Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1214 del 21/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1214 Anno 2014
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: COSENTINO ANTONELLO

ORDINANZA
sul ricorso 14972-2012 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro
MAZZOTTA CLAUDIA;
– intimata avverso la sentenza n. 100/07/2011 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di MILANO del 7/07/2011, depositata
il 26/07/2011;

5530
7a)

Data pubblicazione: 21/01/2014

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
04/12/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONELLO
COSENTINO.
rilevato che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in
cancelleria la relazione di seguito integralmente trascritta:
sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, confermando la
sentenza di primo grado, ha ritenuto perfezionato il condono richiesto dal contribuente ai sensi
dell’articolo 12 1. 289/02 in ordine a carichi iscritti a ruolo nei suoi confronti; e ciò
nonostante che la contribuente avesse tempestivamente versato solo la prima rata dell’importo
dovuto a titolo di condono, e non anche la seconda rata.
La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto che il mancato o tardivo versamento della
seconda rata del condono ex art. 12 1. 289/02 non impedirebbe il perfezionamento della
sanatoria, ma attribuirebbe al Fisco solo il diritto di procedere all’integrale esazione del
relativo importo.
Il ricorso dell’Agenzia delle entrate si fonda su un solo motivo con il quale si denuncia la
violazione dell’articolo 12 1. 289/02.
La contribuente non si è costituita.
Il ricorso è fondato, in quanto l’interpretazione dell’articolo 12 1. 289/02 adottata dalla
Commissione Tributaria Regionale contrasta con l’insegnamento di questa Corte secondo cui
“In tema di condono fiscale, l’art. 12 della legge n. 289 del 2002, applicabile esclusivamente
con riferimento a cartelle esattoriali relative ad IRPEF ed ILOR, nel disciplinare una speciale
procedura per la definizione dei carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali e affidati ai
concessionari del servizio nazionale della riscossione fino al 31 dicembre 2000, mediante il
pagamento del 25% dell’importo iscritto a ruolo, oltre alle spese eventualmente sostenute dal
concessionario, non prevede alcuna attestazione di regolarità del condono e del pagamento
integrale dell’importo dovuto, gravando integralmente sul contribuente l’onere di provare la
corrispondenza tra quanto versato e il ruolo oggetto della controversia. Ne consegue che tale
forma di sanatoria costituisce una forma di condono demenziale e non premiale come, invece
deve ritenersi per le fattispecie regolate dagli arti. 7,8,9, 15 e 16 della legge n. 289 del 2002,
le quali attribuiscono al contribuente il diritto potestativo di chiedere un accertamento
straordinario, da effettuarsi con regole peculiari rispetto a quello ordinario, con la
conseguenza che, nell’ipotesi di cui al citato art. 12, non si determina alcuna incertezza in
ordine alla determinazione del “quantum”, esattamente indicato nell’importo normativamente
indicato da versarsi da parte del contribuente per definire favorevolmente la lite fiscale.
L’efficacia della sanatoria, è, pertanto condizionata all’integrale pagamento dell’importo
dovuto, mentre l’ omesso o anche soltanto il ritardato versamento delle rate successive alla

Ric. 2012 n. 14972 sez. MT – ud. 04-12-2013
-2-

« L’Agenzia delle entrate ricorre contro la sig.ra Claudia Mazzotta per la cassazione della

prima regolarmente pagata, escludono il verificarsi della definizione della lite pendente.”

(così sent. n. 20746/10; conf. n. 24316/10).
Si propone l’accoglimento del ricorso e la cassazione della sentenza gravata con rinvio alla
Commissione Tributaria Regionale che si atterrà al principio di diritto sopra enunciato.»;

che la società intimata non si è costituita;

che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata alla
ricorrente;
che il Collegio condivide gli argomenti esposti nella relazione;
che pertanto si deve accogliere il ricorso e cassare la sentenza gravata, con
rinvio alla Commissione Tributaria Regionale, che regolerà anche le spese del
giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza gravata e rinvia alla
Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che regolerà anche le
spese del giudizio di cassazione.
Così deciso in Roma il 4 dicembre 2013.

che non sono state depositate memorie difensive;

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