Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12353 del 17/05/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 17/05/2017, (ud. 25/01/2017, dep.17/05/2017),  n. 12353

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. LORITO Matilde – rel. Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 23189-2014 proposto da:

CASSA DI RISPARMIO DI PARMA E PIACENZA S.P.A. C.F. (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA VIRGILIO 8, presso lo studio dell’avvocato

ENRICO CICCOTTI, che la rappresenta e difende unitamente agli

avvocati ANDREA MUSTI, GUGLIELMO BURRAGATO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

G.F.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 264/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 01/03/2014 R.G.N. 5208/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/01/2017 dal Consigliere Dott. MATILDE LORITO;

udito l’Avvocato ANDREA MUSTI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI FRANCESCA che ha concluso per l’estinzione del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte d’Appello di Napoli, in riforma della pronuncia di primo grado, dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato in data 9/12/09 dalla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza nei confronti di G.F.A., con gli effetti reintegratori e risarcitori sanciti dalla L. n. 300 del 1970, art. 18.

Avverso tale pronuncia ha interposto ricorso per cassazione la società sostenuto da tre motivi.

La ricorrente ha, poi, depositato atto di rinuncia al ricorso proposto innanzi a questa Corte, ex art. 390 c.p.c., producendo verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti in data 27/10/2016 nell’ambito di altra controversia promossa dal G. innanzi al Tribunale di S.Maria Capua Vetere. In detto atto conciliativo la società espressamente rinunciava al ricorso proposto innanzi a questa Corte, ed il G. prestava adesione a detta rinuncia.

Va quindi rilevato che la rinuncia al ricorso comporta l’estinzione del processo (ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c.), e, nella specie, deve essere dichiarata con sentenza – anzichè nella forma alternativa del decreto presidenziale (art. 391 c.p.c., comma 1, cit.) – in dipendenza dell’adozione del provvedimento a seguito della discussione in pubblica udienza (vedi Cass. n. 6407/2004, n.10841/2003 delle sezioni unite; n.11211/2004, n.1913/2008 di sezioni semplici).

L’adesione di controparte alla rinuncia dispensa, poi, dalla pronuncia sulle spese processuali (ai sensi dell’art. 391 c.p.c., comma 4 cit.).

PQM

La Corte dichiara estinto il processo. Nulla per spese.

Così deciso in Roma, il 25 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 maggio 2017

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