Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12004 del 31/05/2011

Cassazione civile sez. trib., 31/05/2011, (ud. 15/04/2011, dep. 31/05/2011), n.12004

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PIVETTI Marco – Presidente –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – Consigliere –

Dott. POLICHETTI Renato – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

A.C., elettivamente domiciliata in Roma, Via Germanico

168, presso l’avv. TANTALO Michele, che la rappresenta e difende,

giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Economia e delle Finanze, in persona del Ministro pro

tempore e Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliati in Roma, Via dei Portoghesi 12,

presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che li rappresenta e

difende per legge;

– controricorrenti –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Puglia (Bari), Sez. 15, n. 35/15/04 del 15 ottobre 2004, depositata

il 12 novembre 2004, non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15 aprile 2011 dal Relatore Cons. Dott. Raffaele Botta;

Lette le conclusioni scritte del P.G. che ha chiesto il rigetto del

ricorso per manifesta infondatezza.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Letto il ricorso della contribuente concernente una controversia relativa all’impugnazione di avvisi di rettifica ai fini IVA emessi a seguito di verifica della Guardia di Finanza;

Rilevato che il ricorso, dichiaratamente proposto ai sensi dell’art. 327 c.p.c., comma 2, si fonda su un unico motivo, con il quale la contribuente lamenta la nullità dell’atto di appello in quanto non notificatole nè direttamente, nè nel domicilio eletto;

Ritenuto che il ricorso sia manifestamente infondato, in quanto risulta che l’appello sia stato notificato ad A.C. ai sensi dell’art. 140 c.p.c. e la stessa ha sottoscritto l’avviso di ricevimento: sicchè nella migliore delle ipotesi ci si potrebbe trovare di fronte ad una nullità della notifica in quanto eseguita direttamente alla contribuente (non a mani proprie) e non nel domicilio eletto presso il proprio difensore, nullità che comporta la presunzione iuris tantum della conoscenza della pendenza del processo da parte dell’impugnante, e dovrà essere quest’ultimo a provare che la nullità gli ha impedito la materiale conoscenza dell’atto, per legittimare la proposizione del ricorso oltre i limiti temporali stabiliti dall’art. 327 c.p.c.. Questa prova non risulta essere in alcun modo fornita dalla ricorrente (ed anzi la notifica ex art. 140 c.p.c. e la sottoscrizione dell’avviso di ricevimento evidenziano una ben diversa situazione);

Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere rigettato e che spese seguano la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese della presente fase del giudizio che liquida in complessivi Euro 2,500,00 per onorari oltre le spese prenotate a debito e gli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 15 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 maggio 2011

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