Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12210 del 08/05/2019

Cassazione civile sez. VI, 08/05/2019, (ud. 27/02/2019, dep. 08/05/2019), n.12210

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2834-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

C.G., C.P., nella qualità di eredi di

M.L., elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’Avvocato

ANTONINO PALMERI;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 431022//2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 27/10/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/02/2019 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

ANTONELLA DELL’ORFANO.

Fatto

RILEVATO

che:

l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, indicata in epigrafe, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 364/2016, la quale aveva accolto l’impugnazione proposta da C.G. e C.P., in qualità di eredi di M.L., avverso diniego di rimborso IRPEF 2006;

i contribuenti si sono costituiti con controricorso, deducendo l’inammissibilità ed infondatezza del ricorso principale, ed hanno depositato memoria illustrativa.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.1. è fondato il primo motivo di ricorso con cui si lamenta violazione e falsa applicazione del T.U.I.R., art. 17, comma 2, e art. 48, comma 2, lett. a, vigente ratione temporis, per avere la CTR ritenuto detraibili dall’imponibile di cui al fondo di previdenza complementare per il personale degli istituti bancari (Banca Commerciale Italiana) i contributi versati sino al 1994 dai lavoratori eccedenti la misura del 4% rispetto alla misura del 7,5% dei contributi versati al fondo;

1.2. l’imponibile delle prestazioni erogate dai fondi di previdenza complementare per il personale degli istituti bancari include, infatti, anche i contributi versati dal dipendente, attesa la loro natura facoltativa, essendo fiscalmente esenti a norma dell’art. 48 T.U.I.R. vigente ratione temporis (oggi art. 51) soltanto i contributi previdenziali obbligatori, quelli versati cioè “in ottemperanza a disposizioni di legge” (cfr. Cass. nn. 5024/2018, 2201/2018, 124/2018, 23030/2014, 11156/2010);

2.1. con il secondo motivo di ricorso si lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 47, comma 1 e art. 48, comma 7-bis, e dell’art. 2697 c.c. per aver il Giudice d’appello riconosciuto la spettanza della detrazione del 12,50% prevista per le erogazioni periodiche di previdenza complementare;

2.2. il motivo è fondato, richiamando sul punto il consolidato e più recente orientamento di questa Corte (cfr. Cass. nn. 31917/2018, 2201/2018, 240/2015, 11156/2010), secondo cui, a norma del T.U.I.R. art. 47, comma 1, lett. h-bis, e del’ art. 48-bis, comma 1, lett. d, vigente ratione temporis, l’imponibile è ridotto all’87,50 % soltanto per le pensioni complementari erogate “in forma di trattamento periodico”, ciò in ragione di un’assimilazione ai redditi di lavoro dipendente che viene meno per le dazioni una tantum (come quella di specie);

3. alla luce delle considerazioni sin qui svolte la sentenza impugnata va cassata e va disposto il rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, la quale provvederà al riesame e al regolamento delle spese di questo giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, Sesta Sezione, il 27 febbraio 2019.

Depositato in Cancelleria il 8 maggio 2019

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