Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1240 del 18/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1240 Anno 2018
Presidente: DOGLIOTTI MASSIMO
Relatore: CAMPANILE PIETRO

ORDINANZA
sul ricorso 15010-2017 proposto da:
MOHAMMOD YOUSUF, elettivamente domiciliato in ROMA piazza
Cavour presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato
e difeso dall’avvocato ANTONIO FRATERNALE;
P.
cùtGs clzo
L
– ricorrente contro
MINISTERO DELL’INTERNO;
– intimati avverso la sentenza n. 694/2017 della CORTE D’APPELLO di
ANCONA, depositata il 09/05/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 24/10/2017 dal Consigliere Dott. PIETRO
CAMPANILE.

Data pubblicazione: 18/01/2018

Rilevato che:
Mohammed Yousuf propone ricorso, deducendo unico motivo,
avverso la sentenza indicata in epigrafe, con la quale la Corte di
appello di Ancona ha dichiarato inammissibile l’impugnazione
avverso l’ordinanza del giudice di primo grado con la quale era stata
respinta la domanda proposta per il riconoscimento della protezione

in particolare, la corte distrettuale ha osservato che l’impugnazione
non era stata proposta con ricorso, bensì con atto di citazione, il cui
deposito era avvenuto oltre il termine di trenta giorni dalla
notificazione dell’ordinanza;
la parte intimata non svolge attività difensiva;
Considerato che:
il Collegio ha disposto, in conformità al decreto del Primo Presidente
in data 14 settembre 2016, la redazione della motivazione in forma
semplificata;
il ricorso, con il quale si deduce l’erroneità dell’affermazione secondo
cui l’impugnazione, da effettuarsi con ricorso, sarebbe inammissibile,
è fondato;
deve infatti ritenersi che l’indirizzo secondo cui l’appello nel
procedimento sommario di cognizione si propone con citazione
(Cass., Sez. U., n. 2907 del 2014) non sia inciso dalle modifiche
apportate all’art. 19 del di. n. 150 del 2011 dall’art. 27 del d.l. n.
142 del 2015, laddove l’improprio riferimento al termine “ricorso” è
effettuato ai soli fini della disciplina della durata del procedimento,
senza alcuna espressa deroga al rinvio al rito sommario di cognizione
(Cass., 11 settembre 2017, n. 21030);
dall’esame del ricorso e dell’impugnata sentenza si desume che la
comunicazione dell’ordinanza di primo grado era stata effettuata il
18 maggio 2016, che l’atto di appello (in forma di citazione) era
stato notificato entro il 17 giugno 2016;
è da reputarsi, pertanto, erronea la statuizione di inammissibilità
dell’appello emessa dalla Corte territoriale, atteso che il termine di
trenta giorni per il gravame – ai sensi dell’art. 702 quater cod. proc.
Ric. 2017 n. 15010 sez. M1 – ud. 24-10-2017
-2-

internazionale;

civ. – doveva essere computato, nella specie, con riguardo alla
notifica dell’atto di citazione e non al suo deposito, giacchè l’appello,
come già rilevato, andava proposto con citazione e non con ricorso;
l’impugnata sentenza, pertanto, deve essere cassata, con rinvio alla
Corte d’appello di Ancona in diversa composizione, che dovrà

applicazione dei principi di diritto suesposti;
P.Q.M.
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per
le spese, alla Corte d’appello di Ancona in diversa composizione.
Così deciso in Roma, il 24 ottobre 2017.

3

\

procedere all’esame del merito della controversia, facendo

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA