Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12154 del 18/05/2010

Cassazione civile sez. I, 18/05/2010, (ud. 04/02/2010, dep. 18/05/2010), n.12154

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PANEBIANCO Ugo Riccardo – Presidente –

Dott. SALME’ Giuseppe – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso per regolamento di competenza proposto da:

ALTRAD BAUMANN GmbH, con domicilio eletto in Roma, via Vallisneri n.

11, presso l’Avv. Pacifici Paolo che la rappresenta e difende

unitamente all’Avv. Hanns Egger, come da procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

nei confronti di:

WILHELM LAYHER & CO. Kg e LAYHER S.p.a. (già LAYHER s.r.L),

con

domicilio eletto in Roma, via Bocca di Leone n. 78, presso l’Avv.

Vasciminni Maurizio che le rappresenta e difende unitamente agli

Avv.ti Gian Paolo Di Santo, Maria Chiara Biffi, Francesca Ferrari,

Luciano Andrea Miori, come da procure a margine dell’atto di

citazione e del ricorso;

– resistenti –

e di:

BAUMANN s.r.l., ALTRAD ITALIA s.r.L, RIWEGA s.r.L.;

– intimate –

per l’impugnazione della sentenza del Tribunale di Bolzano n. 1156/08

depositata il 27 settembre 2008.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

giorno 4 febbraio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Vittorio

Zanichelli.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Wilhelm Layher GmbH (in seguito Layher) e la Layer s.r.l. (in seguito Layher Italia) hanno convenuto in giudizio avanti al Tribunale di Bolzano la Altrad Italia s.r.l. (in seguito Altrad), la Altrad Baumann GmbH (in seguito Altrad Baumann), la Baumann s.r.l. e la Riwega s.r.l. lamentando che le convenute producevano e commercializzavano strutture per ponteggi identiche a quelle prodotte dall’attrice sia nelle caratteristiche che nelle misure, tanto che i singoli componenti erano intercambiabili ed inseribili nelle strutture prodotte dalla Layher e concludendo affinchè, accertato il compimento di atti di concorrenza sleale di cui all’art. 2598 c.c., venisse inibito alla convenute di compiere qualsiasi atto illecito ex art. 2598 c.c., venissero disposti gli opportuni provvedimenti inibitori di cui all’art. 2599 c.c., fossero condannate le convenute al risarcimento del danno.

Si sono costituite le società evocate chiedendo il rigetto delle domande attrici e, quanto alla Altrad, eccependo l’incompetenza del tribunale adito essendo competente quello di Milano.

Il Tribunale, ritenuta l’opportunità di decidere le questioni preliminari e in particolare quella relativa alla competenza per territorio, ha invitato le parti alla precisazione delle conclusioni e quindi ha dichiarato la propria incompetenza per materia e la competenza della Sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale di primo grado del Tribunale di Venezia.

Contro la sentenza ha proposto regolamento di competenza la Altrad Baumann chiedendo la conferma della competenza delle sezioni ordinarie e, in particolare, del tribunale adito.

La Layher e la Layher Italia hanno depositato memoria, sostanzialmente rimettendosi al giudizio della Corte, nonchè ulteriore memoria in esito alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I primi due motivi con cui si deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 168 del 2003, art. 3 e D.Lgs. n. 30 del 2005, art. 134 e che possono essere esaminati congiuntamente in quanto strettamente connessi sono fondati.

La Corte si è pronunciata di recente in ordine all’interpretazione del D.Lgs. n. 30 del 2005, art. 134 (applicabile ratione temporis in considerazione dell’epoca di introduzione del giudizio), a mente del quale rientrano nella cognizione delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale anche i procedimenti di concorrenza sleale, con esclusione delle sole fattispecie che non interferiscono neppure indirettamente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale rilevando come la competenza sui procedimenti attinenti alla concorrenza sleale sia ormai attribuita, in via generalizzata, alle sezioni specializzate, essendo prospettata come regola la sua inerenza alla materia dei diritti riservati (Sez. 1, 19 giugno 2008 n. 16744). Escluso tuttavia che il diritto alla lealtà concorrenziale sia omologato definitivamente ai diritti contemplati nel Codice delle Proprietà intellettuale, l’esegesi in ordine alla non interferenza, costituendo questa pur sempre un’eccezione alla regola della generalizzata equiparazione tra i richiamati diritti, deve essere condotta con criteri restrittivi e quindi ritenuto sussistente il requisito ad excludendum nei soli casi in cui, in base alle prospettazioni o alle difese delle parti, non vi sia alcuna sovrapposizione tra la fattispecie legale concorrenziale dedotta in causa e la eventuale pretesa sui diritti titolati; ne consegue che restano affidati al giudice ordinario i casi di concorrenza sleale cd. pura in cui la lesione dei diritti riservati non costituisca, in tutto o in parte, elemento costitutivo della lesione del diritto alla lealtà concorrenziale e che quindi debba essere valutata, sia pure incidenter tantum, nella sua sussistenza e nel sua ambito di rilevanza (Cass. sez. 1, 9 aprile 2008 n. 9167), con ciò giustificandosi la generalizzata attrazione della concorrenza sleale alla cognizione del giudice specializzato.

Ciò posto, nell’azione proposta dalla Layher e dalla Lahyer Italia non sono ravvisabili doglianze che qualifichino l’invocata tutela contro la concorrenza sleale come interferente con l’esercizio di diritti titolati essendo stata la stessa ritenuta sussistente sotto un duplice profilo: utilizzo di mezzi non conformi ai principi della correttezza (art. 2598 c.c., n. 3) per violazione delle norme pubblicistiche che attengono al divieto di utilizzare componenti di diversa provenienza, ravvisato nella pubblicizzata compatibilità tra gli elementi prodotti e commercializzati dalle attrici e dalle convenute; imitazione servile confusoria per avere le convenute adottato negli elementi componibili da loro prodotti e venduti misure non corrispondenti a moduli metrici “interi” (cm. 50 e multipli), del tutto inusuali nel settore dei ponteggi ed introdotti ed imposti sul mercato dalla sola Lahyer che ne aveva fatto un elemento distintivo.

Esclusa ovviamente ogni rilevanza dei diritti titolati quanto al primo aspetto, il tribunale di Bolzano ha ravvisato l’interferenza nella circostanza che un particolare sistema di attacco fosse oggetto, di brevetto europea, valutando tale contraffazione come sufficiente ad integrare il requisito richiesto.

L’erroneità della conclusione deriva dalla considerazione che le attrice non hanno minimamente invocato, neppure incidentalmente, la tutela brevettuale individuando la concorrenza sleale nell’imitazione del particolare meccanismo di attacco ma nell’utilizzo nella produzione di tutti gli elementi dei ponteggi e delle strutture analoghe da parte delle convenute di misure asseritamente del tutto peculiari alla produzione Lahyer così da essere i medesimi materialmente compatibili con i componenti commercializzati dalle attrici, fornendo così alla clientela la possibilità di implementare l’eventuale dotazione in suo possesso con elementi integrabili e a minor prezzo. Ne consegue che il richiamo all’esistenza del brevetto, che oltretutto coprirebbe solo un particolare, appare elemento indicato ad colorandum ma del tutto irrilevante ai fini del decidere, posto che la tutela viene affidata ad elementi costitutivi che prescindono da una valutazione, sia pure incidentale, dell’esistenza e dall’ambito di efficacia della privativa.

La fondatezza degli esaminati motivi comporta l’assorbimento del terzo con cui si deduce violazione dell’art. 112 c.p.c. per avere il tribunale valorizzato la tutela di diritti protetti nonostante l’espressa esclusione della medesima da parte delle attrici.

L’impugnata decisione deve dunque essere cassata e, dichiarata la competenza del Tribunale di Bolzano, la causa deve essere rimessa a tale giudice per l’ulteriore corso.

Le spese possono essere compensate, attese le posizioni assunte dalle parti sulla questione oggetto del giudizio.

P.Q.M.

La Corte dichiara la competenza del Tribunale di Bolzano a conoscere della domanda proposta da Wilhelm Layher GmbH e Layer s.r.l. contro Altrad Italia s.r.l., Altrad Baumann GmbH, Baumann s.r.l. e Riwega s.r.l. e ne cassa la pronuncia dedinatoria; compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 4 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2010

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