Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1224 del 18/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1224 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CONTI ROBERTO GIOVANNI

ORDINANZA
sul ricorso 13073-2016 proposto da:

SODANO CARMINE, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e
difeso dall’avvocato FABIO MARONE;

– ricorrente contro
AGENZIA DELLE ENTRATE 11210661002, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

controricorrente

avverso la sentenza n. 10281/23/2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI, depositata il 18/11/2015;
L

Data pubblicazione: 18/01/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 29/11/2017 dal Consigliere Dott. ROBERTO
GIOVANNI CONTI.
Fatti e ragioni della decisione
Sodano Carmine ha proposto ricorso per cassazione, affidato a

sentenza resa dalla CTR Campania indicata in epigrafe che,
respingendo l’appello del contribuente, ha ritenuto legittimo
l’avviso di accertamento relativo alla rettifica del valore di un
cespite immobiliare acquistato dal suddetto ai fini della
determinazione dell’imposta di registro.
L’Agenzia delle entrate ha depositato controricorso.
Il procedimento può essere deciso con motivazione
semplificata.
Con il primo motivo si prospetta la violazione degli artt.7
I.n.212/2000, 42 dpr n.600/73 e 3 c.58 I.n.662/1996,
evidenziando l’erroneità della sentenza impugnata nella parti in
cui non avrebbe evidenziato la carenza di motivazione dell’atto
impugnato e la sua illegittimità, fondandosi unicamente su una
stima dell’ufficio che aveva considerato i valoro OMI ritenendoli
non contrastati dalla contribuente.
La censura, ammissibile in rito, prospettando vizi di violazione
di legge e non contestazioni in ordine all’accertamento di fatto
compiuto dal giudice di merito, è fondata nei termini di seguito
esposti.
Ed infatti, non può anzitutto disconoscersi la correttezza della
sentenza impugnata in ordine alla parte in cui è stato escluso il
difetto di motivazione dell’atto impugnato. Ed invero, secondo
questa Corte in tema d’imposta di registro, l’obbligo
della motivazione dell’avviso di accertamento in rettifica del
valore risulta assolto quando l’Ufficio enunci il
Ric. 2016 n. 13073 sez. MT – ud. 29-11-2017
-2-

“petitum” ed

due motivi, contro l’Agenzia delle entrate, impugnando la

indichi le relative ragioni in termini sufficienti a definire la
materia del contendere, con la conseguenza che va considerato
adeguatamente motivato l’avviso di accertamento che rinvii ai
dati contenuti in una stima effettuata dall’UTEcfr.Cass. n. 25559/2014,Cass. n .4289/2015-.

perizia di stima che rinvii unicamente ai valori OMI.
Ed invero, in tema di accertamento dei redditi d’impresa, in
seguito alla sostituzione dell’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973
ad opera dell’art. 24, comma 5, della I. n. 88 del 2009, che,
con effetto retroattivo, stante la sua finalità di adeguamento al
diritto dell’Unione europea, ha eliminato la presunzione legale
relativa (introdotta dall’art. 35, comma 3, del d.l. n. 223 del
2006, conv., con modif., dalla I. n. 248 del 2006) di
corrispondenza del corrispettivo della cessione di beni immobili
al valore normale degli stessi (così ripristinando il precedente
quadro normativo in base al quale, in generale, l’esistenza di
attività non dichiarate può essere desunta “anche sulla base di
presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e
concordanti”), l’accertamento di un maggior reddito derivante
dalla predetta cessione di beni immobili non può essere
fondato soltanto sulla sussistenza di uno scostamento tra il
corrispettivo dichiarato nell’atto di compravendita ed
il valore normale del bene quale risulta dalle quotazioni OMI,
ma richiede la sussistenza di ulteriori elementi indiziari gravi,
precisi e concordanti-cfr.Cass.n.9474/2017Questa Corte ha più volte chiarito che il riferimento alle stime
effettuate sulla base dei valori OMI, per aree edificabili site nel
medesimo comune, non è idoneo e sufficiente a rettificare il
valore dell’immobile tenuto conto che il suddetto può variare in
funzione di molteplici parametri quali l’ubicazione, la superficie,
Ric. 2016 n. 13073 sez. MT – ud. 29-11-2017
-3-

E’ invece fondata la censura relativa al riferimento dell’atto alla

la collocazione nello strumento urbanistico nonché lo stato
delle opere di urbanizzazione (Cass.18651/2016).
Orbene, la C.T.R. ha ritenuto di confermare la statuizione
operata dai giudici di primo grado, in ordine alla stima
effettuata inizialmente dall’Ufficio in sede di accertamento, poi

dimostrare l’infondatezza e/o incongruenza dei valori anzidetti.
Ora, tale statuizione è erronea, essendo stato ritenuto
legittimo l’atto impositivo fondato esclusivamente sui valori
elaborati dall’U.T.E sulla base delle quotazioni dell’osservatorio
sul mercato immobiliare, che avevano costituito oggetto della
stima operata dall’Ufficio. Costituendo, infatti, tali dati mere
presunzioni semplici, inidonee a sorreggere da sole la pretesa
impositiva, non si poneva neppure una questione di onere di
prova contraria a carico del contribuente-cfr.Cass.20089/2017-

L’accoglimento per quanto di ragione del primo motivo assorbe
l’esame del secondo.
La sentenza impugnata va pertanto cassata, in accoglimento
del primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, con rinvio ad
altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione
delle spese del giudizio di legittimità.
PQM
Accoglie per quanto di ragione il primo motivo di ricorso,
assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad
altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione
delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso il 29.11.2017 in Roma.
.
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Il

esidente

ritenendo che la parte contribuente avesse l’onere di

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