Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1211 del 20/01/2011

Cassazione civile sez. trib., 20/01/2011, (ud. 17/11/2010, dep. 20/01/2011), n.1211

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. BERNARDI Sergio – rel. Consigliere –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 21304-2006 proposto da:

C.M., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato DE ANGELIS VINCENZO con studio in BOLOGNA VIA

RIVA RENO 4 (avviso postale), giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DI BOLOGNA (OMISSIS), in persona del

Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 61/2005 della COMM. TRIB. REG. di BOLOGNA,

depositata il 03/06/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/11/2010 dal Consigliere Dott. SERGIO BERNARDI;

udito per il resistente l’Avvocato GIORDANO DIEGO, che ha chiesto il

rigetto del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI PIETRO, che ha concluso per l’inammissibilità e in

subordine il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Avverso l’avviso di accertamento irpef-ilor 1986 notificatogli il 10.10.1991. C.M. propose ricorso alla Commissione Provinciale di Bologna in due copie separate. Una mise capo al procedimento 12057/91, e si concluse con la sentenza 885/03/99, favorevole all’Ufficio: l’altra dette luogo al procedimento 10296/91, definito in primo grado con la sentenza, anch’essa favorevole all’Ufficio, 2171/15/2001. Nei confronti di quest’ultima, previa domanda di definizione della lite L. n. 2898 del 2002, ex art. 16, il contribuente propose appello. L’Ufficio rigettò l’istanza di condono e contestò l’ammissibilità dell’impugnazione sul rilievo che la controversia era coperta dal giudicato formatosi sulla sentenza 885/03/99, non impugnata. Con integrazione dei motivi d’appello il C. impugnò il diniego di definizione della lite e sostenne l’inesistenza del giudicato opposto, giacchè non aveva mai saputo dell’autonomo processo 12057/91, nel quale l’avviso di trattazione e la decisione erano stati notificati ad un indirizzo diverso dal domicilio eletto.

La CTR ha rigettato l’appello nel merito, dichiarando “irricevibile” l’impugnazione del diniego della domanda di definizione della lite fiscale “essendo competente per l’esame la Commissione Tributaria Provinciale”.

Per la cassazione di tale decisione il contribuente ricorre con cinque motivi. L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Decidendo il merito dell’impugnazione, la CTR ha disatteso l’eccezione di giudicato proposta dall’Agenzia con le controdeduzioni d’appello. L’eccezione è stata riproposta col controricorso e concerne questione rilevabile d’ufficio. Essa è fondata, come è pacifico in causa. Il ricorrente invero non contesta che la sentenza 885/03/99 sia divenuta irrevocabile, ma sostiene che ciò sarebbe irrilevante perchè quando è accaduto era pendente il presente procedimento, radicato sulla stessa controversia. Il che si risolve nella negazione del principio del “ne bis in idem”.

Va quindi respinto il ricorso correggendosi, ex art. 184 c.p.c., la motivazione della sentenza impugnata, giacchè l’appello avverso la decisione di primo grado era inammissibile.

Le spese del giudizio di legittimità debbono seguire la soccombenza.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al rimborso delle spese, liquidate in Euro 1.200,00 oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 17 novembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 20 gennaio 2011

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