Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1246 del 22/01/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 5 Num. 1246 Anno 2014
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: VIRGILIO BIAGIO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso
l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;
– ricorrente contro
CRISPO s.r.1., in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Lungotevere Flaminio n. 44, presso
l’avv. Marta Lettieri, rappresentata e difesa dall’avv. Emanuele Vitobello,
giusta delega in atti;
– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania
n. 139/46/07, depositata il 17 settembre 2007.

Data pubblicazione: 22/01/2014

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 29 ottobre
2013 dal Relatore Cons. Biagio Virgilio;
udito l’avvocato dello Stato Gianna Galluzzo per la ricorrente principale;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Tommaso
Basile, il quale ha concluso per l’accoglimento di entrambi i ricorsi.
Ritenuto in fatto
1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, sulla base di

Campania indicata in epigrafe, con la quale, rigettando l’appello
dell’Ufficio, è stata confermata l’illegittimità dell’avviso di recupero del
credito d’imposta di cui all’art. 8 della legge n. 388 del 2000, emesso nei
confronti della Crispo s.r.l. in ragione dell’omesso invio, prescritto dall’art.
62 della legge n. 289 del 2002, del c.d. modello CVS.
Il giudice d’appello ha ritenuto, in primo luogo, che l’avviso impugnato è
carente di motivazione, non consentendo al contribuente un’adeguata difesa;
in secondo luogo, che il citato art. 62 della legge n. 289 del 2002 deve
ritenersi illegittimo per contrasto con il principio di irretroattività delle leggi
tributarie stabilito dall’art. 3 dello Statuto del contribuente.
2. La Crispo s.r.l. resiste con controricorso e propone anche un motivo di
ricorso incidentale, illustrato con memoria.
Considerato in diritto
I. Con l’unico motivo del ricorso principale, l’Agenzia delle entrate
denuncia “violazione dell’art. 62 della legge n. 289 del 2002, in relazione
all’art. 3, commi 1 e 2, della legge n. 212 del 2000, nonché dell’art. 8 della
legge n. 388 del 2000”, e formula in conclusione il seguente quesito di
diritto: “se il contribuente, nella fattispecie in esame, abbia indebitamente
utilizzato un inesistente credito di imposta poiché nella stessa fattispecie
manca un presupposto essenziale dell’operatività della norma ,
quale appunto quello del rispetto del termine ultimo per la presentazione del
modello CVS, affinché potesse configurarsi la fattispecie di cui all’art. 8
della 1. n. 388/2000 per il credito di imposta. Dunque diversamente da
quanto stabilito dalla CTR”.
Il motivo è inammissibile in quanto il quesito non investe le plurime
rationes decidendi della sentenza impugnata, sopra sinteticamente riportate,
ed è quindi inconferente.

un motivo, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

-

‘ESENT7:
AlSI
N •

Ne discende l’inammissibilità del ricorso.

2. Il ricorso incidentale della contribuente, essendo tardivo in quanto
consegnato all’ufficiale giudiziario il 10 novembre 2008 e, quindi, oltre il
termine lungo decorrente dalla data del deposito della sentenza, avvenuto il
17 settembre 2007, perde efficacia ai sensi dell’art. 334, secondo comma,
cod. proc. civ.
3. In conclusione, deve dichiararsi l’inammissibilità del ricorso

Ne consegue la compensazione delle spese del giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale e inefficace
l’incidentale.
Compensa le spese.
Così deciso in Roma il 29 ottobre 2013.

principale e l’inefficacia dell’incidentale.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA