Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12200 del 16/05/2017

Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 03/04/2017, dep.16/05/2017),  n. 12200

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25724/2014 proposto da:

IMPRESA EDILE GEOM. L.C. & FIGLI S.N.C. – C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA L. MANTEGAZZA 24, presso lo

studio dell’avvocato MARCO DR GARDIN, rappresentata e difesa

dall’avvocato LORENZO DURANO;

– ricorrente –

contro

ERIS FINANCE S.R.L.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 617/2013 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 16/09/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 03/04/2017 dal Consigliere Dott. ANDREA SCALDAFERRI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, rilevato che, con sentenza n. 617 depositata il 16 settembre 2013, la Corte di appello di Lecce ha parzialmente accolto l’appello proposto dalla ERIS FINANCE s.r.l. nei confronti della IMPRESA EDILE GEOM. C. & FIGLI s.n.c., rideterminando la somma a quest’ultima dovuta;

che avverso tale pronuncia la IMPRESA EDILE GEOM. C. & FIGLI s.n.c. ha proposto ricorso per cassazione affidato a un, mentre l’intimata ERIS FINANCE s.r.l. non ha svolto difese;

considerato che il motivo di ricorso lamenta, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, che la corte territoriale, nel rideterminare la somma dovuta ad essa ricorrente sulla base della rinnovata consulenza tecnica d’ufficio, avrebbe erroneamente detratto dal totale la cifra di Euro 51.645,69, non avvedendosi che tale importo risultava pacificamente esser già stato detratto dal consulente;

ritenuto che la denuncia del vizio di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (nel nuovo testo introdotto dalla L. n. 134 del 2012, da applicarsi alle sentenze pubblicate, come nella specie, in data successiva alla sua entrata in vigore) richiede non solo l’indicazione del “fatto storico” il cui esame sia stato omesso e del “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, ma anche del “come e quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti (cfr. Cass. S.U. n. 8053/2014);

che, nella specie, non risulta indicato quest’ultimo presupposto della denuncia, la quale dunque si palesa inammissibile;

che non vi è luogo per provvedere sulle spese di questo giudizio, non avendo l’intimata svolto difese.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso.

Dà inoltre atto, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 3 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 16 maggio 2017

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