Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12392 del 21/05/2018

Civile Ord. Sez. 6 Num. 12392 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CARBONE ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 9291/2017 R.G. proposto da
F.F. e F.V.
Avv.ti Enrico Allegro e Paolo Mereu, elettivamente domiciliati
presso lo studio di quest’ultimo in Roma alla via G.G. Belli n. 27,
per procura in calce al ricorso;
– ricorrenti contro
Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura
generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei
Portoghesi n. 12 è domiciliata;
– con troricorrente avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della
Lombardia n. 5284/45/16 depositata il 13 ottobre 2016.
Udita la relazione svolta dal Consigliere Enrico Carbone
nell’adunanza ex art. 380-bis c.p.c. del 14 marzo 2018.

Data pubblicazione: 21/05/2018

ATTESO CHE
In ordine agli avvisi di accertamento loro notificati per l’anno
d’imposta 2006 nella qualità di soci della XX s.r.I.,
F.F. e F.V. impugnano per cassazione il rigetto
dell’appello proposto contro il rigetto dell’impugnazione di primo
grado.

Il ricorso denuncia omissione di pronuncia (primo motivo),
violazione dell’art. 2729 c.c., dell’art. 38 d.P.R. 600/1973 e del
divieto di doppia presunzione (secondo motivo), violazione
dell’art. 8 d.l. 16/2012 (terzo motivo), per aver il giudice
d’appello presunto la distribuzione di utili societari extracontabili,
e ciò senza nemmeno vagliare le prove contrarie.
La presunzione di distribuzione degli utili extrabilancio nelle
società di capitali a base ristretta poggia direttamente sul vincolo
di solidarietà e reciproco controllo che normalmente astringe i
soci in siffatte compagini (Cass. 25271/2014 Rv. 633519, Cass.
15824/2016 Rv. 640622), sicché essa non produce alcuna
violazione del divieto di doppia presunzione, divieto della cui
esistenza pure si dubita (Cass. 15003/2017 Rv. 644693).
Inoltre, il giudice d’appello non ha affatto omesso di pronunciare
sulla prova offerta dai soci F.F.-F.V. contro il presunto riparto di
utili occulti e contro l’accertamento relativo alla General Service
(quest’ultimo peraltro ormai definitivo), bensì ha valutato la
prova e l’ha ritenuta insufficiente, con giudizio in questa sede
non sindacabile («le rimostranze dei ricorrenti non hanno trovato
supporti documentali idonei a rovesciare quanto accertato
dall’ufficio»); ciò anche agli effetti della parziale non imponibilità
dei componenti positivi ex art. 8 d.l. 16/2012, conv. I. 44/2012,
la cui natura fittizia va invero provata dal contribuente (Cass.
25967/2013 Rv. 628988, Cass. 21189/2014 Rv. 632455).
Il ricorso è respinto, con aggravio di spese processuali e
raddoppio del contributo unificato.
2

Il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata.

P. Q. M.
Rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti in solido a rifondere
all’Agenzia delle entrate le spese del giudizio di legittimità, che
liquida in C 8.000,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.
Dichiara che i ricorrenti hanno l’obbligo di versare l’ulteriore
importo per contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R.

Così deciso in Roma, il 14 marzo 2018.

115/2002.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA