Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12178 del 18/05/2010

Cassazione civile sez. trib., 18/05/2010, (ud. 15/04/2010, dep. 18/05/2010), n.12178

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Comune San Felice sul Panaro, in persona del legale rapp.te pro

tempore, elett.te dom.to in Roma, alla via Monte Zebio n. 37, presso

lo studio dell’avv. FURITANO Marcello e Cecilia, dai quali e’ rapp.to

e difeso, unitamente all’avv. Marco Zanasi, giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

Val Cima soc.coop. a r.L, in persona del legale rapp.te pro tempore;

– intimata –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale dell’Emilia e Romagna n. 95/16/07 depositata il 19/11/07;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 15/4/2010 dal Consigliere Relatore Dott. Iacobellis Marcello;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio, che ha concluso

aderendo alla relazione.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da Val Cima s.coop. a r.l. contro Comune San Felice sul Panaro e’ stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto dell’appello proposto dal Comune contro la sentenza della CTP di Modena n. 167/04/05 che aveva accolto il ricorso della contribuente avverso l’avviso di liquidazione (OMISSIS). La CTR, sulla base del certificato camerale, del bilancio al 2002, della qualifica di impresa agricola della Cooperativa nonche’ del carattere strumentale dell’immobile, riconosceva la natura rurale del fabbricato in considerazione.

Il ricorso proposto dal Comune si articola in tre motivi. Nessuna attivita’ difensiva e’ stata svolta dall’intimata. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 15/4/2010 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con primo motivo il ricorrente assume la violazione e falsa applicazione del D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3 del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 29, del D.P.R. n. 139 del 1998, art. 1; del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 1, 2, 5, 7, 9. L’iscrizione nel catasto dei fabbricati e l’attribuzione della rendita costituirebbero presupposti necessari e sufficienti per l’assoggettamento all’imposta.

Con secondo motivo il ricorrente assume che la CTR, in violazione delle medesime norme, avrebbe erroneamente ritenuto la strumentalita’ del fabbricato all’attivita’ agricola, nonostante il medesimo non fosse iscritto nella classe (OMISSIS), non sussistesse il requisito dell’identita’ soggettiva e la Cooperativa svolgesse attivita’ commerciale.

Le censure sono limitatamente fondate alla luce dei principi affermati da questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 18565 del 21/08/2009), secondo cui, in tema di ICI, l’immobile che sia stato iscritto nel catasto dei fabbricati come “rurale”, con l’attribuzione della relativa categoria ((OMISSIS)), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9 conv. in L. n. 133 del 1994, non e’ soggetto all’imposta, ai sensi del combinato disposto del D.L. n. 207 del 2008, art. 23 bis conv. in L. n. 14 del 2009, e del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. a. Qualora l’immobile sia iscritto in una diversa categoria catastale, sara’ onere del contribuente, che pretenda l’esenzione dall’imposta, impugnare l’atto di classamento, restando, altrimenti, il fabbricato medesimo assoggettato ad ICI. Allo stesso modo, il Comune dovra’ impugnare autonomamente l’attribuzione della categoria catastale (OMISSIS), al fine di poter legittimamente pretendere l’assoggettamento del fabbricato all’imposta.

Con terzo e quarto motivo il ricorrente assume l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione della decisione in relazione alle circostanze dedotte con l’atto di appello relativamente alla mancanza di un terreno agricolo, all’assenza di una norma di esenzione, all’accatastamento del fabbricato in classe (OMISSIS), ala mancata prova circa 1 requisiti di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 29 TUIR, allo svolgimento di un’attivita’ commerciale da parte della Valcima.

Le censure sono fondate: nel ragionamento del giudice di merito e’ rinvenibile traccia evidente dell’insufficiente esame di punti decisivi della controversia, prospettati dal Comune con l’atto di appello.

La sentenza impugnata va cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio al giudice del merito, per le sue ulteriori valutazioni, sulla base dei principi di diritto affermato e per la liquidazione delle spese.

P.Q.M.

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo grado, ad altra sezione della CTR della Emilia e Romagna.

Cosi’ deciso in Roma, il 15 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2010

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA