Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12435 del 17/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 17/05/2017, (ud. 19/01/2017, dep.17/05/2017),  n. 12435

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. OLIVIERI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul regolamento di competenza 7542/2016 proposto da:

CAVICONDOR SPA, (C.F. (OMISSIS)) in persona dell’Amministratore Unico

e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA XX SETTEMBRE 3, presso lo studio dell’avvocato BRUNO

NICOLA SASSANI, rappresentata e difesa dagli avvocati PIERPAOLO

PARISI, GIORGIO ROMANO, FABIO SANTANGELI, giusta procura in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

BUSINESS PARTNER ITALIA, SOCIETA’ CONSORTILE PER AZIONI, società

soggetta all’attività di direzione e coordinamento di BNP PARIBAS

S.A. e BNL SPA, a mezzo della quale INTERNATIONAL FACTORS ITALIA

SPA, società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di

BNP PARIBAS S.A., ha conferito mandato con rappresentanza a BPI

SCPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FLAMINIA VECCHIA 732/D,

presso lo studio dell’avvocato ENRICO BRACCO, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato MATTEO ROSSI, giusto mandato in

calce alla memoria di costituzione;

– resistente –

sulle conclusioni scritte del PG in persona del Dott. Giovanni

Giacalone, che conclude chiedendo l’inammissibilità del ricorso con

le conseguenze di legge.

avverso l’ordinanza 5207 del TRIBUNALE di MILANO, depositata il

16/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 19/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. STEFANO

OLIVIERI.

Il Collegio ha raccomandato motivazione semplificata.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

– che il Tribunale Ordinario di Milano, adito da CAVICONDOR s.p.a. con atto di opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dal medesimo Tribunale da International Factors Italia s.p.a., quale ultima cessionaria di crediti originariamente vantati da ENEL Energia s.p.a. per forniture di energia elettrica, con ordinanza depositata in data 16.2.2016, a scioglimento della riserva assunta, ha rigettato la eccezione di incompetenza territoriale formulata dalla parte opponente (richiamandosi al precedente della Corte di legittimità n. 19445/2009), assegnando termine alle parti ai sensi dell’art. 183 c.p.c., comma 6, per precisare e/o modificare le domande ed eccezioni già proposte nonchè per la deduzione dei mezzi istruttori

– che CAVICONDOR s.p.a. ha proposto ricorso per regolamento necessario di competenza, ai sensi dell’art. 42 c.p.c., deducendo l’insussistenza della competenza del tribunale di Milano per errata applicazione dei criteri di collegamento ex artt. 19 e 20 c.p.c., anche in relazione alla ritenuta modifica del luogo di adempimento della obbligazione ex art. 1182 c.c., presso il domicilio del cessionario, sostenendo di non essere stata avvertita dalla cessionaria dello spostamento del luogo del pagamento che rendeva più gravoso l’adempimento, indicando in conseguenza, in alternativa, come foro competente quello di Catania (sede legale della debitrice) ovvero quello di Roma (sede legale di ENEL Energia s.p.a. originario creditore);

– che ha resistito Business Partner Italia Società Consortile per Azioni (BPI S.c.p.a.) quale mandataria con rappresentanza di International Factors Italia s.p.a., ritenendo corretta la ordinanza impugnata affermativa della competenza del Giudice di Milano adito in relazione al “forum destinatae solutionis” ex art. 20 c.p.c., ai sensi dell’art. 1182 c.c..

– che il Pubblico Ministero ha rassegnato conclusioni scritte instando per la inammissibilità del ricorso.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

– che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

Deve ritenersi ormai stabilizzato l’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte secondo cui nelle cause attribuite alla competenza del tribunale in composizione monocratica, il giudice unico, che assomma in sè le funzioni di istruzione e di decisione, quando ritenga di emettere una decisione definitiva sulla competenza, è tenuto – ai sensi degli artt. 187 e 281-bis c.p.c. – ad invitare le parti a precisare le conclusioni, in tal modo scandendo la separazione fra la fase istruttoria e quella di decisione, non potendosi ritenere che una qualunque decisione assunta in tema di competenza implichi per il giudice l’esaurimento della “potestas iudicandi” sul punto (cfr. Corte cass. Sez. U, Ordinanza n. 11657 del 12/05/2008; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 25883 del 21/12/2010).

Anche dopo il mutamento della forma della decisione sulla competenza per effetto della L. 18 giugno 2009, n. 69, la decisione sulla competenza presuppone sempre la rimessione in decisione della causa ai sensi degli artt. 189 e 275 c.p.c. (ed ai sensi dello stesso art. 189 c.p.c., in relazione all’art. 281 quinquies c.p.c., per il procedimento di decisione del giudice monocratico) preceduta dall’invito a precisare le conclusioni (cfr. Corte Cass. Sez. 6-3, Ordinanza n. 4986 del 28/02/2011). Ne segue che ove nel procedimento davanti al giudice monocratico quest’ultimo esterni espressamente od implicitamente in un’ordinanza, senza aver provveduto agli adempimenti sopra indicati, un convincimento sulla propria competenza e dia provvedimenti sulla prosecuzione del giudizio, tale ordinanza non ha natura di decisione sulla competenza impugnabile ai sensi dell’art. 42 c.p.c., sicchè il ricorso per regolamento di competenza avverso detto atto deve ritenersi inammissibile; diversamente, nel caso in cui il Giudice, pur non avendo rispettato le predette formalità, si sia ritenuto incompetente, adottando una decisione idonea a definire in rito il giudizio, si configura in tal caso una decisione che è impugnabile con detto regolamento (cfr. Corte Cass. Sez. 6-3, Ordinanza n. 16005 del 21/07/2011; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 16051 del 26/06/2013; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 24509 del 30/10/2013; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 2376 del 04/02/2014; id. Sez. U, Ordinanza n. 20449 del 29/09/2014; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 21561 del 22/10/2015; id. Sez. 6-2, Ordinanza n. 20608 del 12/10/2016; id. Sez. 6-3, Ordinanza n. 1615 del 20/01/2017).

Nella specie il Giudice monocratico ha emesso la ordinanza riservata, affermando la propria competenza, senza previamente invitare le parti a precisare le conclusioni sulla questione e rimettendo la causa in decisione.

Ne segue che al provvedimento indicato non può riconoscersi natura di decisione sulla competenza ed il ricorso ex art. 42 c.p.c., proposto da CAVICONDOR s.p.a. deve essere dichiarato inammissibile, dovendo il giudizio proseguire avanti il Giudice del Tribunale Ordinario di Milano nei termini di legge, che provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Spese rimesse.

Così deciso in Roma, il 19 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 maggio 2017

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