contratto di locazione stipulato in data (OMISSIS) tra la Società S.A.C.I.P ed il Gruppo Arti & Arti s.r.l..

Avverso questa decisione propone ricorso la società S.A.C.I.P con tre motivi illustrati da memoria Resiste con controricorso la Gesi.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo di ricorso si denunzia violazione dell’art. 345 c.p.c..

Sostiene la ricorrente che la Corte d’appello di Firenze ha errato nel ritenere inammissibile perchè tardiva la sua domanda volta a sentir dichiarare la validità dell’atto di recesso anticipato promanante dall’Hotel delle Arti Srl in data 31 gennaio 2008 e, conseguentemente, dichiarare risolto il contratto di locazione a uso alberghiero stipulato tra dall’Hotel delle Arti Srl e la S.A.C.I.P. commerciale industriale, ritenendola domanda nuova rispetto a quella introdotta in primo grado che recitava rigettare ogni qualsiasi domanda proposta dalla GESI nei confronti della S.A.C.I.P..

2. Il motivo è infondato.

La domanda introdotta in appello dalla S.A.C.I.P è effettivamente domanda nuova in quanto non risulta proposta in primo grado.

La questione della validità del recesso anticipato comunicato dall’Hotel delle Arti è stato oggetto di sola eccezione, in quanto è stata utilizzata dalla S.A.C.I.P solo per paralizzare la domanda proposta dalla GESI nei suoi confronti.

Infatti la GESI ha chiesto di sentir dichiarare la nullità dell’atto di recesso anticipato inviato dall’Hotel delle Arti in data 31-1-2008 alla SACIP, mentra la S.A.C.I.P si è difesa eccependo la validità del recesso del 31-1-2008 e di non essere mai venuta a conoscenza del contratto di cessione d’azienda stipulato fra l’Hotel delle Arti e la Gesi Srl.

Quindi effettivamente la domanda della S.A.C.I.P di accertamento della validità dell’atto di recesso inviato dall’Hotel delle di in data 31 gennaio 2008 è del tutto nuova in appello e non può ritenersi inclusa nella richiesta di rigetto di ogni domanda proposta dalla GESI nei confronti della S.A.C.I.P..

3. Con il secondo si denunzia omesso esame o motivazione incomprensibile circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione fra le parti: difetto in capo a GESI della titolarità attiva del diritto e del rapporto controverso.

Sostiene la ricorrente di aver eccepito che risultava da visura camerale storica che la GESI, a far data dal 31 marzo 2008, aveva ceduto l’azienda alberghiera in oggetto di proprietà della S.A.C.I.P e il relativo contratto al Gruppo Arti e Arti, seppure senza alcuna comunicazione di legge alla S.A.C.I.P..

Di conseguenza la GESI,quando aveva proposto la domanda oggetto del presente giudizio con citazione del 28 novembre 2011, non aveva in realtà più alcun titolo per rivendicare la titolarità del contratto di locazione del 18 gennaio 2000, non essendo più parti di tale rapporto contrattuale.

A tale eccezione, sostiene la ricorrente, la Corte d’appello aveva dato una risposta oggettivamente incomprensibile, se non addirittura omessa.

4. Il motivo è fondato.

La corte d’appello ha ritenuto che la domanda proposta dalla S.A.C.I.P. era incongrua rispetto alle motivazioni del gravame, posto che sostenendo che la parte cedente, Hotel delle Arti,aveva legittimamente receduto dal contratto di locazione in essere e che nessuna comunicazione della cessione gli era pervenuta da parte della cedente, la S.A.C.I.P. avrebbe dovuto sostenere che la Gesi non era legittimata ad agire non perchè non aveva più veste di conduttrice cessionaria per essere stato il contratto di locazione ceduto a terzi, bensì perchè la cessione del contratto non era ad essa opponibile. Non è chi non veda, sostiene la Corte,come sia fortemente contraddittorio eccepire una carenza di legittimazione attiva che presuppone la illegittimità del recesso della cedente e la opponibilità della cessione e chiedere nel contempo che il recesso è invece illegittimo e che la cessione non è opponibile per mancata comunicazione della cessione.

Si osserva che la motivazione,che attinge un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione fra le parti, è effettivamente “perplessa ed obiettivamente incomprensibile”.

Non è comprensibile come si possa sostenere la decisione con il riferimento ad un ipotetico contrasto fra motivi di gravame e le eccezioni formulate dalla parte, ipotizzando che una tesi difensiva sarebbe stata più utile per la S.A.C.I.P..

Inoltre,se la prima cessione fra Hotel Arti e GESI è inopponibile alla S.A.C.I.P., ma non invalida o inesistente, non si vede perchè in astratto non si possa postulare la perdita della titolarità del rapporto di locazione per effetto della successiva cessione al gruppo Arti e Arti.

5. Il terzo motivo, con cui si denunzia omesso esame di un fatto decisivo – omessa pronunzia sulla domanda subordinata proposta dalla S.A.C.I.P. circa il mancato pagamento dei canoni di locazione da parte della GESI – è assorbito dall’accoglimento del secondo motivo.

La sentenza va cassata in relazione al motivo accolto e rinviata alla Corte di appello di Firenze in diversa composizione che provvederà anche alle spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte rigetta il primo motivo di ricorso,accoglie il secondo e dichiara assorbito il terzo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia alla corte d’appello di Firenze in diversa composizione che provvederà anche alle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, il 20 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2017

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