Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12215 del 06/06/2011

Cassazione civile sez. II, 06/06/2011, (ud. 02/02/2011, dep. 06/06/2011), n.12215

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, e

PREFETTURA-UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI AREZZO, in persona del

Prefetto pro tempore, rappresentati e difesi, per legge,

dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati negli Uffici di

quest’ultima in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12;

– ricorrenti –

contro

M.A.;

– intimato –

per la revocazione della sentenza della Corte di cassazione 9 aprile

2009, n. 8752.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 2

febbraio 2011 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

sentito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. VELARDI Maurizio, che ha concluso: “nulla osserva”.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che il consigliere designato ha depositato, in data 7 dicembre 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.: “La Corte di cassazione, con sentenza in data 9 aprile 2009, n. 8752, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’Ufficio territoriale del Governo di Arezzo avverso la sentenza n. 8/2004 in data 2 gennaio 2004 del Giudice di pace di Arezzo, e ciò per la mancata produzione, in copia autentica, della sentenza impugnata, risultando prodotti in giudizio soltanto la prima e la quarta pagina della stessa.

Per la revocazione della sentenza della Corte di cassazione il Ministero dell’interno e la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo di Arezzo hanno proposto ricorso, con atto notificato il 25 maggio 2010, sulla base di un unico motivo, con cui si denuncia errore di fatto revocatorio ex art. 391 bis cod. proc. civ. e art. 395, n. 4, cod. proc. civ., in relazione alla presenza nel fascicolo di parte dell’Ufficio territoriale del Governo di Arezzo, depositato il 2 marzo 2005, di copia autentica della sentenza del Giudice di pace di Arezzo n. 8/2004, completa di tutte le pagine.

L’intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Sussistono le condizioni per il rinvio della trattazione del ricorso per revocazione alla pubblica udienza, apparendo sussistente il dedotto vizio revocatorio. Difatti, la copia conforme all’originale, completa di tutte le pagine, era ritualmente inserita nel fascicolo di costituzione della Prefettura depositato dall’Avvocatura generale dello Stato in cassazione (come inequivocabilmente provato dal timbro di deposito apposto dalla cancelleria della Corte sulla prima pagina della sentenza spillata all’interno del fascicolo e dal fatto che la suddetta copia reca il timbro di congiunzione apposto dal cancelliere del Giudice di pace tra ogni pagina).

La mancanza di alcune pagine – di cui è menzione nella pronuncia di questa Corte impugnata per revocazione – si riferiva soltanto alle veline della sentenza impugnata in Cassazione allegate al fascicolo in semplici copie libere per consentire la consultazione degli atti ai componenti del collegio e al Pubblico Ministero”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio condivide argomenti e proposte contenuti nella relazione di cui sopra, alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

che, pertanto, il ricorso deve essere rinviato alla pubblica udienza.

P.Q.M.

La Corte rinvia l’esame del ricorso alla pubblica udienza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 2 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 6 giugno 2011

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