Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12406 del 20/05/2010

Cassazione civile sez. trib., 20/05/2010, (ud. 14/04/2010, dep. 20/05/2010), n.12406

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

COOPERATIVA FUTURO 2000 soc. coop. a r.l.;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio,

sez. staccata di Latina, n. 343/40/07, depositata il 25 giugno 2007;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14 aprile 2010 dal Relatore Cons. Dott. VIRGILIO Biagio.

La Corte:

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., e’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, sez. staccata di Latina, n. 343/40/07, depositata il 25 giugno 2007, con la quale, rigettando gli appelli riuniti dell’Ufficio, e’ stata confermata l’illegittimita’ degli avvisi di accertamento notificati, per IRPEG ed ILOR del 1996, alla Cooperativa Futuro 2000 s.r.l.: in particolare, il giudice a quo e’ pervenuto a tale conclusione sulla base di una dichiarazione della contribuente, nella quale si citava una sentenza penale di assoluzione del rappresentante legale della medesima, sentenza non allegata e di cui il Collegio non ha motivo di dubitare.

La societa’ non si e’ costituita.

2. Appaiono manifestamente fondati il secondo ed il terzo motivo di ricorso (con assorbimento del primo), con i quali si denuncia la violazione dell’art. 654 c.p.p. e dell’art. 2909 c.c., poiche’ il giudice a quo, da un lato, ha rilevato l’esistenza di un giudicato penale senza che la sentenza fosse stata ritualmente acquisita agli atti processuali, e, dall’altro, ha violato il consolidato principio secondo il quale, nel processo tributario, la sentenza penale irrevocabile di assoluzione dal reato tributario non spiega automaticamente efficacia di giudicato, ancorche’ i fatti accertati in sede penale siano gli stessi per i quali l’Amministrazione finanziaria ha promosso l’accertamento nei confronti del contribuente, ma puo’ soltanto essere presa in considerazione dal giudice tributario come possibile fonte di prova (da ult., Cass. n. 5720 del 2007).

3. Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza.”;

che la relazione e’ stata comunicata al pubblico ministero e notificata all’Avvocatura Generale dello Stato;

che non sono state depositate conclusioni scritte, ne’ memorie.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, osserva preliminarmente che il primo motivo di ricorso, con il quale si denuncia la violazione dell’art. 112 c.p.c. per avere il giudice a quo preso in considerazione una eccezione (l’esistenza di un giudicato penale favorevole) mai dedotta dalla contribuente, e’ improcedibile per l’omesso deposito, da parte della ricorrente, degli atti processuali sui quali il motivo si fonda, ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4. (Cass. nn. 24940 del 2009, 303 del 2010);

che, per il resto, il Collegio condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione;

che, in conclusione, riaffermato il principio di diritto richiamato nella relazione, vanno accolti il secondo e il terzo motivo e dichiarato improcedibile il primo; la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione ai motivi accolti e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio, la quale procedera’ a nuovo esame della controversia, uniformandosi al detto principio, oltre a provvedere in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimita’.

PQM

LA CORTE accoglie il secondo e il terzo motivo di ricorso, dichiara improcedibile il primo, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio.

Cosi’ deciso in Roma, il 14 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 20 maggio 2010

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