Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12284 del 17/05/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 17/05/2017, (ud. 24/02/2017, dep.17/05/2017),  n. 12284

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 25813/2010 proposto da:

C.A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA POMARANCIO

1, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA RIITANO, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALESSANDRO MASSAIA,

giusta delega a margine;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 19/2010 della COMM. TRIB. REG. del PIEMONTE,

depositata il 04/03/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/02/2017 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE LOCATELLI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’estinzione del ricorso;

udito per il ricorrente l’Avvocato PAGLIONE per delega degli Avvocati

RIITANO e MASSAIA che ha chiesto l’estinzione con compensazione

delle spese.

Fatto

FATTI DI CAUSA

In data 9.4.1980 C.A., titolare dal 1966 di pensione privilegiata ordinaria quale brigadiere dei carabinieri invalido per ragioni di servizio, presentava richiesta di rimborso dell’Irpef già versata, chiedendo inoltre che fosse dichiarato il proprio esonero dall’obbligo di pagamento del tributo sulle somme spettanti a titolo di pensione ordinaria privilegiata.

A seguito del silenzio rifiuto della Agenzia delle Entrate, C. proponeva ricorso alla Commissione tributaria di primo grado di Torino che con sentenza del 5.2.1981 lo accoglieva dichiarando il diritto al rimborso dell’Irpef per le annualità dal 1974 al 1980.

Dopo il passaggio in giudicato della suddetta sentenza l’ente impositore procedeva al rimborso per le annualità indicate nella sentenza.

Previa diffida, il contribuente presentava ricorso alla Commissione tributaria regionale del Piemonte, chiedendo l’ottemperanza agli obblighi derivanti dalla sentenza passata in giudicato, anche con riguardo agli anni successivi a quelli oggetto del ricorso, sul rilievo che la sentenza passata in giudicato aveva riconosciuto non solo il rimborso delle somme già versate, ma anche il diritto alla esenzione dal versamento dell’Irpef senza limitazioni temporali.

La Commissione tributaria regionale del Piemonte, con sentenza del 4.3.2010 rigettava il ricorso, osservando che la Commissione tributaria provinciale si era limitata a riconoscere il diritto al rimborso dell’Irpef versata nel periodo di imposta preso in esame, non avendo alcun titolo per decidere per il futuro.

Contro la sentenza emessa nel giudizio di ottemperanza C.A. ricorre per i seguenti motivi: 1) violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 70, art. 324 c.p.c. e art. 2909 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: il giudice dell’ottemperanza ha operato un inammissibile sindacato sulla pronuncia definitiva del giudice di primo grado, ed in particolare ha violato la L. n. 546 del 1992, art. 70, comma 7, non attenendosi agli obblighi risultanti espressamente dal dispositivo della sentenza; 2) violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Successivamente gli eredi del ricorrente, nel frattempo deceduto, depositano atto di rinuncia al ricorso.

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, visto l’atto depositato di rinuncia sottoscritto dagli eredi della parte ricorrente e dal loro avvocato;

ritenuto, a norma dell’art. 390 c.p.c., comma 2, di non pronunciare condanna alle spese, considerato che la rinuncia è stata effettuata dagli eredi che non hanno dato causa al contenzioso.

PQM

Dichiara estinto il giudizio per rinuncia di parte ricorrente.

Così deciso in Roma, il 24 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 17 maggio 2017

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