Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12350 del 17/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 17/05/2017, (ud. 15/03/2017, dep.17/05/2017),  n. 12350

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13439-2016 proposto da:

C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE REGINA

MARGHERITA 290, presso lo studio dell’avvocato MARIA BRUNA CHITO,

rappresentato e difeso dall’avvocato GIUSEPPE FAUSTO DI PEDE;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 593/2/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di POTENZA, depositata il 19/11/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 15/03/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con ricorso in Cassazione affidato a quattro motivi, che possono essere oggetto di un esame congiunto, in quanto strettamente connessi e nei cui confronti l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso, il ricorrente impugnava la sentenza della CTR del Molise, relativa al silenzio rifiuto serbato dall’Agenzia delle Entrate, nei confronti della istanza di rimborso dell’IRAP per gli anni 2004-2008, in quanto, i giudici d’appello con motivazione soltanto apparente non avrebbero spiegato la ragione per la quale dalla presenza di personale dipendente nell’organizzazione professionale del contribuente, nella misura indicata nella denuncia dei redditi, avrebbero ritenuto la sussistenza di un’autonoma organizzazione in capo al C., nonostante questa Corte avesse da tempo affermato che la presenza di un solo dipendente part time non costituisce di per sè un elemento idoneo a concretizzare il requisito dell’autonoma organizzazione, censurando, pertanto, la sentenza impugnata per violazione del D.Lgs. n. 446 del 1987, art. 2 e art. 3, comma 1, lett. c) in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata.

I primi due motivi sono infondati, in quanto, sinteticamente, può affermarsi che la motivazione della decisione impugnata rispetta il “minimo costituzionale” (Cass. n. 8043/14).

Il terzo e quarto motivo sono, invece, fondati.

E’ regola affermata da questa Corte che in materia di IRAP del medico convenzionato, il requisito della autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Sez. u. n. 9451 del 2016, proprio in caso di un medico che aveva solo pochi beni strumentali al suo attivo), cosi che in caso di convenzionamento non possono ritenersi eccedenti il minimo indispensabile i beni usati conformemente allo statuto della convenzione. Ossia, la disponibilità, da parte dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate nell’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo con D.P.R. n. 270 del 2000, rientrando nell’ambito del “minimo indispensabile” per l’esercizio dell’attività professionale, ed essendo obbligatoria ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sè, in assenza di personale dipendente, il requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo (sez. 5, n. 13405 del 2016).

Nella fattispecie, è emerso, tra l’altro, che l’impiego di beni strumentali si è risolto nell’uso di quelli previsti da statuto di convenzionamento e nel pagamento di un dipendente con mansioni esecutive.

Va, conseguentemente accolto il ricorso, cassata la sentenza impugnata, e rinviata nuovamente alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE:

Accoglie il terzo e quarto motivo di ricorso, rigettato il secondo e il terzo.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 15 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 maggio 2017

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